Uno scirocco estremo, la terra trasuda calore e il paesaggio si fa brullo, arido, sofferto, anche quello più fitto. La verde campagna di Torre Marrana, nel tardo pomeriggio del 25 luglio, appare boccheggiante, ansimante, lontana dal rigoglio mediterraneo delle estati miti e temperate. Un caldo che si posa persino sulle antiche pietre e l’aria che agita le gonne è torrida, racconta di un pianeta in metamorfosi. La vegetazione intorno alla torre, generalmente, si presenta dolce: fatta di ulivi, alberi da frutta, appezzamenti di terreno dai lineamenti morbidi. La Torre, che si trova a Brivadi, frazione di Ricadi, venne costruita su uno sperone calcareo, presenta una struttura massiccia ed è alta dieci metri. Si affaccia sulla fiumara della Ruffa.

Torri di controllo
Torre Marrana faceva parte di un vero e proprio progetto difensivo, iniziato dagli angioini nel 1266,continuato dagli aragonesi, ma mai completamente terminato. Era in collegamento con le torri di Santa Maria e di Capo Vaticano, dalle quali riceveva i segnali di avvistamento di potenziali navi pirate in arrivo. Esistevano i torrieri, consegnatari, per atto notarile, delle torri. Sottoposti a un regolamento austero, venivano comandati da un “sopracavallaro”. Le torri furono mantenute in vita fino al 1827, quando l’uso venne cambiato, poiché non c’erano più incursioni dei Turchi. Nel 1862 alcune torri, nella fattispecie Torre Marrana e Torre Ruffa, vennero vendute ai privati, mentre le altre, cedute al demanio, finirono perdute. Torre Santa Maria fu completamente distrutta nel 1955.
Ha scritto su queste torri lo storico Paladini: «Queste e altre torri – riferendosi appunto a quelle di Capo Vaticano – erano costruite o dai particolari o dai governi per sicurezza del territorio e delle province. Infatti, la torre di Vaticano col fumo e col fuoco da una parte dava segno di nemici alla Piana, dall’altra alla Torre della Marrana; questa alla Torre di Corigliano, la torre di Corigliano ai monti e a Zambrone». Il sistema di difesa costiera voluto da Carlo V e dal vice re di Napoli, Pedro Alvarez de Toledo ebbe inizio nl 1536». La storia rimane sempre vigile nelle vecchie pietre.

La vita della torre oggi
Oggi a pochi metri dalla torre, sorgono: un museo delle torri, il quale conserva le illustrazioni del codice Carratelli, e l’anfiteatro, che ospita una stagione estiva. A giorni verrà inaugurata la stagione 2025. In scena dal 4 al 29 agosto, con artisti quest’anno di primo piano: da Maria Grazia Cucinotta a Michele Placido. Per un agosto in arte. È un luogo che richiama, per alcuni versi, gli scorci rocciosi del Nord Europa.























