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Home CRONACA

Febbre da West Nile: che cosa sapere sul virus e lo stato dell’arte in Calabria

L'anno scorso la Regione aveva approvato un Piano di sorveglianza, ma da allora non sono stati presi ulteriori provvedimenti specifici sul fenomeno

Di Ivan Fiorillo
12 Agosto 2025
In CRONACA
West Nile
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Il virus West Nile, trasmesso in maggior misura dalle zanzare, nel 2025 ha causato la sua prima vittima in Calabria giovedì 7 agosto. Si trattava di un uomo di 80 anni, originario di Riace, deceduto al Gom di Reggio Calabria, dove era stato ricoverato per una grave encefalite. A seguito del decesso, il sindaco di Riace ha disposto un’immediata disinfestazione su tutto il territorio comunale.

L’allarme si è poi esteso anche al Catanzarese, dove l’Azienda sanitaria provinciale ha segnalato due nuovi casi: un uomo di 57 anni e una donna di 89 anni, entrambi residenti a Chiaravalle. I due pazienti, ricoverati in condizioni gravi per febbre ed encefalite, sono entrati così in condizioni stabili, senza tuttavia uscire completamente dal pericolo. L’Asp ha avviato un’indagine epidemiologica e rafforzato i reparti di malattie infettive per gestire eventuali ulteriori casi.

Nel resto d’Italia l’emergenza continua a crescere, con un totale di almeno 19 vittime a livello nazionale dall’inizio dell’anno.

Il Piano di sorveglianza regionale

La Regione Calabria aveva approvato lo scorso anno, con decreto del commissario ad acta Roberto Occhiuto, il “Piano di sorveglianza e risposta ai virus della West Nile e Usutu in regione Calabria – anno 2024“, a sua volta approvato dal Ministero della Salute il 29 luglio 2024.

Il documento suddivideva il territorio regionale in due zone di rischio epidemiologico:

  • area ad alto rischio di trasmissione: includeva le province di Cosenza e Crotone; tale classificazione era dovuta alla passata circolazione del virus in provincia di Crotone (2011 e 2022) e a diversi focolai accertati nel Cosentino nel 2023 e nel 2024;
  • area a basso rischio di trasmissione: comprendeva le province di Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia; queste aree, pur non avendo registrato casi, presentavano condizioni eco-climatiche favorevoli alla circolazione virale.

L’obiettivo principale del Piano era individuare precocemente la circolazione del virus in uccelli o insetti vettori, per prevenire la trasmissione all’uomo. Le attività di sorveglianza del West Nile erano integrate con quelle per il virus Usutu, poiché la sua rilevazione fornisce un’utile indicazione sul rischio di trasmissione del West Nile nelle medesime aree.

Al momento non sono stati varati ulteriori provvedimenti di questo livello legislativo su scala regionale, complici le recenti dimissioni del presidente Occhiuto. Finché la situazione rimarrà stabile e senza aggiornamenti, tocca sperare di non averne la necessità.

La Cittadella a Catanzaro che ospita la Regione Calabria,
La Cittadella, sede della Regione Calabria

Che cos’è e come si trasmette il virus

Il virus West Nile è responsabile di un’infezione che si diffonde principalmente attraverso la puntura delle zanzare del genere Culex, che si nutrono del sangue di uccelli infetti. Gli uccelli sono infatti il principale serbatoio del virus. La buona notizia è che il virus non si trasmette da persona a persona.

Identificato per la prima volta in Uganda nel 1937, il virus è arrivato in Italia nel 1998 e da allora è considerato endemico nel nostro Paese. Negli ultimi anni la sua circolazione è progressivamente aumentata, favorita da condizioni climatiche ideali per la diffusione delle zanzare.

Il virus West Nile

Sintomi, forme e trattamento della patologia

L’infezione da West Nile ha un decorso molto variabile:

  • asintomatica: l’80% delle persone contagiate non sviluppa alcun sintomo;
  • sintomi lievi: nel 20% dei casi l’infezione provoca una sindrome simil-influenzale con febbre, mal di testa, nausea e dolori muscolari, che si risolve spontaneamente;
  • sintomi gravi: in meno dell’1% dei casi, il virus attacca il sistema nervoso centrale, causando forme neuro-invasive come l’encefalite; i sintomi sono gravi e includono disorientamento, tremori, debolezza muscolare, paralisi e, nei casi più gravi, il coma o la morte.

Non esiste una cura specifica per il virus West Nile, né un vaccino per gli esseri umani. Il trattamento è di supporto e mira ad alleviare i sintomi e a gestire le complicanze più severe.

Come prevenire il contagio: le regole d’oro

Per ridurre il rischio di infezione, è fondamentale adottare misure di prevenzione contro le punture di zanzara, soprattutto per anziani e persone con un sistema immunitario compromesso:

  • protezione personale: indossare abiti chiari e lunghi, usare repellenti e installare zanzariere a porte e finestre;
  • evitare zone a rischio: nelle ore serali e notturne, quando le zanzare sono più attive, evitare di sostare in prossimità di aree umide o con acqua stagnante;
  • eliminare i focolai: rimuovere l’acqua stagnante da sottovasi, ciotole per gli animali e altri contenitori, dove le zanzare possono deporre le uova.
Tags: CalabriaRegione CalabriaRoberto Occhiuto
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