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Home CRONACA

Illeciti nel carcere di Cosenza: sei ai domiciliari, coinvolto un poliziotto

Telefonini, sostanze e favori in cambio di denaro. Le indagini hanno evidenziato un quadro decisamente preoccupante

Di Redazione
9 Marzo 2026
In CRONACA
Il carcere di Cosenza e un agente della Polizia penitenziaria
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Operazione all’interno della casa circondariale di Cosenza, dove un’indagine su droga e telefoni cellulari introdotti illegalmente in carcere ha portato all’emissione di un’ordinanza cautelare nei confronti di otto indagati. Tra le persone coinvolte figura anche un agente della Polizia Penitenziaria.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza per i reati di corruzione e spaccio di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto penitenziario.

Sei arresti domiciliari

L’ordinanza cautelare è stata eseguita dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, Nucleo regionale della Calabria con sede a Catanzaro, con il supporto del Reparto di Polizia penitenziaria e con l’ausilio del Nucleo Investigativo regionale della Campania di Napoli.

Dopo gli interrogatori preventivi disposti dal Gip, sei degli indagati sono stati raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Per un’altra persona è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, mentre un ulteriore indagato dovrà presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria.

L’indagine nel carcere di Cosenza

L’indagine ha avuto l’obiettivo di acquisire elementi probatori su presunte attività illecite all’interno del carcere di Cosenza. Gli investigatori hanno sviluppato l’attività investigativa attraverso l’ascolto di persone informate sui fatti, attività tecniche supportate da riscontri investigativi, servizi di osservazione, controllo e pedinamento e verifiche operative sul campo. Ulteriori elementi sono stati raccolti anche attraverso l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Gli accertamenti avrebbero consentito di delineare un quadro di condotte illecite che comprenderebbero diversi episodi di corruzione da parte di privati nei confronti di un agente della Polizia penitenziaria. Oltre a casi di cessione di sostanze stupefacenti e introduzione e utilizzo di telefoni cellulari e sim card all’interno dell’istituto.

Coinvolto un agente della Polizia penitenziaria

Secondo quanto emerso sul piano indiziario, un operante della Polizia penitenziaria avrebbe accettato promesse o ricevuto compensi non solo in denaro da familiari di detenuti per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio. In alcuni casi i corrispettivi sarebbero consistiti anche in sostanza stupefacente.

In particolare, l’agente avrebbe consentito ai detenuti di effettuare videochiamate in numero superiore rispetto a quelle stabilite e autorizzate dal Dap. Inoltre avrebbe favorito la comunicazione ai detenuti di informazioni provenienti dai familiari. Avrebbe anche introdotto sostanze stupefacenti all’interno della casa circondariale, omettendo anche di denunciare la presenza in carcere di droga, sim card e smartphone.

Sequestri di droga, telefoni e sim card

Oltre alla presunta corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, agli indagati vengono contestate anche condotte legate alla cessione di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto. Nonché alla rivelazione di segreti d’ufficio.

Nel corso delle indagini sono stati eseguiti diversi sequestri all’interno della Casa circondariale di Cosenza. In particolare, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato sostanza stupefacente, telefoni cellulari e sim card introdotti illegalmente all’interno del carcere. Elementi che hanno contribuito a ricostruire il quadro investigativo alla base delle misure cautelari.

Tags: CarcereCosenzaPolizia penitenziaria
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