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Home SANITÀ

Sanità in Calabria, i sindacati: «Azienda Zero inefficiente»

Cgil e Uil Fpl denunciano comportamenti antisindacali: «1200 persone considerate come un gregge da trasferire in un nuovo recinto»

Di Redazione
12 Gennaio 2026
In SANITÀ
Un medico ed una infermiera
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«Non certo positive sono state le attenzioni rivolte dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi in una delle recenti relazioni su Azienda Zero. L’ente di governance della sanità Regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risulta ancora in ritardo». È la premessa fatta da Alessandra Baldari, segretaria generale Fp Cgil Calabria, e Walter Bloise, segretario generale Uil Fpl, in merito alle condizioni dei lavoratori nel comparto sanità in Calabria.

«Un quadro non chiaro»

«A quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni della gestione sanitaria accentrata (GSA) e delle aziende sanitarie risulta ancora parziale. Il direttore generale non ha indicato una tempistica precisa per l’avvio delle funzioni strategiche. Secondo la Corte, questo ritardo mantiene “un quadro non ancora del tutto delineato”, con effetti negativi sulla capacità gestionale del sistema sanitario calabrese», asseriscono.

«Forse è per questo che con una certa fretta, in totale contrasto con le norme di riferimento, e in spregio alle corrette relazioni sindacali, Azienda Zero convoca solo alcune sigle a discutere di trasferimento del personale operante nell’emergenza urgenza, con tanto di modifica di Datore di Lavoro, accampando la scusa della mancata sottoscrizione del Contratto nazionale che nulla ha a che fare con il trasferimento di funzioni e personale, materie regolate per legge sovraordinata al Contratto», insistono.

«Gravi disservizi per i pazienti in Calabria»

«Non certo un affare di poco conto, atteso che è in discussione uno sei servizi più delicati e allo stesso tempo più critici del Servizio Sanitario regionale. Lavoratori e cittadini sanno bene quanto pesano le carenze di personale in questo settore che, insieme ad una governance accentrata recentemente e disfunzionale, hanno determinato condizioni di lavoro insostenibili e gravi disservizi ai pazienti», continuano Baldari e Bloise.

«Stiamo parlando non di poche, ma di oltre 1200 persone che, alcuni presunti risolutori, intenderebbero, alla stregua di un gregge, trasferire in un nuovo recinto. Non attraverso una transumanza ma caricandoli in dei vagoni merci con direzione incerta. Forse sfugge ad Azienda Zero che il trasferimento di personale tra aziende pubbliche in Italia, richiede ancora, obbligatoriamente un’informativa e una consultazione sindacale preventiva da parte di cedente e cessionario (art. 47 L. 428/1990). Particolare tutela spetta inoltre ai rappresentanti sindacali (RSU) che necessitano del nulla osta dell’organizzazione di appartenenza per essere trasferiti, per evitare condotte antisindacali. A meno che la condotta antisindacale sia diventata uno scudetto di cui fregiarsi, cosa che alle latitudini prossime alla località Germaneto di Catanzaro è ormai una regola. Come al solito si predica bene e si razzola male», affermano i sindacalisti.

«Azienda Zero apparecchia un tavolo con pochi interlocutori»

«Allo stesso modo sfugge che Azienda Zero non ha la propria rappresentanza sindacale, non ha il fondo denominato “Fondo risorse decentrate” destinato alla contrattazione integrativa ed ai trattamenti accessori, tantomeno mai ha attivato un contratto decentrato Integrativo. Così, nel mentre la Calabria affoga nei suoi problemi sanitari, con la gente spesso disperata per le inefficienze e la negazione di cure, Azienda Zero apparecchia un tavolo con quattro interlocutori per decidere le sorti del personale dell’Emergenza Urgenza. Tradotto, in pochi dovrebbero decidere le condizioni di lavoro da applicare nella nuova Azienda. Altro che il trasferimento volontario preannunciato dalla stampa!», insistono.

«Non meglio si prevede riguardo l’accelerazione sulla GSA le cui funzioni vengono trasferite ad Azienda Zero, ma esercitate di fatto da personale in avvalimento del Dipartimento della Salute. Anche qui bypassando il confronto sindacale e senza alcuna trasparenza sulle motivazioni e i criteri di scelta sulle unità di cui avvalersi. Evidentemente in ragione di una carenza palese di personale per esercitare tale fondamentale funzione», continuano i referenti di Cgil e Uil.

«Atteggiamenti mai verificatisi in 30 anni in Calabria»

«Dovremmo chiederci perché le prime fasi che hanno riguardato altri trasferimenti di personale dalle Aziende Sanitarie Provinciali sempre ad Azienda Zero, siano stati caratterizzati da opzioni di scelta e addirittura perfezionati da colloqui. Forse il personale dell’emergenza urgenza va trattato diversamente da chi si occupava nelle ASP di gestione del personale o informatica? Mai in Calabria nei 30 anni precedenti sono stati trasferiti da una azienda pubblica ad una altra azienda pubblica oltre 1200 persone», affermano.

«Per il trasferimento di deleghe e personale dalle province alla Regione ci furono appositi tavoli tecnici alla presenza di tutti gli attori coinvolti che durarono oltre 1 anno e nel rispetto delle prerogative sindacali. I componenti delle RSU dalle province ottennero il trasferimento in Regione mantenendo la loro carica di eletti. Oggi, qualcuno pensa di far perdere a decine di eletti la loro carica di rappresentante dei lavoratori. Ma a chi giova questo teatrino?», accusano Baldari e Bloise.

«Tutela massima per i lavoratori»

La Fp Cgil e la Uil Fpl nel corso del recente incontro avuto con il presidente della giunta Regionale e i dirigenti generali in materia di sanità, hanno ampiamente chiarito che tuteleranno in tutte le sedi competenti i propri iscritti e le proprie rappresentanze. «Quanto sta accadendo è un affronto alle regole democratiche e ai più elementari principi sindacali», affermano i sindacalisti.

«Dove è finita L’Azienda Zero nata per perseguire la razionalizzazione, l’integrazione e l’efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario regionale, con modalità partecipative basate su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell’impiego delle risorse? Forse in molti non hanno riletto la Legge regionale di istituzione, oppure pensano che le modalità partecipate e la Trasparenza siano da affrontare solo con chi riverisce», concludono.

Tags: CalabriaCgilLavoroSindacatiUIL
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