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Home SANITÀ

Sanità vibonese. Comitati in protesta davanti l’Asp: depositate nuove denunce ai carabinieri

In programma un nuovo incontro per chiedere la proclamazione dello stato di agitazione e la costruzione della mobilitazione popolare

Di Pasquale Scordamaglia
9 Gennaio 2026
In SANITÀ
Sanità vibonese. Comitati in protesta davanti l’Asp: depositate nuove denunce ai carabinieri
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Nemmeno la pioggia e il freddo insistente di ieri, 8 gennaio, hanno scoraggiato l’agguerrita e costante protesta dell’Osservatorio civico “Città Attiva” di Vibo, dei Comitati civici “Costa degli Dei” e “San Bruno”, nonché dei diversi cittadini che si sono uniti a loro.

Riuniti in sit-in, di fronte all’Asp di Vibo, i comitati hanno denunciato nuovamente la precaria situazione della sanità pubblica vibonese, ma ancora una volta non solo a parole. Avevano annunciato nuove denunce e ieri hanno confermato tutto ciò. Infatti, dopo il presidio delle ore 12, il corteo si è diretto verso il comando provinciale dei carabinieri, presentando denuncia per la recente sospensione dell’ambulatorio di Neurologia all’ospedale “Jazzolino”, includendo anche la l’interruzione di due importanti servizi del reparto di Ortopedia: la reperibilità notturna e la fisioterapia.

Inoltre, non pochi cittadini, insieme ai comitati civici, hanno concretamente sostenuto queste denunce che si aggiungono a quelle già depositate per l’ospedale di Tropea. Pertanto, tutti i firmatari delle denunce, hanno espresso una volontà unanime; quella di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale, oltre alla richiesta di accertare dei possibili ed eventuali danni erariali, sia alla Procura della Repubblica e sia alla Procura generale della Corte dei conti. Al presidio, inoltre, era presente Vittorio Sacco, delegato del sindacato Usb Sanità Calabria. Sacco, in particolare, ha evidenziato la quantità elevata di risorse che sono a disposizione della sanità privata. «Non possiamo più permetterci – ha poi aggiunto – che il privato mangi e continui a mangiare sulla sanità di questa regione».

Tra gli obiettivi la richiesta per proclamare lo stato di agitazione

Oltre al mezzo della denuncia, tra l’altro, i comitati stanno predisponendo un’altra forma di protesta. Si tratta della proclamazione dello stato di agitazione e della pianificazione della mobilitazione popolare. Saranno questi i prossimi obiettivi che si definiranno il 13 gennaio prossimo, a partire dalle ore 18 e presso la sede del CSV Calabria Centro, in via Angelo Savelli a Vibo Valentia.

Segnalato anche il recente bando per l’assunzione di 12 infermieri

Daniela Primerano, in qualità di referente dell’Osservatorio “Città Attiva” e a nome di tutti i Comitati civici, ha poi dichiarato: «Non accetteremo più nessun tipo di interruzione di servizi sanitari. Per cui, all’autorità giudiziaria, denunceremo tutti i depotenziamenti che verranno fatti da ora in avanti». Quest’ultima, ha posto l’accento anche su due casi emblematici e che sono connessi alla reale carenza di personale sanitario. Il primo riguarda la persistente assenza del personale medico che lavorava all’ospedale “Jazzolino” e, precisamente, proprio nell’area dell’ambulatorio di Neurologia. Personale che, come fa notare la Primerano, «è stato attratto subito dall’Asp di Lamezia con contratti a tempo indeterminato».

Il secondo esempio, analizzato dalla Primerano, invece, è riconducibile ad un nuovo bando dell’Asp di Vibo. A tal proposito, l’attivista afferma: «Proprio di recente, è stato pubblicato un bando dell’Asp di Vibo che cerca 12 infermieri a tempo determinato e per la durata complessiva di sei mesi. Questo significa – aggiunge – che, alle porte dell’estate, ci troveremo con questi infermieri che saranno mandati a casa, non sapendo se poi se ne troveranno altri a tempo determinato. Questo territorio bisogno di aggiungere servizi, di assumere personale, di aprire reparti e di offrire contratti attrattivi».

L’ospedale di Tropea ridotto ad attività di primo intervento

Condiviso e apprezzato, è stato anche l’intervento di Domenico Cortese, il qualeha preso la parolacome componente del Comitato civico “Costa degli Dei”. «L’ospedale di Tropea – ha dichiarato – è legato ad un territorio che è considerato periferico per le norme, per le leggi, per la politica regionale e per la politica nazionale. Nonostante questo, in estate, l’ospedale è un riferimento per 1.900.000 persone, contando tutto l’afflusso turistico. Quindi, i criteri per giudicare un ospedale come periferico, sono dei criteri che mirano deliberatamente a fare dei tagli arbitrari alla sanita pubblica. Ormai, – evidenzia Cortese – è un ospedale che è ridotto a poco più di un pronto soccorso, anzi neanche, perché il pronto soccorso di Tropea, di fatto è un punto di primo intervento, visto che mancano gli specialisti e manca la strumentazione. Per avere un referto di radiologia c’è bisogno di fare riferimento a Vibo Valentia».

«Abbiamo calcolato, ormai da tempo, – aggiunge in conclusione Cortese – che se la Calabria ricevesse gli stessi fondi pro-capite nella sanità che riceve l’Emilia Romagna, a quest’ora non ci sarebbe nessun piano di rientro e la Calabria non sarebbe nemmeno in deficit sanitario. La verità è che ci mancano i fondi che dovrebbero essere assicurati dalla stessa Costituzione. Per questo il piano di rientro è uno strumento politico, non è uno strumento tecnico, non è uno strumento dovuto. E noi continuiamo con le nostre denunce, continuiamo a dire che non è la sanità pubblica che spreca i soldi, ma è la sanità privata. Perché è stato calcolato che, in un anno, la sanità privata spreca ben due miliardi di euro in prestazioni più costose che, se fatte nel pubblico, costerebbero molto di meno».

Tags: Asp di ViboComitati civiciProtestaSanità vibonese
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