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Home TERRITORIO

Parghelia. La Soprintendenza frena i lavori nel centro storico, “Guardare al Futuro”: «Il Comune faccia chiarezza»

Alt sul progetto Cis da 3,15 milioni. Il gruppo di opposizione al Comune chiede al sindaco chiarimenti e l’interruzione dei lavori

Di Redazione
3 Ottobre 2026
In TERRITORIO
A Parghelia la Soprintendenza frena i lavori nel centro storico

A Parghelia la Soprintendenza frena i lavori nel centro storico

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“Per mesi ci hanno accusato di fare propaganda. Oggi sono gli atti ufficiali a parlare”: con queste parole, il gruppo consiliare di opposizione “Guardare al Futuro” , commenta gli ultimi sviluppi relativi ai lavori previsti dal Cis e rivolti al centro storico di Parghelia. In relazione alla vicenda ci sono due elementi di particolare rilievo del centro storico: lo storico muro di Via Porto Salvo e l’insieme delle pavimentazioni e dei manufatti in granito, le cosiddette “basole”.

«È proprio su queste opere – ha affermato l’opposizione – che gli atti ufficiali della Soprintendenza Sabap hanno posto un freno decisivo: divieto tassativo di demolire il muro e obbligo vincolante di conservare e di riposizionare alla quota originaria tutti i graniti e le basole storiche.

Secondo “Guardare al Futuro”, nel corso dell’iter, l’amministrazione comunale avrebbe sostenuto che il muro fosse di origine relativamente recente, con una datazione che resta al di sotto della soglia dei settant’anni, in quanto rilevante ai fini della tutela. Una ricostruzione contestata in più interventi dal professor Francesco Campennì, docente dell’Università della Calabria e presidente del Centro di Studi storici e sociali, secondo il quale la struttura risalirebbe alla prima metà dell’Ottocento, avendo fondamenta riconducibili a una fase ancora precedente, tra il 17mo e il 18mo secolo.

«La Sabap – si legge nella nota di “Guardare al Futuro – non ha assecondato la ricostruzione del Comune e ha imposto il divieto di demolire, smontare o manomettere il manufatto, trasmettendo gli atti alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale (Co.Re.Pa.Cu.), chiamata a pronunciarsi sul suo effettivo valore storico e sull’eventuale abbattimento. Tentare di cancellare manufatti storici, in nome di un restyling, significa mettere a rischio la memoria materiale di Parghelia, la tutela del paesaggio e l’identità» – sostengono i consiglieri.

Le contestazioni erano già sollevate

Per “Guardare al Futuro”, inoltre, le nuove carte della Soprintendenza rappresentano l’ultimo atto di una vicenda sulla quale il gruppo aveva già sollevato numerose questioni. Già nel novembre del 2025, un’interpellanza aveva contestato una serie di aspetti della procedura di gara, nonché dell’iter tecnico-amministrativo.

Il bando venne successivamente annullato in autotutela, con determina n. 215 del 24 dicembre 2025, e la procedura fu riavviata pochi giorni dopo. L’opposizione, inoltre, aveva segnalato delle anomalie nell’elenco prezzi e contestato la suddivisione di alcuni incarichi tecnici, tra cui anche il conferimento allo stesso professionista degli incarichi di supporto al Rup e di verifica del progetto esecutivo.

Un altro nodo riguarda poi l’iter delle autorizzazioni; secondo “Guardare al Futuro”, le richieste alla Soprintendenza sarebbero state presentate soltanto nel settembre 2026, quando l’appalto era già stato affidato e il contratto con l’impresa aggiudicataria sottoscritto. A tal proposito, l’opposizione apre la seguente riflessione: «Come si può arrivare all’affidamento di un’opera che incide sul patrimonio storico, senza avere prima definito il quadro delle autorizzazioni e delle prescrizioni degli organi di tutela?».

«Non eravamo contro il finanziamento»

Il gruppo respinge, quindi, la ricostruzione secondo cui le proprie iniziative sarebbero state finalizzate a bloccare il finanziamento. In più, i consiglieri aggiungono: «Non abbiamo mai chiesto di perdere il finanziamento né siamo mai stati contrari alla riqualificazione del centro storico. Abbiamo chiesto che un’opera da 3,15 milioni di euro fosse progettata e realizzata nel rispetto della legge, dei vincoli e della storia di Parghelia. Avevamo già segnalato che, senza queste garanzie, si sarebbe potuti arrivare esattamente alla situazione che oggi abbiamo davanti».

Le contestazioni sono state accompagnate da accessi agli atti, richieste di chiarimento e di incontri pubblici. Agli incontri hanno partecipato anche i rappresentanti di Italia Nostra, tra cui Alessandro Caruso Frezza, responsabile di Italia Nostra – Vibo Valentia, e cittadini impegnati nella tutela della memoria storica del paese.

Tra questi c’è Luciano Meligrana, autore del saggio La dignità restituita: Parghelia (1905-1926). Il gruppo consiliare evidenzia che la documentazione storica, inoltre, mostra come scalinate, dislivelli e cordoli in granito locale, lavorato a mano, siano parte dell’impianto della ricostruzione post-sismica e non semplici elementi da sostituire.

Ora la questione passa al Comune

Il nuovo quadro documentale impone ora di chiarire se le opere previste possano essere realizzate, esattamente così come progettate e anche sulla base di come saranno recepite le prescrizioni della Soprintendenza.

«Il Comune – dichiara “Guardare al Futuro” – deve spiegare alla cittadinanza quale sarà il reale assetto dell’intervento, quali opere dovranno essere modificate o stralciate e quali elementi dovranno essere conservati. Su un’opera di questa importanza non possono esserci zone d’ombra, né si può procedere come se nulla fosse accaduto. Chi pagherà il conto di eventuali ritardi, modifiche o ulteriori spese che dovessero rendersi necessari a seguito delle prescrizioni della Soprintendenza?» – chiede l’opposizione comunale.

Secondo il gruppo, in merito a ciò, possibili conseguenze economiche non possono ricadere sull’intera collettività come conseguenza di un iter che avrebbe dovuto essere definito, soprattutto sotto il profilo autorizzativo, prima dell’affidamento dei lavori: «Un’opera voluta in questo modo, solamente dalla maggioranza, con consulenti e tecnici da essa scelti, – prosegue il gruppo – impone a chi l’ha voluta di assumersi interamente le proprie responsabilità. Chi ha scelto questa strada deve rendersi conto anche del danno che può arrecare alla collettività e deve spiegare come intende farsene carico. Mentre si discute di come salvare un muro storico e preservare le tracce della memoria di Parghelia, la domanda diventa inevitabilmente più ampia: che senso ha parlare di tutela del territorio e di amore per Parghelia se, pezzo dopo pezzo, si continua a trasformare e consumare proprio quel territorio che si dice di voler difendere?».

Rivendicate le interpellanze presentate

«La storia, il paesaggio e l’identità di un paese – scrive sempre “Guardare al Futuro” – non si possono difendere a compartimenti stagni. Altrimenti si rischia di conservare qualche testimonianza del passato mentre, intorno, il territorio che si pretendeva di custodire viene progressivamente trasformato. Quanto di Parghelia siamo ancora disposti a sacrificare, in nome di una certa idea di sviluppo, prima di accorgerci che, a forza di trasformarlo, il territorio che diciamo di amare non esiste più?» I tre consiglieri, Daniele Antonello Vasinton, Pasquale Ferrazzo e Fabio Minieri, chiedono al sindaco Antonio Landro di riferire immediatamente in consiglio comunale.

«Per mesi – sostengono sempre gli esponenti di opposizione al Comune – ci hanno detto che facevamo propaganda. Noi abbiamo continuato a leggere gli atti, fare domande e presentare interpellanze. Oggi sono arrivati nuovi atti ufficiali che riguardano direttamente alcune delle questioni c eavevamo sollevato e che devono essere spiegati ai cittadini. Non era immaginazione, né una semplice mossa politica: avevamo posto un problema concreto. Ora è il momento di fare chiarezza. Il sindaco Landro deve spiegare come intende procedere, come saranno recepite le prescrizioni della Soprintendenza e quali garanzie verranno date sulla tutela del patrimonio storico di Parghelia».

Infine, la compagine di opposizione precisa: «Era quello che chiedevamo fin dall’inizio: che un’opera così importante fosse affrontata con trasparenza, nel rispetto delle regole, ascoltando la popolazione e le associazioni del territorio e, soprattutto, senza dover sacrificare ciò che rende questo paese riconoscibile».

Tags: Centro StoricoComune di PargheliaGuardare al FuturoLavoriPargheliaSoprintendenza
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