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Home CRONACA

Reperti archeologici ritornano patrimonio di tutti in Calabria: erano stati confiscati ai tombaroli

Erano stati sequestrati dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale. Ora sono stati consegnati alla Soprintendenza

Di Redazione
22 Gennaio 2025
In CRONACA
Reperti archeologici ritornano patrimonio di tutti in Calabria: erano stati confiscati ai tombaroli
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La Soprintendenza archeologica per le province di Crotone e Catanzaro ha ricevuto oggi 42 reperti archeologici, recuperati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) di Cosenza. La consegna è avvenuta al museo civico archeologico di Cirò Marina, nel territorio da cui proviene la maggior parte degli oggetti sequestrati.

Un’operazione che continua a fare luce sulla storia locale

“Oggi inizia un’altra indagine che permetterà di ricollocare questi pezzi nella storia del territorio,” ha dichiarato Stefania Argenti, soprintendente archeologica, evidenziando l’importanza di proseguire con lo studio e il restauro dei reperti.

Gli oggetti, risalenti a un periodo compreso tra il IV e il I secolo a.C., erano stati sequestrati nell’ambito dell’indagine “Achei” del 2019, condotta dalla Procura di Crotone. L’operazione aveva portato a indagare 23 persone accusate di appartenere a un’organizzazione dedita al traffico illegale di reperti archeologici.

Reperti di diverse epoche e significati

Come spiegato dall’archeologo Alfredo Ruga, i reperti recuperati includono oggetti di uso comune, ceramiche protostoriche, una punta di lancia, decorazioni, anelli di epoca greca e medievale, e un attrezzo in bronzo. Interessante anche la presenza di falsi d’epoca risalenti alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, testimonianza delle pratiche di replica per musei o collezioni private.

La legalità come valore centrale

“Questa restituzione è importante perché abbiamo voluto dare valore al concetto di legalità in tema di illeciti che ruotano intorno all’archeologia,” ha sottolineato il capitano Giacomo Geloso, comandante del Nucleo Tpc di Cosenza.

Anche il tenente colonnello Diego Polio, comandante del gruppo Tpc di Roma, ha ribadito il significato di restituire i beni culturali alle comunità di origine. “Sono pezzi di storia che erano scomparsi: restituirli ci dà una grande soddisfazione e rappresenta un momento di riconnessione delle comunità con la propria identità.”

Inizio del restauro dei reperti e laboratori per le scuole

La consegna dei reperti è coincisa con l’avvio delle attività di restauro curate dalla Soprintendenza, che coinvolgeranno anche altri 200 pezzi recuperati. Durante il restauro, saranno attivati laboratori per le scuole, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani alla tutela del patrimonio culturale.

La soprintendente Argenti ha evidenziato la necessità di collaborare con la Soprintendenza di Cosenza per un’analisi approfondita dei reperti e dei contesti da cui sono stati illecitamente sottratti.

Un invito a riscoprire il territorio

Il sindaco di Cirò Marina, Sergio Ferrari, ha definito la giornata “storica” per il territorio, mentre il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, ha esortato gli studenti presenti a mostrare curiosità verso la storia locale: “A interessarvi del vostro territorio, ad essere curiosi.”

Questa restituzione segna un passo significativo nella valorizzazione del patrimonio culturale e nella lotta al traffico illecito di beni archeologici, restituendo alla comunità un pezzo importante della sua identità storica.

Tags: ArcheologiaCalabriaCarabinieri
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