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Home SOCIETÀ

Casa e welfare, la Calabria cambia rotta: meno burocrazia, più aiuti diretti. Ecco come

Rivista la misura “Una casa per tutti” dopo il confronto con i territori. Straface: «Interventi più semplici e vicini alle famiglie»

Di Redazione
24 Marzo 2026
In SOCIETÀ
Ambiti territoriali calabresi, Straface convoca tutti i Comuni capofila: ecco il calendario

Pasqualina Straface e la sede della Cittadella Regionale

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Un welfare più concreto, costruito ascoltando i territori e correggendo le criticità emerse nella fase attuativa. È questa la direzione intrapresa dalla Regione Calabria con la rimodulazione della misura Una casa per tutti.

Il nuovo assetto nasce dal confronto con gli Ambiti territoriali sociali (Ats), con l’obiettivo di rendere lo strumento più efficace, inclusivo e sostenibile dal punto di vista amministrativo.

Il metodo: ascolto e soluzioni concrete

A spiegare l’impostazione è l’assessore regionale Pasqualina Straface: «Abbiamo scelto di intervenire con un metodo preciso: ascoltare gli Ambiti, raccogliere le difficoltà applicative e trasformarle in soluzioni concrete, per non escludere nessuno».

E ancora: «Le politiche sociali funzionano davvero quando sono attuabili, accessibili e coerenti con le condizioni operative dei territori».

Le criticità: costi eccessivi per i Comuni

Dal confronto con gli Ats è emersa in particolare la difficoltà legata ai Progetti utili alla collettività, previsti inizialmente per l’inclusione attiva.

Questi strumenti avrebbero comportato costi aggiuntivi per i Comuni, come coperture assicurative, oneri Inail e visite mediche obbligatorie, gravando soprattutto sui Comuni capofila.

Una situazione ritenuta insostenibile, che rischiava di rallentare o compromettere l’attuazione della misura.

La modifica: stop agli oneri e percorsi personalizzati

Per questo motivo, la Regione ha deciso di eliminare tale previsione.

Al suo posto, viene introdotto un sistema basato su valutazioni multidisciplinari e su progetti personalizzati di inclusione, costruiti in base alle esigenze dei nuclei familiari.

Una scelta che punta a rendere gli interventi più mirati, sostenibili e integrabili con altri percorsi già attivi.

Addio rimborsi: contributi diretti agli affitti

Un’altra modifica rilevante riguarda la modalità di erogazione del sostegno economico. Viene infatti eliminato il sistema del rimborso delle spese già sostenute dai beneficiari.

Come spiega l’assessore Straface: «Il destinatario, una volta approvata la graduatoria, non dovrà più pagare il canone mensile, perché sarà il Comune a coprire le mensilità erogando il contributo direttamente al locatore».

Una novità che alleggerisce immediatamente il carico economico sulle famiglie.

Tempi più lunghi e maggiore stabilità

La misura viene inoltre estesa su un arco temporale di 12 mesi, a partire dalla pubblicazione della graduatoria definitiva, superando il vincolo della sola annualità 2026.

Questo consentirà agli Ambiti di accompagnare i nuclei familiari con percorsi più strutturati, continuativi e meglio programmabili.

«Eliminando la retroattività – sottolinea Straface – gli Ambiti potranno costruire percorsi di inclusione più concreti e duraturi».

L’obiettivo: non lasciare indietro nessuno

La rimodulazione rafforza il senso originario della misura: sostenere le famiglie fragili, ampliare la platea dei beneficiari e rendere l’intervento pubblico realmente accessibile. «“Una casa per tutti” si rafforza nel suo valore: aiutare le famiglie, estendere i beneficiari e non lasciare indietro nessuno», conclude l’assessore.

Un cambio di passo che punta a rendere il welfare regionale più umano, efficace e capace di rispondere ai bisogni reali della società.

Tags: Regione CalabriastrafaceWelfare
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