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Home SANITÀ

Robot Oss all’ospedale di Cosenza: tecnologia e AI nella sanità del futuro

L'obiettivo è ridurre le infezioni ospedaliere dell’80% grazie a strumenti avanzati a supporto degli operatori umani

Di Redazione
13 Marzo 2026
In SANITÀ
La presentazione dei robot Oss all'ospedale Annunziata di Cosenza
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L’innovazione tecnologica entra sempre più nei reparti ospedalieri italiani. All’ospedale Annunziata di Cosenza sono presenti tre robot Oss dedicati all’igiene dei pazienti, progettati per supportare il personale sanitario nelle attività assistenziali e migliorare la sicurezza nei reparti più delicati.

I nuovi robot sono già operativi da gennaio e vengono utilizzati nell’area Emergenza-Urgenza, dopo una fase di formazione del personale sanitario che li affiancherà nelle attività quotidiane di assistenza.

Robot Oss per ridurre le infezioni ospedaliere

Le infezioni correlate all’assistenza sanitaria rappresentano una delle sfide più importanti per gli ospedali moderni. Proprio per questo motivo l’Azienda Ospedaliera di Cosenza ha deciso di investire nella robotica sanitaria con un progetto che punta a ridurre drasticamente il rischio di contagio all’interno dei reparti.

L’obiettivo dell’iniziativa è ambizioso: abbattere fino all’80% delle infezioni ospedaliere, alleggerire il lavoro degli operatori sanitari e allo stesso tempo migliorare la qualità delle cure offerte ai pazienti. I robot sono stati progettati per supportare gli Operatori socio sanitari (Oss) nelle operazioni di igiene e assistenza di base, seguendo protocolli sanitari rigorosi che consentono di ridurre la diffusione di agenti patogeni tra un paziente e l’altro.

La visione della sanità digitale

Secondo il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar, l’introduzione dei robot rappresenta un passo concreto verso un modello di sanità più tecnologico e innovativo. «L’ospedale Annunziata è nel pieno di un cammino costante e inarrestabile. Oggi siamo davanti alla sanità applicata, vera, quella di cui tutti parliamo. Una sanità digitale, quindi ospedale tech e quindi futuro. – ha detto – Questa è stata una sfida, una visione, un onore per la Calabria da dove parte questa innovazione che creerà sicuramente competizione a livello italiano e ci scommetto subito che in tre o quattro mesi tutti gli ospedali italiani si doteranno di questo robot. Opereranno nella rianimazione, nella medicina d’urgenza e nel pronto soccorso».

Lo stesso De Salazar ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione e delle competenze che hanno portato alla realizzazione del progetto. «Abbiamo mixato quello che tutti predicano ma pochi fanno, l’intelligenza artificiale, con una visione. Devo dire per giustizia e per riconoscimento delle menti e delle professionalità che ho la fortuna, permettetemi la battuta, di avere un Harry Potter sanitario che me l’ha suggerito. Io l’ho adottato perché le idee belle e importanti si adottano, non si ostacolano: il professor Bruni».

Il problema crescente delle infezioni ospedaliere

Alla base dell’introduzione dei robot c’è la crescente preoccupazione per le infezioni che si sviluppano durante la degenza ospedaliera. A spiegare le ragioni di questa scelta è stato il primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale, Andrea Bruni. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da lui riportate, le infezioni correlate all’assistenza potrebbero diventare nei prossimi decenni una delle principali cause di mortalità a livello globale.

«L’idea è nata dal fatto che le infezioni ospedaliere rappresentano ormai un problema emergente. L’Oms stima che nel 2050 le infezioni faranno più vittime di quelle che fanno adesso le malattie tumorali, quindi abbiamo ritenuto opportuno dotarci di una tecnologia che supportasse gli operatori sanitari nel contrasto alle infezioni ospedaliere. I robot non sostituiscono gli Oss, sono uno strumento che li aiutano ad effettuare tutte le operazioni di nursing, quindi di igiene dei pazienti seguendo dei protocolli rigidi che servono appunto a fare in modo che non si propaghino le infezioni tra un paziente e l’altro».

Tecnologia e personale sanitario: una collaborazione

L’introduzione dei robot Oss non ha lo scopo di sostituire il personale sanitario, ma di affiancarlo nelle attività più ripetitive e delicate. In questo modo la tecnologia diventa uno strumento di supporto che permette agli operatori di concentrarsi maggiormente sulla relazione con il paziente e sulle attività assistenziali più complesse.

Attraverso protocolli standardizzati e sistemi di controllo avanzati, i robot contribuiscono a migliorare la sicurezza clinica e a ridurre il rischio di diffusione delle infezioni, soprattutto nei reparti più sensibili come la rianimazione, la medicina d’urgenza e il pronto soccorso.

Un possibile modello per gli ospedali italiani

L’esperienza avviata all’ospedale Annunziata di Cosenza potrebbe rappresentare un modello di riferimento anche per altre strutture sanitarie italiane. Se i risultati attesi verranno confermati, l’integrazione tra robotica, intelligenza artificiale e personale sanitario potrebbe diventare uno dei pilastri della sanità del futuro.

Il progetto dimostra infatti come l’innovazione tecnologica possa essere applicata concretamente alla medicina per migliorare la sicurezza dei pazienti, l’efficienza dei servizi e la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria.

Tags: CosenzaSanità
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