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Case popolari, il Fronte Comunista: «L’emergenza abitativa in Calabria alimenta una guerra tra poveri»

Nel mirino la gestione di Aterp, gli alloggi fatiscenti e l'aumento degli affitti. Il movimento chiede un piano straordinario di edilizia popolare e la confisca di parte delle case sfitte

Di P. S.
6 Luglio 2026
In SOCIETÀ
fronte comunista
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Per la delegazione calabrese del movimento “Il Fronte Comunista”, rimane davvero attuale la tematica della crisi abitativa in Calabria. Una crisi che, secondo i referenti del movimento, si traduce in una guerra tra poveri e che riguarda centinaia di alloggi dell’Aterp – Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica della Calabria. Numerosi alloggi, secondo “Il Fronte Comunista”, necessitano di interventi di riqualificazione. Tutto ciò, si registra mentre l’Aterp fatica a reperire nuovi immobili in locazione, legati ad una domanda abitativa che è in costante crescita.

«Dal 2016 l’Aterp – si legge in una nota – è stata accentrata a livello regionale, in seguito a una riforma sostenuta sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. Nel caso della Calabria, tale scelta ha contribuito ad aggravare la situazione: le precedenti Aterp provinciali avevano infatti una conoscenza diretta delle esigenze dei territori, mentre oggi l’Azienda è diventata un ente sempre più orientato al rispetto dei vincoli di bilancio regionali, perdendo contatto con i reali bisogni della popolazione».

Evidenziata la mancata acquisizione di nuovi alloggi

La situazione attuale, secondo l’organizzazione – resta emblematica: «l’Aterp è commissariata  e dispone di un organico inferiore al 50% di quello necessario e, invece di incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, continua a vendere immobili senza acquisirne di nuovi».

E ancora: «Negli ultimi decenni – si legge sempre nel comunicato – gli investimenti pubblici nell’edilizia popolare sono crollati in Italia, a beneficio di grandi proprietari del patrimonio immobiliare italiano, dei palazzinari e anche dei costruttori, i quali, come conseguenza della crescente concentrazione della ricchezza e del capitale in poche mani, finiscono per accumulare sempre più patrimonio immobiliare come rendita. In Calabria, in particolare, duemila case popolari non sono utilizzate perché fatiscenti, abbandonate o mai completate (a causa dell’abbandono delle ditte appaltatrici). Altre quindicimila – segnala “Il fronte Comunista” – sono bisognose di interventi di manutenzione straordinaria, poiché circa il 60% è stato realizzato prima del 1980. Anche per questo, a gennaio 2025 risultavano inevase oltre 11mila domande, con migliaia di calabresi che attendono da anni. In alcuni casi, notoriamente, le assegnazioni degli alloggi sono state al centro di racket e controllo da parte della criminalità organizzata» – fanno notare i referenti del movimento.

Quasi un’abitazione su tre non occupata o sfitta

Ad emergere è un ulteriore dato: in Calabria, infatti, quasi un’abitazione su tre risulta che sia non occupata o sfitta, per un totale di circa 480.000 case vuote sul territorio regionale. Questo primato è causato certamente dallo spopolamento dei piccoli borghi ma, anche, dal crescente numero di seconde o terze case nelle località costiere e montane. A ciò si aggiungono anche gli effetti del cosiddetto turismo intensivo, con il moltiplicarsi degli sfratti che sono finalizzati a trasformare appartamenti in case vacanze o B&B e con rialzi dei canoni d’affitto mensili da record in Calabria.

«Questa Regione, infatti, – specifica sempre il movimento – ad aprile 2026 ha detenuto il primato negli aumenti degli affitti con un +4,1% e con una forte tendenza alla gentrificazione, specialmente nei comuni turistici. Un esempio paradigmatico di come la questione del diritto alla casa, sta venendo affrontata in Regione. Si vede a Lamezia Terme, dove politiche classiste stanno facendo scoppiare l’ennesima guerra tra poveri. Decine di famiglie – scrivono – stanno venendo buttate fuori casa per dare spazio a coloro che hanno la precedenza in graduatoria, per la perversa logica secondo la quale un tetto a chi ne ha diritto può essere trovato, ma togliendolo a chi ne ha ugualmente bisogno».

I fattori non inclusivi nell’assegnazione degli alloggi

Il Fronte Comunista, inoltre, porta l’esempio di un operaio precario: «Paradigmatica è la la storia di Marco S., prossima vittima di questa logica. Si tratta di un operaio di 50 anni che lavora a chiamata, senza un contratto e senza alcuna forma di sussidio. Vittima del ricatto occupazionale, è stato preda anche di chi gli ha “concesso” in affitto un appartamento come fosse una casa privata, senza far sapere che in realtà fosse una casa popolare».

«Paradossalmente, – prosegue il movimento politico – in quanto persona abusiva, per l’Aterp non sarà più in possesso dei requisiti, mentre il caro affitti gli impedisce di trovare un’altra sistemazione. La Regione Calabria da qualche anno ha fermato il percorso delle sanatorie per colpire le occupazioni (che avvengono spesso per necessità, come in questo caso). Questo quadro si intreccia anche con la complessa questione Rom. Molte famiglie Rom, infatti, si trovano in graduatoria Aterp, spesso in testa per dei motivi legittimi: le graduatorie danno priorità a famiglie con maggior numero di figli, con persone malate a carico e redditi bassi».

Questo, a detta dei rappresentanti del movimento, ha dato avvio a prevedibili polemiche circa il “privilegio” che sarebbe dato a famiglie non italiane. Polemiche definite pretestuose dagli attivisti, perché la comunità Rom vive in Calabria dal XVI secolo ma, soprattutto, perché esiste l’effettivo problema di superare la sistemazione dei ghetti (a Lamezia Terme ne esistono diversi, come per esempio quello di Scordovillo o di Ciampa di Cavallo), dove da decenni vive marginalizzata questa popolazione.

L’obiettivo del superamento dei ghetti

«La soluzione del superamento dei ghetti, peraltro, – sostiene il movimento – ha dovuto essere letteralmente conquistata: il primo progetto della Regione Calabria per dare uno sbocco al problema dei campi Rom, era quello di utilizzare fondi europei per costruire un nuovo ghetto con 120 alloggi popolari (finanziati con ventotto milioni di euro) e legittimando la ghettizzazione».

«Questa cosa – sottolinea “Il Fronte Comunista” – è stata evitata solo grazie all’intervento del comitato Stop Ghetti, dopo il quale è stata pianificata, invece, un’equa dislocazione abitativa o housing diffuso, attraverso il recupero di alloggi di edilizia popolare esistenti e/o gli acquisti di nuovi alloggi (che, però, faticano a partire). Nessun privilegio è dato ad alcuna etnia, anzi. Piuttosto, una classe (quella dei capitalisti) toglie diritti a un’altra (quella dei lavoratori e dei proletari). Il problema è, invece, l’allarmante scarsità di alloggi popolari disponibili per tutti, elemento che rende necessario buttare letteralmente in strada altri lavoratori poveri che non possono permettersi un nuovo alloggio».

Richiesta la confisca delle case sfitte

Nel comunicato, infine, si fa riferimento ad una contraddizione tra disponibilità materiale di abitazioni per tutti e proprietà capitalistica che finisce per negarla. Un fenomeno alquanto diffuso in Calabria, oltre che in tutta Italia.

«Chi ruba la casa agli abitanti – fanno notare dal movimento – non è una particolare etnia, è il capitale, italiano o straniero che sia. In questa cornice, Il Fronte Comunista rivendica un vero piano di edilizia popolare, utilizzando le risorse che oggi sono spese per obiettivi che favoriscono solo gli interessi di chi possiede capitale, come le spese militari, le agevolazioni alle imprese, gli stanziamenti per le grandi opere inutili. È necessaria la confisca di una buona fetta delle case sfitte, allo scopo di tamponare l’emergenza abitativa della nostra regione. Rivendichiamo, inoltre, un controllo del prezzo delle case e degli affitti, che sia compatibile con le esigenze della classe operaia, la quale non può essere sacrificata sull’altare dei profitti dell’imprenditoria immobiliare e turistica». La questione di un miglioramento degli alloggi Aterp, dunque, rimane aperta anche nel territorio calabrese.

Tags: aterpCase popolariFronte Comunista
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