La Fillea Cgil Calabria lancia l’allarme: nel Vibonese, sette aziende edili su otto risultano irregolari, confermando i dati dei recenti controlli nei cantieri locali. La denuncia arriva dal segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, che sottolinea come il fenomeno rappresenti un deficit strutturale, non un episodio isolato.
Cantieri a rischio sicurezza e legalità
Secondo la Fillea Cgil, i cantieri sia pubblici che privati presentano gravi violazioni delle norme sulla sicurezza e igiene, con lavoratori impiegati spesso in nero e senza iscrizione alla Cassa edile di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Queste pratiche non solo violano i diritti dei lavoratori, ma penalizzano anche le imprese che operano nel rispetto delle regole.
«Troppe stazioni appaltanti si limitano a un controllo puramente formale», afferma Celebre, evidenziando come gli appalti pubblici nel Vibonese, spesso, diventino terreno fertile per logiche al massimo ribasso e per il ricorso a imprese irregolari.
La richiesta di una task force permanente nel Vibonese
Per contrastare questa deriva, la Fillea Cgil Calabria chiede l’istituzione immediata di una task force permanente, coinvolgendo tutti gli organi preposti: Ispettorato del lavoro, ASL, INAIL, Prefetture e Forze dell’ordine. L’obiettivo è effettuare controlli sistematici e continui, sia nei cantieri pubblici che privati, con un ruolo attivo delle stazioni appaltanti.
«La sicurezza sul lavoro non può essere sacrificata sull’altare del profitto e dell’illegalità. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa vivo e tutelato», conclude Celebre. I dati confermano che la mancanza di controlli efficaci e il lavoro irregolare rappresentano un serio ostacolo allo sviluppo del settore edile in Calabria. La Fillea Cgil continua a denunciare e vigilare, chiedendo trasparenza e rispetto della legalità come regola fondamentale per l’intero comparto.

























