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Staffetta della Legalità a Vibo Valentia, Gaglianese: «Ora deve partire la Ridestanza»

Alla tappa vibonese presenti diversi rappresentanti delle istituzioni, ma il presidente della Tazzina della Legalità evidenzia le tante assenze

Di Redazione
28 Settembre 2026
In SOCIETÀ
La tappa vibonese della Staffetta della Legalità
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La tappa vibonese della Staffetta della Legalità lascia a Sergio Gaglianese una sensazione divisa tra soddisfazione e preoccupazione. Da una parte la presenza di numerosi rappresentanti istituzionali, dall’altra quelle assenze che, secondo il presidente dell’associazione La Tazzina della Legalità, pongono interrogativi sulla partecipazione della società civile alla lotta contro la ‘ndrangheta.

Gaglianese riconosce il valore della presenza di diversi sindaci del territorio, del presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta Marco Polimeni, della consigliera regionale Elisabetta Barbuto, dell’assistente parlamentare della vicepresidente del Senato, del presidente della Provincia Corrado L’Andolina, che ha accolto e ospitato l’iniziativa, e delle altre rappresentanze istituzionali intervenute.

Staffetta della Legalità, il ringraziamento ai sindaci

Un ringraziamento particolare viene rivolto ai sindaci, definiti da Gaglianese «i rappresentanti più vicini alle comunità», perché quotidianamente chiamati a confrontarsi con fragilità, emergenze e problemi concreti dei territori che amministrano.

Tra i presenti figuravano anche il presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia Antonio Iannello, la consigliera Laura Pugliese, vittima di intimidazioni, la sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella, da pochi giorni sottoposta a tutela, oltre a una significativa rappresentanza di testimoni di giustizia, vittime della ‘ndrangheta e uomini che hanno servito lo Stato.

Tra questi Raffaele Fazio, Tiberio Bentivoglio, Pasquale Saccà, Martino Ceravolo, Patrizia Rodi Morabito, Salvatore Barbagallo, Vincenzo Neri, Nicola Catanese, già caposcorta del dottor Paolo Borsellino, e Mimmo Scordino, già staffetta di volante del dottor Giovanni Falcone.

«Dov’erano gli industriali?»

È però sulla partecipazione della società civile che Gaglianese concentra le proprie perplessità. In particolare, il presidente della Tazzina della Legalità si rivolge al mondo imprenditoriale e alle associazioni di categoria.

La domanda riguarda anche la vicenda di Francesco Cascasi, imprenditore che, dopo avere denunciato i propri estorsori, ha affrontato un lungo percorso amministrativo per poter realizzare il proprio progetto imprenditoriale a Vibo Marina.

«Dov’erano gli industriali e le associazioni di categoria quando Francesco Cascasi, dopo avere denunciato i propri estorsori, ha dovuto affrontare una vicenda amministrativa durata decenni per poter realizzare il proprio progetto imprenditoriale?», chiede Gaglianese.

La vicenda Cascasi e il progetto da 27 milioni

La vicenda della Cadi e di Francesco Cascasi è caratterizzata da una lunga sequenza di procedimenti, autorizzazioni, ricorsi e passaggi amministrativi. Nel 2018, ad esempio, il Tar annullò un provvedimento del Comune relativo alla precedente istanza della società, rilevando l’illegittimità della mancata convocazione della Conferenza dei servizi.

Nel 2023 l’Autorità di Sistema Portuale autorizzò invece la concessione demaniale per il progetto turistico-nautico di Cascasi, al termine di un iter durato molti anni.

Il progetto, secondo le informazioni riportate dalla stampa, ha un valore di circa 27 milioni di euro e prevede un sistema integrato di attività turistiche, ricettive e nautiche, con una ricaduta occupazionale stimata in circa 200-250 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.

«Ma è possibile – si chiede Gaglianese – che un imprenditore che denuncia, investe, rischia e continua a credere nel proprio territorio debba combattere per anni contro una burocrazia che dovrebbe invece accompagnare lo sviluppo?».

«Scriveremo al ministro Salvini»

È proprio la burocrazia a rappresentare, secondo Gaglianese, uno dei nodi sui quali la Calabria deve interrogarsi. Il tema non sarebbe quello di chiedere corsie preferenziali o deroghe alle regole, ma di garantire tempi certi, coordinamento tra le amministrazioni e risposte motivate agli investitori.

«Scriveremo al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e chiederemo che il Governo guardi con attenzione alla vicenda Cascasi e, più in generale, alle condizioni nelle quali un imprenditore calabrese è costretto a operare quando decide di investire nel proprio territorio», annuncia Gaglianese.

La richiesta, precisa, non sarebbe quella di sostituirsi agli enti competenti, ma di accendere un’attenzione istituzionale su una vicenda che, nella sua lettura, non può essere considerata soltanto privata. «La vicenda Cascasi è la sconfitta di un’intera Calabria», sostiene Gaglianese.

Dalla 4C alla 5C: «Serve concretezza»

Da tempo La Tazzina della Legalità propone un percorso che vada oltre le tradizionali 4C, indicate in Commissioni, Comitati, Consulte e Commemorazioni. A queste dovrebbe aggiungersi una quinta C: Concretezza. «E adesso – afferma Gaglianese – vedremo se questa 5C sarà realmente praticata nella lotta alla ‘ndrangheta».

Per il presidente della Tazzina, la concretezza non può limitarsi alla presenza dopo un attentato, un incendio o una minaccia. Significa sostenere chi denuncia, evitare che un imprenditore che sceglie la legalità venga lasciato solo davanti agli ostacoli burocratici e costruire una rete tra istituzioni, imprese, associazioni, professionisti e cittadini. Significa, in sostanza, trasformare la solidarietà in atti amministrativi, tempi certi, investimenti, servizi e opportunità.

«Senza sanità e servizi non ci sarà sviluppo»

Il ragionamento di Gaglianese si allarga quindi alle condizioni generali della Calabria. Secondo il presidente della Tazzina, non è possibile parlare di sviluppo senza affrontare anche il tema dei servizi essenziali.

«Possiamo parlare per ore di investimenti, turismo, porti, infrastrutture e sviluppo economico – afferma – ma senza servizi essenziali non ci sarà mai un vero sviluppo».

Il riferimento riguarda anche la sanità, le liste d’attesa, la mobilità sanitaria e la difficoltà di accesso ai servizi territoriali. Per Gaglianese, un territorio competitivo deve essere in grado di offrire non soltanto opportunità economiche, ma anche sanità, infrastrutture, mobilità, formazione, sicurezza e qualità della vita.

«Lo sviluppo – sottolinea – non è soltanto costruire un albergo o un porto turistico. È costruire le condizioni perché una persona possa scegliere di vivere, lavorare, investire e far crescere i propri figli in Calabria».

«Nessun parlamentare presente a Vibo»

Nel bilancio della giornata viene evidenziata anche l’assenza dei parlamentari della Repubblica. «A Vibo non era presente nessun parlamentare. Nessuno», sottolinea Gaglianese, precisando di comprendere come impegni istituzionali possano impedire la partecipazione e di non voler trasformare le singole assenze in una polemica personale.

La questione sollevata riguarda piuttosto il rapporto tra istituzioni nazionali e territorio: la presenza della politica nazionale, secondo Gaglianese, non dovrebbe essere limitata alle commemorazioni o alle emergenze che conquistano l’attenzione mediatica.

«Noi non abbiamo organizzato una passerella e neppure una commemorazione. Abbiamo organizzato un momento di confronto, responsabilità e partecipazione». Ma, aggiunge, «l’assenza dei parlamentari non è quella che mi amareggia maggiormente».

«Il vero problema è la società civile»

La maggiore preoccupazione riguarda infatti la partecipazione dei cittadini e della società civile. «Nessuna istituzione, nessuna forza dell’ordine e nessuna associazione potrà mai liberare definitivamente un territorio se quel territorio non decide di liberarsi anche da solo dalle proprie paure, dai propri silenzi e dalle proprie convenienze», afferma Gaglianese.

Da qui nasce il concetto di Ridestanza, che per La Tazzina della Legalità significa smettere di essere spettatori e trasformare la legalità in una pratica quotidiana. Dignità, consapevolezza, coraggio, partecipazione e responsabilità sono le cinque parole individuate da Gaglianese per sintetizzare questo percorso.

«Da Vibo deve ripartire la Ridestanza»

La Staffetta della Legalità, nella visione della Tazzina, non dovrebbe dunque concludersi con la tappa vibonese. Al contrario, proprio da Vibo dovrebbe partire una nuova fase. «Da Vibo deve ripartire la matrice della Ridestanza», sostiene Gaglianese.

L’obiettivo dichiarato è portare questo percorso anche negli altri territori calabresi, coinvolgendo cittadini, imprese, professionisti, associazioni e istituzioni. Perché, nella sua lettura, denunciare la ‘ndrangheta è fondamentale ma non sufficiente. La lotta alla criminalità organizzata passa anche dalla costruzione di condizioni sociali, culturali ed economiche capaci di ridurne l’influenza.

«La lotta alla ‘ndrangheta è una responsabilità collettiva»

Gaglianese chiama quindi in causa anche politica, mondo economico e società civile. «Non possiamo indignarci soltanto quando un’impresa viene incendiata. Non possiamo organizzare conferenze sulla legalità e poi rimanere silenziosi quando un imprenditore che ha denunciato e investito si trova a combattere contro anni di burocrazia».

E ancora: «La lotta alla ‘ndrangheta non può essere delegata soltanto alle forze dell’ordine e alla magistratura. Ma non può neppure essere delegata soltanto alla politica. È una responsabilità collettiva».

È questo, per il presidente della Tazzina della Legalità, il significato della 5C, la Concretezza, che ora dovrà misurarsi con i fatti e con le vicende concrete del territorio.

«Vedremo – conclude Gaglianese – se la 5C, la Concretezza, entrerà davvero nella lotta alla ‘ndrangheta. Perché se un imprenditore denuncia, investe 27 milioni di euro e continua a credere nella propria terra, mentre intorno a lui la macchina amministrativa procede tra ritardi, ostacoli e incertezze, allora non possiamo limitarci a dire che siamo dalla parte della legalità. Dobbiamo dimostrarlo con i fatti. La Tazzina della Legalità ha già scelto da che parte stare».

Tags: tazzina della legalitàVibo Valentia
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