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Home CRONACA

Scoperto scarico di reflui in mare nel Catanzarese: una denuncia

Le segnalazioni dei bagnanti hanno fatto scattare l'intervento dei Carabinieri. È intervenuta anche l'Arpacal

Di Redazione
1 Settembre 2026
In CRONACA
Il controllo dei carabinieri in uno stabilimento del Catanzarese
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Una vistosa alterazione del colore dell’acqua del mare alla foce del torrente Soveria Simeri ha fatto scattare l’allarme lungo la costa ionica del Catanzarese. Diverse segnalazioni arrivate al 112 hanno portato i Carabinieri ad avviare una serie di controlli che, seguendo il corso del torrente verso l’interno, hanno consentito di individuare la presunta origine del fenomeno.

L’indagine ha portato alla denuncia di una donna di 48 anni, amministratrice e legale rappresentante della società che gestisce un impianto destinato alla lavorazione di inerti.

Dalla foce del torrente fino allo stabilimento

L’episodio risale allo scorso 8 agosto, quando alcuni bagnanti hanno segnalato la presenza di acque insolitamente torbide alla foce del torrente Soveria Simeri.

I Carabinieri della Stazione di Sellia Marina hanno quindi effettuato un sopralluogo, risalendo l’alveo del corso d’acqua fino al territorio di Soveria Simeri. Qui i militari avrebbero individuato una grossa condotta dalla quale sarebbe fuoriuscito un liquido denso e di colore marrone, diretto verso il torrente. Gli accertamenti si sono successivamente concentrati su un vicino impianto per la lavorazione degli inerti.

L’attività produttiva fermata durante i controlli

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al momento del controllo l’impianto era operativo. I liquidi impiegati nelle fasi di lavorazione e lavaggio sarebbero stati raccolti in apposite vasche prima di essere immessi all’esterno.

Le verifiche avrebbero però evidenziato l’assenza di un adeguato trattamento di chiarificazione prima dello scarico. Per questo motivo i Carabinieri hanno disposto l’interruzione immediata del ciclo produttivo e prelevato alcuni campioni da sottoporre agli accertamenti tecnici.

I risultati delle analisi dell’Arpacal

I campioni sono stati esaminati dall’Arpacal. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la concentrazione di solidi sospesi sarebbe risultata circa venti volte superiore rispetto ai limiti fissati dalla normativa.

I Carabinieri hanno inoltre effettuato verifiche sulla documentazione relativa all’attività dell’impianto. Dagli accertamenti sarebbe emersa la mancanza di un valido titolo autorizzativo per effettuare lo scarico in corpi idrici superficiali. Non sarebbero invece state riscontrate conseguenze nocive per la balneazione nelle acque interessate dal fenomeno.

Le contestazioni e la denuncia

La Procura della Repubblica di Catanzaro è stata informata degli esiti dell’attività investigativa. La legale rappresentante della società, una donna di 48 anni, è stata denunciata in stato di libertà.

Nei suoi confronti vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di scarico di acque reflue industriali, gestione non autorizzata di rifiuti e inquinamento ambientale.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagata resta valido il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

Tags: CarabinieriCatanzaro
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