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Matthieu Bonne sfida il record mondiale nel Tirreno: da Nicotera a Maratea, 161 chilometri a nuoto per il mare pulito

L’ultra-atleta belga è partito dalle coste del Vibonese per tentare la più lunga nuotata ininterrotta in mare aperto

Di Redazione
31 Agosto 2026
In SOCIETÀ
Matthieu Bonne sfida il record mondiale nel Tirreno: da Nicotera a Maratea
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Ben 161 chilometri a nuoto, senza mai toccare terra, il fondale o le imbarcazioni di supporto. È la sfida estrema lanciata dall’ultra-atleta belga Matthieu Bonne, partito dalle acque antistanti Nicotera, nel Vibonese, con l’obiettivo di raggiungere Acquafredda di Maratea, in Basilicata, e tentare di stabilire un nuovo record mondiale per la più lunga nuotata ininterrotta in mare aperto.

Un’impresa sportiva ai limiti della resistenza umana che porta la Calabria al centro di una sfida internazionale e che, parallelamente, vuole trasformarsi in un messaggio forte per la tutela del Mar Tirreno e dell’ambiente marino.

Da Nicotera ad Acquafredda di Maratea: 161 chilometri senza interruzioni

Bonne ha iniziato la traversata nelle acque di Nicotera, affrontando un percorso lungo la costa tirrenica che dovrebbe concludersi ad Acquafredda di Maratea. L’obiettivo è coprire almeno 100 miglia nautiche, circa 161 chilometri, superando l’attuale primato indicato in 142 chilometri.

La prova prevede condizioni estremamente rigorose. L’atleta nuota senza muta, completamente da solo e senza poter toccare la terraferma, il fondale marino o le imbarcazioni che lo accompagnano durante la traversata.

Non sono previste pause né momenti di sonno. Anche l’alimentazione viene garantita direttamente in acqua, mentre il tentativo viene seguito attraverso sistemi di monitoraggio GPS e osservatori indipendenti della World Open Water Swimming Association. Il tempo stimato per completare la traversata è compreso tra 65 e 72 ore.

Una sfida sportiva dedicata alla tutela del mare

Accanto alla dimensione agonistica c’è però un obiettivo altrettanto importante: richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere il Mediterraneo. A sostenere l’iniziativa c’è l’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”, da tempo impegnata nella tutela delle acque e delle coste calabresi e nella sensibilizzazione sui problemi legati all’inquinamento marino.

La traversata vuole infatti accendere i riflettori su fenomeni come scarichi illegali, rifiuti plastici, microplastiche e crimini ambientali, utilizzando la straordinaria attenzione generata dall’impresa sportiva per diffondere un messaggio di responsabilità verso il mare. La presidente dell’associazione, Francesca Mirabelli, sottolinea il significato simbolico della sfida:

«Vedere un uomo affrontare il mare aperto per tre giorni e tre notti ci ricorda quanto siamo intimamente connessi all’elemento acqua. Matthieu sfida le onde con rispetto e coraggio, gli stessi sentimenti che ognuno di noi deve dimostrare quotidianamente per difendere il mare dagli scarichi illegali e dai rifiuti plastici».

Un «manifesto ecologico in movimento»

Per Mare Pulito, l’impresa di Bonne va quindi oltre il semplice risultato sportivo. Ogni chilometro percorso nel Tirreno diventa un’occasione per parlare della salute degli ecosistemi marini e delle minacce che li stanno mettendo sotto pressione.

La traversata viene definita dall’associazione un «manifesto ecologico in movimento»: un modo per trasformare una sfida individuale in un messaggio collettivo sulla necessità di proteggere il mare dall’inquinamento e dal degrado.

La presenza di plastica e microplastiche, gli scarichi illegali e le altre forme di pressione sugli ecosistemi rappresentano infatti una minaccia non soltanto per la biodiversità marina, ma anche per le comunità che vivono lungo le coste e per le attività economiche legate al mare.

Nicotera e la Calabria protagoniste della sfida

La scelta di Nicotera come punto di partenza assegna alla Calabria un ruolo centrale nell’impresa. Le coste vibonesi diventano così il punto di partenza di una traversata destinata a svilupparsi per oltre 160 chilometri lungo il Tirreno fino alla Basilicata.

Durante la prova, i canali social di Matthieu Bonne e dell’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano” seguiranno l’avanzamento dell’atleta, raccontando le diverse fasi della traversata e accompagnando la sfida con contenuti dedicati alla tutela del mare.

L’iniziativa punta così a coinvolgere non soltanto gli appassionati di sport estremi, ma anche cittadini, istituzioni e operatori economici, richiamando l’attenzione sulla responsabilità collettiva nella difesa delle coste.

161 chilometri per lanciare un messaggio

Mentre Matthieu Bonne continua la sua traversata verso Maratea, ogni bracciata assume un significato che va oltre il tentativo di record. La sfida parte dalla Calabria e attraversa il Tirreno portando con sé un messaggio preciso: la tutela del mare passa dalle azioni quotidiane di tutti.

Proteggere le acque significa preservare la biodiversità, difendere le coste e tutelare il futuro delle comunità che da generazioni vivono in rapporto con il Mediterraneo.

E così, da Nicotera ad Acquafredda di Maratea, i 161 chilometri della traversata diventano anche un lungo viaggio attraverso una delle grandi emergenze ambientali del nostro tempo: la necessità di mantenere il mare pulito e proteggerlo dalle attività che ne minacciano l’equilibrio.

Tags: Mare PulitoNicoteraVibo Valentia
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