Un’insegnante della provincia di Vibo Valentia è stata reintegrata in servizio dopo essere stata collocata a riposo senza aver maturato i requisiti minimi per accedere alla pensione. A stabilirlo è stato il Tribunale di Vibo Valentia, che ha accolto il ricorso presentato dalla docente contro il provvedimento dell’amministrazione scolastica.
La decisione dei giudici consente all’insegnante di tornare in classe e di continuare a lavorare fino al raggiungimento dei requisiti necessari per la pensione. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà inoltre corrisponderle tutte le retribuzioni non percepite a partire da settembre 2025.
Il caso della docente della provincia di Vibo Valentia
La vicenda riguarda una docente che, al compimento dei 67 anni, aveva maturato soltanto 12 anni di contributi previdenziali, ben al di sotto dei 20 anni richiesti per accedere alla pensione. Secondo la normativa applicata dall’amministrazione scolastica, al raggiungimento dei 67 anni scatta comunque il collocamento a riposo d’ufficio. Tuttavia, senza il requisito contributivo minimo, la docente non avrebbe potuto ottenere la pensione.
La situazione avrebbe creato un vero e proprio vuoto reddituale: uscita dal lavoro ma senza diritto alla pensione, l’insegnante sarebbe rimasta per anni senza stipendio e senza assegno previdenziale.
La richiesta di restare in servizio fino a 71 anni
Per evitare questa situazione, la docente aveva chiesto di poter proseguire l’attività lavorativa fino al raggiungimento dei contributi minimi. La normativa, infatti, consente in alcuni casi di continuare a lavorare fino a 71 anni, proprio per permettere ai lavoratori di maturare i requisiti necessari alla pensione di vecchiaia.
A quell’età è infatti possibile accedere al trattamento previdenziale anche con un numero inferiore di contributi. La richiesta dell’insegnante della provincia di Vibo Valentia, tuttavia, era stata inizialmente respinta.
Il ricorso e la decisione dei giudici
La docente ha quindi presentato ricorso con l’assistenza degli avvocati Silvio Primerano e Gabriella Fera, sostenendo che la decisione violasse i principi costituzionali sul diritto alla previdenza. Il caso è arrivato davanti al Tribunale di Vibo Valentia dopo una prima decisione favorevole già ottenuta presso il Tribunale di Lamezia Terme.
Il collegio giudicante ha accolto integralmente il reclamo della docente, stabilendo che il Ministero dovrà reintegrarla nel posto di lavoro e consentirle di proseguire il servizio. Oltre al reintegro, il Tribunale ha disposto anche il pagamento delle retribuzioni arretrate. L’insegnante dovrà quindi ricevere tutti gli stipendi non percepiti a partire da settembre 2025, fino al momento del ritorno effettivo in servizio.

























