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La protesta dei Tir al Sud, il Viminale: 1.339 identificati e 71 denunciati per i blocchi

Scattano i controlli della Polizia sulle autostrade e denunce per i presidi illegali. Il Governo promette fondi immediati e un decreto

Di Redazione
21 Ottobre 2026
In PRIMO PIANO
autotrasportatori
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A quanto si apprende, il ministero dell’Interno ha avviato un’azione a tappeto per l’identificazione di quanti stanno attuando «in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania». Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo.

Identificazioni sono avvenute nel Casertano dove sono stati rimossi i presidi nelle autostrade, mentre all’interno, in particolare nelle aree industriali e nelle zone interportuali, i presidi permangono. Vincenzo Parisi, rappresentante degli autotrasportatori, conferma che «sono stati liberati i presidi di Caserta e Salerno (Mercato San Severino), per permettere il ripristino della normale circolazione sulle autostrade. Ma camion insieme ai trattori si sono spostati allo svincolo di Pontecagnano (autostrada Salerno-Reggio Calabria)».

Scorte del Viminale e vertice con i prefetti

Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, garantendo il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico. In serata il ministro Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.

Il Question Time alla Camera del ministro Urso

L’annuncio dell’avvio delle identificazioni era stato fatto dal ministro del made in Italy Adolfo Urso durante il question time alla Camera: «Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi», ha detto.

Le reazioni delle associazioni e del Mezzogiorno

«Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa – ha aggiunto Urso -. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno, e ovviamente dai consumatori».

L’allarme dei sindaci di Bari e Napoli

«Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore».

Lo dichiarano in una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi. «Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo – dicono – , ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti».

Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, «il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari – sottolineano Leccese e Manfredi – con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano».

L’appello delle istituzioni locali

L’emergenza, sottolineano, «rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti. Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali. Comprendiamo – concludono – le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città».

I fondi per l’autotrasporto verranno «già erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati», ha detto il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, a margine dell’11/esimo Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, lanciando poi un appello a chi protesta.

Invito a smobilitare e rischio di illegalità

«Richiediamo, ovviamente, di smobilitare i blocchi perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese, temiamo anche infiltrazioni di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l’autotrasporto», ha aggiunto il viceministro, sottolineando che «se uno è fuori dalla legge, a un certo punto la legge va rispettata, siamo in un paese civile ancora e continueremo a essere in un paese civile».

Le dichiarazioni di Antonio Tajani

Anche secondo il vicepremier Antonio Tajani, al forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, «le giuste rivendicazioni, le giuste manifestazioni per sollecitare interventi da parte del settore dell’autotrasporto non debbono però trasformarsi in un danno per i produttori e per i consumatori». (Ansa)

Tags: PoliziaProtesta autotrasportatoriprotesta caro carburantiViminale
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