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Home SOCIETÀ

Ivan Tavella, appello da Vibo Valentia a Mattarella: «Garantire subito l’assistenza, dietro ogni pratica c’è una persona»

L’Osservatorio Civico Città Attiva chiede l’attenzione del presidente della Repubblica sulla sua delicata vicenda. Da anni convive con la distrofia muscolare di Duchenne

Di Redazione
3 Settembre 2026
In SOCIETÀ
Ivan Tavella, affetto dal morbo di Duchenne, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
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Un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché venga prestata la massima attenzione alla situazione di Ivan Tavella, uomo affetto da distrofia muscolare di Duchenne in fase avanzata e dipendente in maniera continuativa dall’assistenza personale e da apparecchiature elettromedicali indispensabili alla sua vita quotidiana, compresa la ventilazione meccanica.

A rivolgersi al Capo dello Stato è l’Osservatorio Civico Città Attiva, attraverso gli avvocati Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, che hanno sottoposto alla Presidenza della Repubblica una vicenda definita «drammatica» e che, secondo quanto evidenziato nell’appello, sarebbe rimasta incastrata in un complesso intreccio burocratico e amministrativo.

Ivan Tavella, la richiesta di attenzione a Mattarella

«Signor Presidente – si legge nella lettera – ci rivolgiamo a Lei con la consapevolezza che la Presidenza della Repubblica rappresenta, per milioni di cittadini, il presidio più alto dei valori sanciti dalla nostra Costituzione». L’attenzione viene quindi concentrata sulla situazione di Ivan Tavella, la cui storia è già stata raccontata attraverso diversi articoli della stampa calabrese.

Il punto centrale della vicenda riguarda la continuità dell’assistenza, indispensabile per una persona che necessita costantemente di supporto e di dispositivi salvavita. Secondo quanto riportato nell’appello, a rendere particolarmente complessa la situazione sarebbe il rapporto tra diverse amministrazioni e territori.

Residenza in Calabria, vita e necessità sanitarie a Parma

Ivan Tavella vive a Parma per le sue necessità sanitarie, pur mantenendo la residenza in Calabria, nella provincia di Vibo Valentia. «Ed è proprio in questo spazio tra residenza, domicilio, competenze territoriali, aziende sanitarie e amministrazioni comunali – scrivono gli avvocati – che sembra essersi smarrita la cosa più importante: la persona. Ivan».

Una situazione che, viene sottolineato, non può essere affrontata esclusivamente attraverso il confronto tra uffici e amministrazioni. «Un uomo che non può semplicemente aspettare che gli uffici chiariscano a chi spetti pagare una fattura», è uno dei passaggi più significativi della lettera indirizzata al presidente Mattarella.

«La burocrazia non può mettere a rischio la salute»

Per l’Osservatorio Civico Città Attiva, quando una persona dipende da un’assistenza continuativa e da dispositivi indispensabili alla propria sopravvivenza, una controversia amministrativa non può trasformarsi in un rischio concreto per la sua salute.

«Quando una persona dipende da un’assistenza continuativa e da dispositivi salvavita, una controversia amministrativa non può tradursi in un rischio concreto per la sua salute, per la sua dignità e per la sua stessa sopravvivenza», si legge nell’appello.

Da qui la richiesta di un intervento istituzionale che possa favorire una verifica sulla situazione e consentire alle amministrazioni competenti di assicurare senza ulteriori ritardi la continuità dell’assistenza necessaria a Ivan Tavella.

Ivan Tavella e la volontà di ricorrere al suicidio medicalmente assistito

La vicenda ha assunto una dimensione ancora più delicata quando Ivan Tavella, sentendosi privato delle condizioni necessarie per vivere dignitosamente, ha manifestato la volontà di ricorrere alla procedura di suicidio medicalmente assistito. Un passaggio che, secondo i firmatari dell’appello, dovrebbe rappresentare un motivo di profonda riflessione per le istituzioni.

«Non si può permettere che un cittadino arrivi a considerare la morte come unica via d’uscita da una situazione nella quale ciò che chiede è, prima di tutto, poter continuare a vivere con l’assistenza necessaria e con la propria dignità», affermano.

La richiesta viene dunque presentata non come un intervento sulle competenze degli organi sanitari o amministrativi, ma come un invito a evitare che la situazione venga lasciata senza una soluzione.

Il richiamo alla Costituzione

Nella lettera al presidente Mattarella vengono richiamati anche alcuni principi fondamentali della Costituzione italiana. L’articolo 32 tutela la salute come «fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». L’articolo 3 richiama il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza delle persone, mentre l’articolo 2 richiama i doveri inderogabili di solidarietà.

È alla luce di questi principi che l’Osservatorio Civico Città Attiva chiede al presidente della Repubblica di prestare la propria attenzione alla vicenda di Ivan Tavella. L’obiettivo, viene precisato, non è quello di chiedere a Mattarella di sostituirsi agli organi amministrativi o sanitari, né di interferire nelle rispettive competenze.

«Le chiediamo qualcosa di diverso: che una vicenda nella quale un cittadino gravemente disabile rischia di rimanere schiacciato tra competenze, procedure e responsabilità amministrative, non venga lasciata cadere nel silenzio».

«Dietro ogni pratica amministrativa c’è una persona»

È questo il messaggio centrale dell’appello rivolto al Quirinale: riportare la persona al centro di una vicenda nella quale, secondo i firmatari, la complessità delle procedure rischia di prevalere sulle esigenze concrete di chi ha bisogno di assistenza. «Chiediamo che qualcuno, ai massimi livelli dello Stato, ricordi a tutte le Istituzioni coinvolte che dietro ogni pratica amministrativa c’è una persona».

E subito dopo, il richiamo diretto alla condizione di Ivan: «E nel caso di Ivan Tavella quella persona non può permettersi di aspettare». L’appello si conclude con una richiesta di attenzione e di rispetto dei diritti fondamentali.

«È una richiesta di dignità e di rispetto dei diritti fondamentali», scrivono Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, confidando nella sensibilità istituzionale del presidente della Repubblica e nella sua attenzione verso le persone più fragili.

L’auspicio espresso dall’Osservatorio Civico Città Attiva è che le istituzioni coinvolte possano individuare rapidamente una soluzione capace di garantire a Ivan Tavella la continuità dell’assistenza di cui necessita, evitando che la complessità burocratica finisca per trasformarsi in un ulteriore ostacolo alla sua dignità e al suo diritto alla salute.

Tags: Ivan TavellaOsservatorio Civico Città AttivaSergio MattarellaVibo Valentia
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