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Home AMBIENTE

Rimossi rifiuti dai fondali e dall’Oasi di Scolacium in Calabria

L'iniziativa promossa da Legambiente ha coinvolto numerosi volontari. Quintali su quintali di materiale riportati a riva

Di Redazione
30 Giugno 2026
In AMBIENTE
L'attività dei volontari di Legambiente in Calabria
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Bilancio positivo per le prime attività del progetto “Acqua Azzurra: fondali e spiagge da proteggere”. L’iniziativa, promossa da Legambiente Calabria APS e finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito del PR FESR FSE+ 2021-2027, ha visto un’ampia partecipazione di volontari, subacquei e cittadini impegnati nella tutela degli ecosistemi marini e costieri.

Le operazioni si sono svolte nel sito della Rete Natura 2000 “Fondali di Stalettì” e nell’Oasi di Scolacium, con il coinvolgimento dei sub dell’Associazione AISA., tecnici specializzati e numerosi volontari.

Rimossi pneumatici, plastica e rifiuti ingombranti dai fondali di Stalettì

Le attività di pulizia subacquea hanno permesso di recuperare una grande quantità di rifiuti abbandonati sul fondo del mare, molti dei quali particolarmente ingombranti.

Tra gli oggetti recuperati figurano un tavolo da giardino in plastica, un gavitello non più utilizzabile, quattro pneumatici – tra cui una ruota di camion –, il compressore di un frigorifero, parti di una vecchia bicicletta, oltre a spezzoni di cordame e lenze, tubazioni, metalli, plastica, vetroresina e altri materiali.

Particolarmente significativa la presenza dei copertoni, frequentemente utilizzati come parabordi dalle imbarcazioni da pesca e successivamente dispersi in mare, dove diventano rifiuti difficili da degradare e dannosi per l’ambiente marino.

Il recupero dei rifiuti e dei pneumatici nei fondali in Calabria grazie all'attività dei volontari di Legambiente

All’Oasi di Scolacium raccolte microplastiche e rifiuti

La seconda giornata ha interessato la spiaggia dell’Oasi di Scolacium, dove i volontari hanno raccolto e censito numerosi rifiuti, confermando l’impatto dell’inquinamento marino e delle mareggiate che interessano il litorale calabrese.

Tra i materiali rinvenuti spiccano grandi quantità di microplastiche, probabilmente accumulate anche dopo le mareggiate dello scorso inverno, insieme a cotton fioc, bottiglie di plastica, polistirolo proveniente dalle attività di pesca, cordame, materiali edili, frammenti metallici, cartucce, una coffa, un albero di Natale in plastica, il sellino di un motorino, una gamba di una bambola Barbie, un flacone di smalto per unghie, alcune siringhe e numerosi altri rifiuti trascinati dal mare o abbandonati impropriamente.

Il ritrovamento di mattoni, piastrelle, ferro e calcinacci evidenzia inoltre come il mare sia stato, in alcuni casi, utilizzato illegalmente come luogo di smaltimento dei rifiuti.

«Le minacce per gli ecosistemi marini in Calabria»

Tutti i materiali recuperati sono stati avviati al corretto smaltimento grazie alla collaborazione dei Comuni di Stalettì e Squillace e delle aziende incaricate della gestione del servizio.

«Questi interventi – dichiara Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – dimostrano quanto sia ancora necessario intervenire per liberare i nostri fondali e le nostre spiagge dai rifiuti accumulati negli anni. Colpisce la quantità e varietà degli oggetti recuperati, alcuni davvero insoliti, ma il dato più preoccupante resta la presenza diffusa delle microplastiche, che rappresentano una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e la cui presenza acquisisce particolare gravità nelle aree protette. La tutela del mare e delle coste richiede prevenzione ed un impegno costante che coinvolga istituzioni, associazioni, cittadini e operatori economici».

Il progetto “Acqua Azzurra” di Legambiente prosegue

Le operazioni si sono svolte nel rispetto dell’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato e con il coinvolgimento dell’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria.

Nei prossimi mesi il progetto proseguirà con nuove attività di monitoraggio, pulizia ed educazione ambientale nelle aree interessate, con l’obiettivo di contribuire alla conservazione della biodiversità e alla diffusione di una maggiore cultura della tutela del mare.

Tra le iniziative già avviate rientra anche la mappatura e la ricognizione dei fondali marini affidata alla società 3D Research S.r.l., che sta utilizzando un ROV teleguidato per acquisire immagini e dati utili alla cartografia dei fondali e alla pianificazione dei successivi interventi di recupero dei rifiuti.

Tags: CatanzaroLegambienteMare
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