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Home SANITÀ

Medici di famiglia in Calabria, proposta per arrivare a 1.800 assistiti nelle aree disagiate

Il consigliere regionale Enzo Bruno illustra in Terza Commissione una proposta di legge per contrastare la carenza di medici nelle aree interne

Di Redazione
13 Ottobre 2026
In SANITÀ
Un medico a colloquio con un paziente
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Garantire un medico di famiglia ai cittadini che oggi faticano a trovarlo, attraverso una risposta condivisa dal consiglio regionale. È l’obiettivo della proposta di legge illustrata questa mattina in Terza Commissione (Sanità e attività sociali e formative) dal consigliere Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, per consentire ai medici di medicina generale delle aree disagiate della Calabria di accogliere, su base volontaria, fino a 1.800 assistiti.

La carenza di medici nelle aree interne

«La proposta nasce da questa urgenza e da una carenza strutturale che colpisce soprattutto le aree interne», ha spiegato Bruno, richiamando le difficoltà nell’assegnazione delle zone carenti e gli avvisi che restano deserti per mancanza di medici. Una situazione destinata ad aggravarsi con i pensionamenti e che pesa soprattutto sulle comunità con una popolazione anziana e collegamenti difficili.

Bruno: «Il diritto alla salute non ha colore politico»

Al centro dell’intervento, la richiesta di un’assunzione di responsabilità comune. «Il diritto alla salute nelle aree interne non ha colore politico. Per questo chiedo a tutti i componenti della Commissione di sottoscrivere la proposta come cofirmatari, dando un segnale unitario al Consiglio e facendo di questo testo l’espressione dell’intera Commissione. Il testo può certamente essere modificato e integrato. Sono favorevole a far proseguire questo percorso», ha evidenziato Bruno che – in questa direzione – ha proposto l’audizione del segretario regionale dell’organizzazione dei medici di famiglia.

Come funziona la proposta: massimale a 1.800 assistiti

Il provvedimento, composto da sei articoli, prevede l’innalzamento del massimale fino a 1.800 assistiti nelle aree individuate dalla Giunta, con adesione volontaria e revocabile in qualsiasi momento. La misura opererebbe fino all’eventuale modifica dell’Accordo integrativo regionale sulla materia e comunque per un massimo di tre anni, prorogabile soltanto con una nuova legge.

«L’obiettivo è consentire a più cittadini di avere un medico di famiglia nei territori più fragili, senza spesa aggiuntiva», ha sottolineato Bruno. Il testo non modifica la disciplina dei compensi e prevede l’utilizzo delle risorse disponibili del Fondo sanitario regionale, nel rispetto del piano di rientro.

Aree da individuare entro 60 giorni e monitoraggio annuale

La Giunta dovrebbe individuare le aree entro sessanta giorni, sentite Asp e sindacati, valutando carenza di medici, condizioni demografiche, orografia, viabilità e organizzazione dell’assistenza. Previsti monitoraggio e relazione annuale al Consiglio.

Meno accessi impropri al pronto soccorso e mobilità sanitaria

«Una maggiore assistenza di base può ridurre gli accessi impropri all’emergenza e all’urgenza, la mobilità passiva verso altre regioni e il ricorso a prestazioni specialistiche sostitutive», ha concluso Bruno, indicando nella proposta uno strumento per rafforzare l’accesso alle cure nei territori più fragili.

Tags: Enzo brunoSanitàSanità Calabria
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