Sciopero dei lavoratori del commercio in Calabria durante le principali festività primaverili. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato una mobilitazione che coinvolgerà il settore della distribuzione moderna organizzata, con l’obiettivo di contrastare la liberalizzazione totale degli orari.
«Modello senza regole e condizioni peggiorate»
Le lavoratrici e i lavoratori incroceranno le braccia in diverse giornate simboliche, a partire da Pasqua e Pasquetta (5 e 6 aprile), per proseguire con la Festa della Liberazione (25 aprile), la Festa dei Lavoratori (1° maggio) e la Festa della Repubblica (2 giugno). La protesta riguarderà l’intero territorio regionale e si inserisce in un contesto di crescente malcontento tra gli addetti del settore.
A proclamare lo sciopero unitario sono Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS, che denunciano gli effetti negativi della liberalizzazione degli orari commerciali. «Negli ultimi anni – dichiarano le organizzazioni sindacali – si è affermato un modello senza regole, che ha esteso le aperture fino a 365 giorni l’anno, con turni sempre più pesanti e una flessibilità imposta che ha peggiorato le condizioni di lavoro senza portare né migliori salari né nuova occupazione stabile».
«Più dignità per i lavoratori in Calabria e nel resto d’Italia»
Secondo i sindacati, l’attuale sistema avrebbe quindi prodotto un aumento dei carichi di lavoro senza benefici concreti per i dipendenti. Al centro della mobilitazione c’è soprattutto la difficoltà di conciliare vita privata e lavoro. Una possibilità «sempre più compromessa dall’obbligo di lavorare anche nei giorni festivi». «Le festività – proseguono Filcams, Fisascat e Uiltucs – devono tornare ad essere un tempo di riposo, di relazioni e di vita. Non è accettabile che la competizione tra imprese si scarichi interamente sulle spalle di chi lavora».
Le organizzazioni chiedono quindi un cambio di rotta che restituisca ai lavoratori il diritto al riposo nelle giornate festive. Lo sciopero in Calabria si inserisce in una mobilitazione più ampia a livello nazionale. Le tre federazioni sindacali hanno infatti avviato un’interlocuzione con la Camera dei Deputati, chiedendo di calendarizzare con urgenza le proposte di legge sulla regolamentazione degli orari commerciali. «La mobilitazione territoriale è anche uno strumento di sostegno all’iniziativa delle segreterie nazionali – sottolineano i sindacati – per riaprire un confronto parlamentare e superare definitivamente la liberalizzazione totale delle aperture domenicali e festive».

























