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Edilizia, l’allarme di Ance Vibo Valentia: «Canoni elevati e tempi lunghi per le autorizzazioni»

Oneri fino a 5.670 euro per tre mesi di ponteggio e burocrazia lenti scoraggiano le ristrutturazioni. Ance Vibo rilancia il «modello capoluogo»

Di Redazione
4 Novembre 2026
In PRIMO PIANO
Il presidente Ance Vibo Valentia Domenico Ceravolo e un cantiere edilizio

Il presidente Ance Vibo Valentia Domenico Ceravolo

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«Canoni elevati e tempi eccessivi per le autorizzazioni di occupazione del suolo pubblico ostacolano la manutenzione e il recupero degli edifici. Il problema riguarda i cantieri dell’intero territorio e pesa soprattutto nei centri storici, dove le difficoltà logistiche e la delicatezza delle lavorazioni prolungano gli interventi».

Lo si legge in una nota di Ance Vibo Valentia, presieduta da Domenico Ceravolo, che propone alle amministrazioni comunali «un confronto sulla revisione di tariffe e procedure, a tutela di committenti e imprese regolari». Per i centri storici, chiede inoltre agevolazioni economiche e piani di recupero che favoriscano interventi rispettosi del patrimonio architettonico.

operai cantiere

«In alcuni comuni della provincia – spiega Ceravolo – si applica una tariffa di 2,10 euro al metro quadrato al giorno. Per un ponteggio su una facciata di venti metri, con un’occupazione di trenta metri quadrati, il canone è di 1.890 euro per trenta giorni e, in assenza di riduzioni, di 5.670 euro per novanta: una spesa davvero sproporzionata. Nei nostri territori – aggiunge il presidente – molte famiglie dispongono di risorse limitate, mentre gran parte del patrimonio edilizio necessita di manutenzione. Oneri così pesanti possono determinare il rinvio o il ridimensionamento dei lavori, fino alla rinuncia, lasciando irrisolto il problema dell’immobile».

La richiesta: tariffe ridotte e novanta giorni di esenzione

La richiesta è ridurre le tariffe per i cantieri di manutenzione e recupero su tutto il territorio comunale e prevedere, nei centri storici, l’esenzione per i primi novanta giorni, seguita da un canone agevolato per l’ulteriore durata autorizzata dei lavori.

Ma occorre anche evidenziare un precedente positivo che esiste nella stessa provincia. Il regolamento del Canone unico del Comune di Vibo Valentia prevede sessanta giorni di esenzione per il rifacimento delle facciate nelle zone residenziali storiche. Il tariffario 2022 fissa per le occupazioni temporanee di prima categoria 1,20 euro al metro quadrato al giorno, che scendono a 0,84 euro con la riduzione regolamentare del 30% per occupazioni di almeno trenta giorni.

«È un’impostazione da valorizzare, perché riconosce il beneficio collettivo della manutenzione – spiega ancora Ceravolo – . Proponiamo ai Comuni di svilupparla, con tariffe sostenibili per il recupero edilizio e agevolazioni specifiche dove le condizioni di intervento sono più complesse».

Autorizzazioni, Ance chiede di passare da trenta a dieci giorni

Detto questo, il presidente di Ance fa presente che «occorre intervenire anche sui tempi. Un preavviso di trenta giorni ritarda l’apertura dei cantieri, complica la programmazione delle squadre e lascia irrisolti problemi che richiedono interventi tempestivi. Chiediamo di ridurre il preavviso ordinario da trenta a dieci giorni, con rilascio dell’autorizzazione o diniego motivato entro lo stesso termine, a fronte di una domanda completa. Per le occupazioni semplici, prive di modifiche alla viabilità, servono procedure ancora più rapide e un percorso specifico per le urgenze documentate, come infiltrazioni, danni agli edifici o condizioni di pericolo, fermi restando i controlli su sicurezza e circolazione. Le imprese devono poter programmare le squadre e rispettare le date concordate con i committenti».

«Le regole esprimono un patto di fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni. Questo patto si rafforza quando gli adempimenti sono chiari, i tempi certi e gli oneri proporzionati. Le scelte pubbliche dovrebbero sostenere chi si assume la responsabilità di un intervento, rendendo il lavoro corretto concretamente sostenibile. Ne beneficiano imprese, committenti e comunità».

Centri storici, le difficoltà dei cantieri e la necessità di agevolazioni

Nei centri storici, le difficoltà di accesso, gli spazi ridotti per movimentare i materiali e la delicatezza degli interventi su murature e strutture esistenti allungano i cantieri.

«Sono tempi che dipendono dalle condizioni dell’edificio e dalle lavorazioni necessarie – si legge nel testo del presidente Ceravolo – e non sempre è possibile comprimerli. Un canone giornaliero elevato finisce per aggravare il costo proprio degli interventi più complessi, che dovremmo aiutare a realizzare».

Piani di recupero per tutelare il patrimonio architettonico

Le agevolazioni, per Ance Vibo Valentia, devono accompagnarsi a piani di recupero che diano riferimenti chiari a proprietari, progettisti e imprese: «È un’impostazione coerente con la conservazione integrata promossa dalla Dichiarazione di Amsterdam del 1975, che collega tutela del patrimonio, pianificazione urbana, sostegno economico e competenze professionali, salvaguardando la permanenza dei residenti e la vita sociale dei quartieri. Ai Comuni chiediamo piani di recupero che contrastino il progressivo snaturamento dei centri storici e ne preservino i caratteri architettonici, con criteri chiari fondati sulla conoscenza degli edifici. Ciò significa dare spazio a imprese specializzate e tecnici preparati. La tutela diventa così anche una scelta di politica economica: favorisce il lavoro qualificato e sostiene un’economia sana, capace di produrre valore conservando la ricchezza culturale dei nostri territori».

Identità dei borghi e turismo, il valore economico della bellezza

Avviandosi alla conclusione, il presidente di Ance Vibo Valentia non manca di sottolineare che «i luoghi nei quali cresciamo contribuiscono alla nostra formazione. Conoscerne la storia alimenta il senso di appartenenza e la disponibilità a prendersene cura, con un valore anche economico. Chi cerca nel viaggio un’esperienza culturale è sensibile alla bellezza dei paesi, alla qualità del recupero e alla conservazione dell’identità. Un centro storico curato, che mantenga carattere e vita, attrae questi visitatori e sostiene commercio e ospitalità. Tutelare ciò che rende riconoscibili i nostri luoghi – questa la conclusione di Ceravolo – significa investire anche nella loro capacità di generare lavoro».

Tags: ance vibo valentiadomenico ceravolo
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