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Home FOOD & WINE

Roberto Fanello e l’arte di panificare: la rivoluzione dei grani antichi nel cuore di Pizzo

La storia del maestro panificatore che ha unito tradizione millenaria, accoglienza e respiro internazionale in un micro-laboratorio di 16 metri quadri

Di Carmensissi Malferà
20 Giugno 2026
In FOOD & WINE
Roberto Fanello

Roberto Fanello

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Nella splendida piazza di Pizzo, vicino alla bellissima chiesa dell’Immacolata c’è uno dei più piccoli forni d’Italia, che sforna meraviglie, conquistando prima col profumo inebriante di pane appena sfornato e poi con la vista.

E resistere è davvero impossibile, provare per credere! Roberto Fanello, maestro panificatore, giovane, ma di lunga gavetta ed esperienza, accoglie il cliente col sorriso e gentilezza tipici di un’antica bottega del Sud di altri tempi, offrendo qualche assaggio mentre estrae qualcosa dal forno o farcisce il panino richiesto.

La rivoluzione dei grani antichi

Roberto è uno di quei maestri panificatori e sognatori della nostra Calabria che ha puntato tutto sulla qualità e ha reso possibile il cambiamento per un’alimentazione sana e gustosa realizzando una rivoluzione moderna, che non nasce da macchinari all’avanguardia, ma riparte dalla terra, sostenendo che il pane senza una materia prima identitaria perde la sua anima.

Il vero cambiamento si basa quindi sul recupero dei grani antichi puntando solo sulla qualità e tradizione antica millenaria calabrese. Il maestro Fanello è davvero un orgoglio per la comunità locale e per la sua famiglia, un artigiano prima che imprenditore, che ha sempre lavorato duramente fin da piccolo, per migliorare i suoi prodotti e legarli al territorio. Ha sfidato anche la famiglia per le sue idee innovative, e anche nei momenti più duri, ha resistito, ha lavorato duramente.

Il ritorno alle radici dopo gli studi e l’estero

Dagli studi fatti al Nautico e poi alla facoltà di Lettere, si è appassionato alla panificazione e pasticceria non smettendo mai di studiare tanto, si è formato in Italia e all’estero, ha sperimentato di continuo, per superare se stesso e offrire qualcosa di davvero buono e sano da far gustare ai propri clienti locali e internazionali. Ma la cosa bella, è che è rientrato apposta dall’estero con l’obiettivo di investire qui nella sua Terra, per renderla migliore.

E ci è riuscito. Perché lui davvero ha creduto sempre nelle sue idee e al turismo di qualità che ama e che coccola ogni giorno, con fatti e non solo a parole, anche se a chiacchiera non lo batte nessuno! Con la sua spigliatezza, inglese, spagnolo e italiano fluente, ti conquista già appena metti piede sull’uscio della sua bottega, poi ti fa sentire a casa, e ti stende quando metti in bocca quello che davvero con maestria e passione prepara con le sue mani, dolce o salato che sia.

Il micro laboratorio artigianale

Un vero morso paradisiaco, che siano i dolci, la focaccia con la cipolla, il suo pane fragrante, i calzoni fritti o al forno strapieni, pitoni, pizzette, focaccine, pizze di ogni tipo, e pitte e panini ripieni farciti rigorosamente al momento con latticini presi al laboratorio vicino e salumi nostrani o italiani affettati poco prima al negozietto a due passi. In circa 16 metri quadri, ha progettato e pitturato con le sue mani il suo micro laboratorio con vendita al banco.

Essenziale, un microcosmo di qualità, carino e accogliente, che ti permette di osservare ogni suo movimento e con quanta destrezza impasta, stende e prepara pizza e pane e mette in forno… Una cosa per cui i tantissimi turisti nazionali e soprattutto internazionali impazziscono e apprezzano tanto, il vedere il fatto bene, artigianale, sul momento. Lui odia gli sprechi, vende tutto ciò che produce ogni giorno, rigorosamente con roba fresca, ci tiene tanto alla qualità e le farine che usa e di cui ci mostra i sacchi, sono tutte biologiche, grano duro Cappelli, grano tenero Verna e Maiorca, tutti macinati a pietra al mulino di San Floro qui in Calabria.

Una tradizione di famiglia dal 1948

Non mancano anche segale, frumento, orzo e integrale di Verna, col quale crea un buonissimo pane scuro “Il rusticotto” reso più speciale e gourmet dall’aggiunta di mix di semi, ricetta creata dal fratello minore, Giovanni. E sì, perché Roberto è figlio d’Arte, di una antica famiglia di panettieri. Il nonno Antonio creò il primo panificio di famiglia nel 1948 al centro storico, il padre Giorgio e gli zii Nardo e Melino hanno portato avanti la tradizione, e Roberto insieme agli altri suoi 3 fratelli, è cresciuto tra il laboratorio di panificazione e il punto vendita, potenziando l’attività fino ad oggi. Racconta sorridendo di quando iniziò a 6 anni e lo misero a vendere cornetti e pizze, mettendogli una pedana per arrivare al bancone, perché era velocissimo e portato.

L’evoluzione in ristorantino del pane

Già giovanissimo gestiva da solo la vendita notturna fatta di cornetti e pizzette, appuntamento fisso in estate per tutti i giovani pizzitani e turisti. Poi si specializzò accanto al padre nella produzione del pane in notturna, e alle 7 di mattina prima di smontare, con l’impasto che rimaneva cercava di inventarsi qualcosa di diverso. Nasce così anche dai ricordi americani “la pizza famiglia” gigante e ricca di tutto, tanto apprezzata in città.

Gli anni passano e Roberto apre il suo primo negozio nella parte alta e moderna del paese, tirandosi su dopo qualche anno, il laboratorio di produzione della famiglia, ingrandendosi maggiormente e variegando la produzione, aggiungendo la pasticceria, tipologia di pani diversi, implementando e variegando la rosticceria, e dall’anno scorso, grazie all’ingegno di Giovanni e il duro lavoro degli altri fratelli Francesco e Antonio, la famiglia fa un grande salto di qualità, divenendo “ristorantino del pane”, proponendo ai clienti un bel locale elegante dalle linee moderne, dove potersi accomodare e passare serene ore a pranzo e a cena degustando i loro prodotti accompagnati anche da vini calabresi.

La rinascita nel centro storico

A Roberto, però, manca il centro storico, sente che manca un’offerta per il turista fatta di tipicità vera che non sia solo tartufo e gelati, vuole mostrare la sua arte e quindi nel 2019 trova uno spazio vicino la chiesa dell’Immacolata, lo arreda con amore, ci fa entrare tutto quello che serve, si studia il forno con cappa a condensazione, pittura lui il tutto, lo rende un locale minimalista, senza fronzoli insomma, dove il vero protagonista è il pane e tutti i suoi derivati, ma soprattutto il suo artefice: il maestro panettiere.

Un punto di riferimento internazionale

«Sono tornato nel Centro e mi trovo nel mondo – spiega Roberto -. In questi anni il flusso turistico, soprattutto quello internazionale, è aumentato a dismisura, tanti arrivano dal nord Europa, ma anche dalla Francia, da oltre oceano, insomma da ovunque, vengono a trovarmi per assaggiare i miei prodotti, grazie al passa parola tra amici e sulle pagine web dei turisti già stati qui. Io sono sempre aperto tutto l’anno, ma dal primo maggio al primo novembre è un no stop davvero coi turisti stranieri, molti dei quali negli anni hanno comprato casa qui e vengono a “svernare”. Ieri gli ultimi clienti che ho servito sono stati danesi e norvegesi. Adoro parlare con loro, sono una grande risorsa per il paese».

L’unione familiare e il valore dell’errore

E ancora: «Si meravigliano della mia gentilezza – osserva ancora Roberto -, ma per me è normale, sia perché me lo ha insegnato mia madre, ma anche perché chi fa lavori a contatto col pubblico deve essere aperto e cordiale col cliente. Vuoi o non vuoi siamo il bigliettino da visita di questa città. Siamo un “identità in movimento”, siamo sempre stati un panificio in cui mamma e papà ci hanno inculcato la cultura del lavoro e l’umiltà. Malgrado tutti i problemi che abbiamo affrontato come famiglia, restiamo sempre uniti e penso che sia proprio questo il nostro successo. Siamo noi l’Italia, quella fatta dalle famiglie dei piccoli artigiani che portano avanti il lavoro con amore, passione e il sorriso. Per imparare ho sperimentato e sbagliato tanto, mi piace essere preciso però ho imparato che anche l’errore può diventare un valore aggiunto».

Ringraziamo, infine, Roberto e andiamo via con l’anima gioiosa per aver conosciuto una bella persona, che ci ha fatto meditare su tante cose, e che rende la sua Pizzo una cittadina migliore non soltanto con i suoi prodotti di alta qualità. Ci ha riportato alla mente i valori dell’ospitalità sacra e della cordialità tipici del nostro passato magno greco. Di quella Calabria di cui andare davvero orgogliosi.

Tags: Grani AntichiPanificioPizzoRoberto Fanello
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