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Home SANITÀ

Autismo nel Vibonese, esposti alla Procura e alla Corte dei Conti: «Servizi Lea gestiti nell’opacità»

L'associazione Io Autentico evidenzia presunte irregolarità nelle prestazioni terapeutiche all'Asp

Di Redazione
19 Gennaio 2026
In SANITÀ
Foto con bambino autistico mentre gioca
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L’associazione Io Autentico denuncia presunte irregolarità nella gestione delle prestazioni terapeutiche per l’autismo all’Asp di Vibo Valentia. Nel mirino accordi non pubblici, vincoli ai pazienti e una possibile esposizione finanziaria da 750mila euro l’anno.

Fatti circostanziati, non una denuncia generica

«Non si tratta di una generica contestazione sul funzionamento dei servizi», chiarisce l’associazione Io Autentico negli atti depositati, ma di fatti puntuali, documentati e circoscritti. Proprio su questa base sono stati presentati due esposti articolati alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria, con l’obiettivo di accertare eventuali profili di illegittimità e responsabilità.

Nel mirino le prestazioni terapeutiche per l’autismo

Al centro delle segnalazioni vi è la gestione delle Prestazioni Terapeutiche per l’Autismo, riconducibili ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) ai sensi del Dpcm 12 gennaio 2017, così come erogate dall’Asp di Vibo Valentia. Secondo quanto riportato negli esposti, il modello adottato presenterebbe criticità rilevanti, tali da incidere sia sui diritti clinici dei minori sia sui principi di trasparenza amministrativa.

Convenzioni e rapporti economici fuori dalla trasparenza

Dagli atti acquisiti dall’associazione emergerebbe una gestione dei servizi territoriali per l’autismo basata su assetti di fatto e su rapporti contrattuali non pienamente accessibili all’esterno. «Non risulta pubblicata una documentazione chiara e facilmente consultabile», segnala Io Autentico, in grado di disciplinare convenzioni, rapporti economici e modalità di affidamento ai soggetti erogatori.

Un elemento che assume particolare rilievo, osserva l’associazione, poiché si tratta di prestazioni che, se finanziate con risorse del Fondo Sanitario Aziendale e riconducibili ai Lea, devono essere clinicamente qualificabili come sanitarie.

Vincoli ai pazienti e interruzioni delle cure

Secondo quanto riferito negli esposti, l’Asp di Vibo Valentia avrebbe imposto limitazioni ai pazienti con autismo sulla base di accordi non ancora giuridicamente efficaci, producendo come effetto la sospensione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie. Una condotta che, evidenzia l’associazione, risulterebbe in contrasto con le indicazioni cliniche di continuità terapeutica.

Viene inoltre segnalato che la proposta di servizi a prevalente natura assistenziale avrebbe finito per snaturare prescrizioni sanitarie specialistiche, disattendendo indicazioni cliniche che imponevano la stabilità delle figure professionali. «Un elemento cruciale», sottolinea Io Autentico, «per evitare regressioni cliniche nei pazienti autistici».

Gli «accordi in essere» che nessuno può consultare

Alle famiglie, comprese quelle con figli titolari di Progetti di Vita, verrebbe opposta l’esistenza di «accordi in essere», la cui tracciabilità però non risulterebbe verificabile attraverso i normali strumenti di pubblicità amministrativa. Una situazione che, secondo l’associazione, incide direttamente sulla legittimità degli affidamenti, sulla tracciabilità della spesa pubblica e sull’individuazione delle responsabilità cliniche e gestionali.

Da servizio sanitario a «fornitura di personale»

Un ulteriore profilo critico riguarda la qualificazione dell’affidamento. Negli esposti si evidenzia come l’Asp abbia ricondotto il servizio a una «sola fornitura di personale», trasformando di fatto un appalto sanitario complesso in una mera acquisizione di manodopera. Una scelta che, secondo Io Autentico ODV, potrebbe risultare in potenziale contrasto con il D.Lgs. 502/1992, che disciplina l’organizzazione del servizio sanitario nazionale.

Il fronte contabile e il possibile danno erariale

Sul piano economico, la segnalazione alla Corte dei Conti ipotizza per l’Asp di Vibo Valentia un’esposizione finanziaria pari a circa 750.000 euro annui, con importi analoghi riferiti anche all’Asp di Catanzaro. «A fronte di queste somme», scrive l’associazione, «è necessario verificare la corretta qualificazione delle prestazioni, la legittimità delle tariffe applicate e il rispetto dei tariffari regionali vincolanti, come definiti dalla DCA n. 65/2020, oltre all’effettiva responsabilità clinica pubblica del servizio».

«In gioco c’è il diritto alla salute»

«Non possiamo restare inerti di fronte a una gestione che degrada un diritto alla salute in una prestazione precaria e burocratizzata», dichiarano Enrico Mignolo, presidente, e Angela Vittoria Staglianò, consigliera di Io Autentico. «Quando servizi Lea vengono gestiti senza un quadro contrattuale pubblico e verificabile, il problema non è solo l’efficienza, ma la responsabilità pubblica».

Ora la parola passa alle autorità

Gli esposti sono ora all’esame delle autorità competenti. Ma la vicenda, conclude l’associazione, solleva interrogativi che chiamano in causa responsabilità manageriali e politiche, difficilmente archiviabili come mere anomalie tecniche.

Tags: AutismoIo AutenticoLEA
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