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Vibo, Scianò (Futuro Nazionale) chiede al prefetto l’insediamento della Commissione di accesso

Per l'esponente politico «serve verificare se esistono collegamenti e valutare con urgenza l’insediamento della Commissione»

Di Redazione
10 Settembre 2026
In POLITICA
Il Comune di Vibo Valentia

Il Comune di Vibo Valentia

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«L’ultima – almeno al momento – della lunga serie di sconcertanti vicende che vedono al centro dell’attenzione il Comune di Vibo Valentia e tutte pare all’attenzione della locale Procura della Repubblica è rappresentata dalle improvvise, sicuramente non preannunciate, dimissioni del capo di gabinetto del sindaco, Gianpiero Menniti, perché indagato come dallo stesso confermato». A riferirlo, in una nota nel quale oltre a ricostruire diversi accadimenti riguardanti l’Amministrazione viene chiesto pubblicamente l’insediamento di una Commissione di accesso a Palazzo Luigi Razza, è l’avvocato Giuseppe Scianò, esponente di Futuro Nazionale.

La sequenza delle intimidazioni

«La serie – continua il professionista del foro – era iniziata con l’intimidazione, consistita nell’incendio della sua autovettura parcheggiata sotto casa, alla neo dirigente Affari Finanziari Claudia Santoro. Ed era proseguita con il gravissimo pestaggio, all’interno del suo esercizio commerciale, del coniuge del consigliere comunale Laura Pugliese, all’epoca appartenente al gruppo consiliare del Pd e già in predicato di nomina ad assessore o di elezione alla presidenza del Consiglio; alla fine del 2024 nel mirino è entrato proprio il presidente in carica del consiglio comunale, Antonio Iannello, vittima di gravissima intimidazione consistita nell’esplosione di colpi di arma da fuoco all’indirizzo della sua autovettura e della sua abitazione. Le cronache giornalistiche hanno sottolineato che il presidente solo pochi minuti prima aveva lasciato l’auto ed era entrato in casa».

E ancora: «A seguire il duplice episodio, di gravità inaudita, all’indirizzo del dirigente Settore Urbanistica, Andrea Nocita, nella stessa zona e a distanza di poco tempo: prima gli è stata incendiata l’autovettura parcheggiata nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo Pizzo e poi è stato aggredito e malmenato. Subito dopo le minacce si sono trasferite sull’assessore agli Affari Generali e Personale, Marco Talarico, e sono state recapitate addirittura all’interno del suo ufficio assessorile attraverso avviso scritto contenente l’avvertimento che il prossimo a pagare sarebbe stato lui».

«È seguito il grave incidente della strada che ha visto seriamente coinvolta la dirigente per oltre un ventennio e da poco in pensione, Adriana Teti. E di lì a breve l’intimidazione, questa volta indirizzatale direttamente, al consigliere comunale Laura Pugliese, che aveva lasciato da qualche giorno il gruppo del Pd, da capogruppo, per aderire a Casa Riformista; nel suo caso è andata in fiamme l’autovettura parcheggiata sotto casa».

«Una sequela impressionante»

Per il firmatario del testo si tratta di «una sequela impressionante, dunque, di episodi delittuosi e di grave turbamento, oltre che per i diretti interessati, per l’Ente di appartenenza – il Comune di Vibo Valentia – e per tutti i cittadini. Si dirà che si tratta di episodi slegati tra di loro, non collegabili e non concatenati. E’ ipotesi probabile. Altrettanto tuttavia è possibile e credibile che, invece, tutte o alcune delle vicende riportate siano collegate tra loro e rientrino in un contesto omogeneo, trattandosi di fatti riguardanti amministratori e dirigenti del comune di Vibo Valentia; e dunque ben potendo essere essi legati e collegati a vicende politiche e amministrative interne e riconducibili a Palazzo Luigi Razza, a pratiche, fascicoli e procedure di prerogativa del comune. Tutto ciò è accaduto in appena due anni».

Il «bando da 26.000,00 euro per sessanta giorni di lavoro»

Il referente politico commenta poi un altro episodio: «Sull’Amministrazione Romeo, e nonostante gli sforzi per oscurarla, aleggia sempre e comunque l’anomala procedura di inizio consiliatura sintetizzata nell’espressione «bando da 26.000,00 euro per sessanta giorni di lavoro». Una procedura anomala in tutto, in tutta la sua evoluzione ma soprattutto nella conclusione essendo rimasta, pur a fronte dell’urgenza con cui è stata dichiarata e caratterizzata, senza alcun vincitore».

«Come si ricorderà le motivate richieste di accesso ad atti specifici di quella procedura proposte non solo dal Movimento Politico Indipendenza da me rappresentato ma anche da un partecipante al bando, anzi dall’unico partecipante giunto alla fase finale del bando, sono state rigettate. Il dottor Domenico Libero Scuglia, nelle concomitanti vesti di segretario generale del comune, di presidente della commissione esaminatrice del bando e di responsabile per la Trasparenza e l’Anticorruzione, ha ritenuto di rigettare ogni richiesta di accesso agli atti, anche quella da parte dell’ingegnere Grandinetti, partecipante e di fatto mancato vincitore del bando. E nonostante dal difensore civico regionale, cui i richiedenti si erano rivolti, fosse stato affermato ed intimato al Comune il diritto di Indipendenza e dell’interessato di accedere agli atti».

A riguardo viene anche sottolineato come «la vicenda è anch’essa finita in sede giudiziaria ed è attualmente al vaglio degli Uffici del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vibo Valentia. Tuttavia, a parte e oltre la vicenda come evoluta, va rimarcato che nell’occasione, nonostante il clamore anche mediatico, nessun consigliere comunale in carica, neanche appartenente ai ranghi dell’opposizione, ha ritenuto di chiedere, avvalendosi delle speciali prerogative dello status, l’accesso agli atti dimostrando una sudditanza, quantomeno psicologica, nei confronti di chi era tenuto a mettere a disposizione gli atti della procedura».

«Una sudditanza di organi e rappresentanti»

Per Scianò, in conclusione, c’è «una sudditanza di organi e di rappresentanti non circoscritta probabilmente alla sola vicenda. Nonostante l’evidente smarrimento della comunità, ma anche il prevalere del consigliabile silenzio rispetto a moltitudine di vicende incomprensibili, in tanti ormai si chiedono se, in attesa dell’esito delle numerose indagini giudiziarie in corso, la Prefettura di Vibo Valentia nella persona del rappresentante legale continuerà a ritenere non indispensabile e urgente valutare e nel caso affermativo insediare la Commissione di Accesso agli atti del comune di Vibo Valentia».

«Alla richiesta colta in giro e sempre più diffusa – la chiosa – si manifesta ora, e a mezzo stampa, la mia personale e pubblica in tal senso: di cittadino, di ex amministratore e di iscritto ed esponente del Partito Futuro Nazionale. E dunque chiedo che il prefetto voglia valutare con l’urgenza del caso la sussistenza delle condizioni per dar seguito alla nomina e all’insediamento della Commissione di accesso agli atti del Comune di Vibo Valentia».

Tags: ComuneFuturo NazionalePino ScianòPrefetturaVibo Valentia
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