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Home AMBIENTE

Tutela della Fiumara Ruffa: dai “Guardiani del Capo” la proposta di un Piano di monitoraggio integrato

La proposta del gruppo guidato da Giacomo Benedetto è finalizzata ad una localizzazione delle reali cause d’inquinamento

Di Pasquale Scordamaglia
6 Settembre 2026
In AMBIENTE
Spiaggia Torre Ruffa

Una veduta parziale della spiaggia Torre Ruffa

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Il gruppo dei “Guardiani del Capo”, guidato con impegno da Giacomo Benedetto, tiene alta l’attenzione su un tema alquanto rilevante: la tutela della Fiumara Ruffa e l’individuazione delle effettive responsabilità ambientali. Attivo da anni sui social, il gruppo ha lanciato una proposta operativa: la creazione di un Piano di Monitoraggio Integrato della Fiumara Ruffa, nonché coordinato da tutti gli enti competenti e sviluppato con campionamenti periodici dalla sorgente e fino alla foce.

Tutto ciò, sintetizzato in quattro punti, consentirebbe di individuare subito eventuali fonti di contaminazione; definire con precisione il tratto interessato; adottare delle azioni preventive e di risanamento; evitare attribuzioni di responsabilità non supportate da evidenze tecniche.

Premesse

«La Fiumara Ruffa – si legge in premessa nella nota del gruppo – costituisce il tratto terminale di un sistema idrografico che trae origine dalle pendici del Monte Poro e raggiunge il Mar Tirreno, presso il Comune di Ricadi.Nel dibattito pubblico e nella comunicazione mediatica, accade frequentemente che, eventuali fenomeni di inquinamento, riscontrati alla foce, siano associati direttamente al Comune di Ricadi, in quanto territorio costiero ricevente. Tale conclusione, tuttavia, – viene evidenziato – non trova fondamento nei principi dell’idrologia, della normativa ambientale e della responsabilità amministrativa».

Il documento dei “Guardiani del Capo”, dunque, ha lo scopo di chiarire il funzionamento di un bacino idrografico, ma sempre con criteri tecnico-scientifici e analizzando le conseguenze che derivano dall’individuazione di eventuali responsabilità.

Il bacino idrografico della Fiumara Ruffa

«La Fiumara Ruffa – spiega Giacomo Benedetto – raccoglie le acque provenienti dal bacino che è sviluppato nell’area del Monte Poro. Nel suo percorso interessa più territori comunali, prima di raggiungere il mare nel Comune di Ricadi. Ogni attività che è presente all’interno del bacino –  scrive il fondatore dei “Guardiani del Capo” – può potenzialmente incidere sulla qualità delle acque, attraverso scarichi civili; scarichi industriali autorizzati o abusivi; attività agricole; allevamenti; ruscellamento superficiale; abbandono di rifiuti; alterazioni dell’alveo. L’acqua, naturalmente, convoglia ogni sostanza verso valle».

La foce non necessariamente l’origine del problema

Benedetto si sofferma anche sulla posizione strategica del territorio di Ricadi e dichiara: «Il Comune di Ricadi ospita la foce della Fiumara Ruffa. Ciò significa che: riceve il deflusso che è proveniente dall’intero bacino; non può essere considerato automaticamente il luogo in cui si è generata un’eventuale contaminazione; rappresenta il punto in cui gli effetti possono risultare più evidenti». In sostanza, dal punto di vista idrologico, la foce costituisce il recapito finale del sistema.

Il principio della responsabilità ambientale

L’accertamento di responsabilità ambientali, secondo “I Guardiani del Capo”, richiede sempre un’individuazione della fonte di contaminazione; ricostruzione del percorso degli inquinanti; analisi idrologiche; campionamenti in più punti del corso d’acqua; una verifica delle attività che sono presenti lungo il bacino. «L’ubicazione della foce – precisa Benedetto – non presenta, di per sé, un elemento sufficiente per attribuire responsabilità amministrative o ambientali al Comune costiero di Ricadi».

Conclusioni

Infine, oltre alla proposta di un piano di monitoraggio integrato, il gruppo apre un’ulteriore riflessione finale ed aggiunge: «L’eventuale presenza di contaminanti alla foce della Fiumara Ruffa, non consente di attribuire automaticamente la responsabilità al Comune di Ricadi. La foce rappresenta il punto finale di un sistema idrografico che raccoglie le acque provenienti da un intero bacino. L’individuazione delle responsabilità, richiede un accertamento tecnico lungo tutto il corso d’acqua, mediante monitoraggi, analisi e verifiche delle possibili sorgenti di contaminazione. Solo attraverso un approccio fondato sul bacino idrografico, – sostiene il gruppo – è possibile garantire una corretta ricostruzione dei fatti, tutelare il territorio costiero ed indirizzare gli interventi di risanamento verso le effettive cause dell’inquinamento».

«La tutela della Fiumara Ruffa – si sottolinea nella nota – deve essere affrontata secondo una logica di bacino. Ogni Comune, che è interessato dal corso d’acqua, ha il dovere di prevenire gli scarichi abusivi; di vigilare sul territorio; di collaborare alle attività di monitoraggio e di contribuire alla tutela della qualità delle acque». Il concetto è semplice: la protezione del mare inizia nelle aree interne.

Tags: Guardiani del CapoMonitoraggioRicadiTorre Ruffa
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