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Home ECONOMIA

Maltempo, bollette solo sospese in Calabria, Sicilia e Sardegna: Codici incalza le aziende

Dopo la delibera di Arera stop ai pagamenti per sei mesi. L’associazione chiede automatismi, azzeramenti e più tutele per i cittadini colpiti

Di Redazione
25 Febbraio 2026
In ECONOMIA
Bollette sospese per le zone della Calabria colpite dal ciclone Harry
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Dopo l’intervento d’urgenza adottato da Arera, che ha disposto la sospensione per sei mesi delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti nei territori travolti dal Ciclone Harry, l’associazione Codici chiede uno sforzo ulteriore alle aziende dei settori interessati.

Il provvedimento riguarda i residenti di Calabria, Sardegna e Sicilia e prevede lo stop ai pagamenti a partire dal 18 gennaio 2026. Una misura definita importante, ma ritenuta non sufficiente a garantire una tutela piena ai consumatori più fragili.

Le criticità della delibera Arera

L’analisi dell’associazione mette in luce alcune ombre. A spiegarle è Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, che chiarisce: «Abbiamo analizzato la Delibera Arera e, pur riconoscendo il valore dell’intervento regolatorio urgente disposto dall’autorità, temiamo che alcuni aspetti possano vanificare l’efficacia delle tutele previste, penalizzando i cittadini più vulnerabili».

Il primo nodo riguarda la mancanza di automatismo nell’accesso ai benefici. «Il sistema basato su istanza di parte, da presentare entro il 30 aprile 2026 – afferma Giacomelli – rappresenta una barriera burocratica significativa per cittadini evacuati, anziani e persone con ridotta alfabetizzazione digitale. Chi ha perso la propria abitazione si trova nella condizione paradossale di dover produrre documentazione nel momento di massima difficoltà personale».

Secondo punto critico, l’assenza di un vero azzeramento degli importi. «La Delibera prevede una sospensione dei pagamenti, non un loro azzeramento – sottolinea Giacomelli – con conseguente accumulo di debiti per servizi non fruibili in immobili inagibili. Tale situazione è particolarmente iniqua considerando che i costi fissi vengono addebitati anche in presenza di consumo nullo».

Infine, il tema delle rateizzazioni. «I 12 mesi minimi previsti dal provvedimento risultano inadeguati rispetto ai lunghi tempi di ricostruzione – osserva il segretario nazionale di Codici –. L’esperienza delle precedenti emergenze dimostra che il ripristino delle condizioni abitative può richiedere anni, non mesi».

Non meno rilevante, per l’associazione, la questione della comunicazione: limitarsi alla pubblicazione delle informazioni sui siti web aziendali rischia di lasciare fuori proprio le aree più colpite dal digital divide o con infrastrutture compromesse.

La richiesta alle aziende: misure integrative e più responsabilità

Con l’attenzione mediatica che tende a calare, Codici ha inviato una richiesta formale alle aziende di energia, idrico e rifiuti operative nelle tre regioni coinvolte, sollecitando l’adozione di misure aggiuntive.

Tra le proposte avanzate figurano l’attivazione automatica delle tutele per i soggetti vulnerabili, in particolare per chi percepisce il bonus sociale o ha un Isee sotto soglia; l’esenzione totale delle quote fisse e degli oneri di sistema per gli immobili dichiarati inagibili; l’estensione dei piani di rientro ad almeno 24 mesi per debiti superiori a 300 euro, fino a 36 mesi per importi oltre i 1.000 euro, senza interessi.

Chiesta anche una semplificazione burocratica, con accettazione dell’autocertificazione senza ulteriori richieste documentali non previste dalla delibera, oltre a comunicazioni proattive tramite posta ordinaria, sms ed e-mail, numeri verdi dedicati all’emergenza e operatori formati.

Sul fronte delle morosità, l’associazione sollecita il blocco effettivo e retroattivo delle procedure di distacco, con ripristino gratuito delle forniture eventualmente già sospese e indennizzi automatici raddoppiati. Invocata anche maggiore trasparenza nella fatturazione post-emergenza, distinguendo chiaramente consumi correnti e quote rateizzate.

Non manca la richiesta di sospendere le attività di telemarketing nei territori colpiti per almeno sei mesi e di rafforzare la collaborazione contro eventuali pratiche commerciali scorrette.

Previste poi proposte specifiche per ciascun settore: per l’energia, stop ai canoni di concessione rete per impianti fotovoltaici danneggiati e verifiche gratuite di sicurezza; per il servizio idrico, esenzioni dalle componenti Ui e ripristino gratuito dei contatori; per i rifiuti, azzeramento della Tari per immobili sgomberati e ritiro gratuito dei materiali derivanti dalle operazioni di pulizia.

«Non basta il minimo di legge»

Codici ora attende un riscontro dalle aziende. «Attendiamo risposte nei prossimi giorni – afferma Giacomelli – e siamo disponibili a organizzare tavoli di confronto tecnico per definire congiuntamente protocolli operativi che rendano effettive le misure proposte, garantendo sostenibilità economica per gli operatori e tutela reale dei consumatori».

Il segretario nazionale insiste sul valore della responsabilità sociale: «Il Ciclone Harry ha colpito duramente migliaia di famiglie e imprese del Mezzogiorno. In questa fase critica, la responsabilità sociale delle aziende erogatrici di servizi essenziali non può limitarsi al mero adempimento delle prescrizioni minime di legge, ma deve tradursi in un impegno concreto per garantire dignità e supporto effettivo ai cittadini colpiti».

E conclude: «Le misure che abbiamo proposto rappresentano richieste significative ma non irragionevoli o economicamente insostenibili. Costituiscono un investimento nella resilienza delle comunità e nella fiducia che lega le aziende ai propri clienti. Un’emergenza gestita con umanità e competenza rafforza il legame territoriale e costruisce quella reputazione di affidabilità che rappresenta il vero capitale delle aziende di servizio pubblico».

I cittadini dei Comuni interessati possono rivolgersi a Codici per informazioni e assistenza sulle misure previste dalla delibera.

Tags: Bollettecoodicimaltemo calabria
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