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Home SOCIETÀ

Dalla Calabria al Piemonte per guarire, poi il ritorno a casa per la maturità: la storia

Da Cuneo alla Calabria accompagnata dall'équipe di Villa Giulietta: la rete tra sanità e scuola rende possibile il rientro. «Curare significa accompagnare anche i sogni»

Di Redazione
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In SOCIETÀ
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Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in coraggio. È quello che porterà una giovane studentessa calabrese, ricoverata presso Villa Giulietta di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), a rientrare nella sua terra per sostenere gli esami di maturità. Ad accompagnarla, dal 30 giugno al 3 luglio, sarà l’équipe della struttura, affinché possa affrontare questo momento così importante senza interrompere il percorso terapeutico.

Non è soltanto una bella storia di assistenza sanitaria. È la dimostrazione che, quando le istituzioni fanno rete, nessuno è costretto a scegliere tra il diritto alla salute e quello allo studio.

La forza di una rete che non lascia indietro nessuno

Questo risultato è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra Villa Giulietta e l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria.

A seguire personalmente tutti i passaggi sono stati il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Loredana Giannicola, i membri tutti del comitato tecnico regionale per la Scuola in Ospedale e l’Istruzione Domiciliare, il funzionario Giulio Benincasa, insieme alla dirigente scolastica Marina Del Sordo, alla guida dell’Istituto Comprensivo “Roberta Lanzino” (Cosenza III), scuola polo regionale per la Scuola in Ospedale della Calabria.

Un servizio prezioso che garantisce continuità didattica agli studenti ricoverati attraverso percorsi personalizzati direttamente nelle strutture sanitarie.

Fondamentale il supporto del Liceo Classico “Michele Morelli” e del suo dirigente scolastico Raffaele Suppa, che hanno continuato a far sentire la vicinanza della scuola alla giovane studentessa vibonese, da sempre esempio di eccellenza calabrese nel suo percorso di studi.

Tre ragazze calabresi curate lontano da casa

La vicenda della giovane maturanda racconta anche una realtà ancora poco conosciuta. Attualmente sono tre le ragazze calabresi ricoverate presso Villa Giulietta, struttura piemontese specializzata nella cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Un dato che evidenzia una criticità importante: nel Mezzogiorno mancano ancora centri residenziali altamente specializzati, costringendo molte famiglie a trasferirsi a centinaia di chilometri da casa per garantire ai propri figli cure adeguate.

Una malattia che non deve più essere un tabù

Anoressia, bulimia e gli altri disturbi della nutrizione rappresentano una delle emergenze sanitarie più rilevanti degli ultimi anni, soprattutto tra adolescenti e giovani.

Eppure chi ne soffre continua troppo spesso a vivere la malattia nel silenzio, per paura del giudizio.

È proprio questo il messaggio che Villa Giulietta vuole lanciare: non bisogna vergognarsi. I disturbi alimentari sono patologie, come qualsiasi altra malattia. Non sono una colpa, non sono una scelta, non sono un segno di debolezza.

Parlarne significa favorire diagnosi precoci, cure tempestive e maggiori possibilità di guarigione. Perché chiedere aiuto non è motivo di vergogna, ma il primo passo verso la rinascita.

Spalatro: «Curare significa accompagnare anche i sogni»

«Accompagnare una nostra paziente a sostenere l’esame di maturità significa prenderci cura della persona nella sua interezza», afferma la direttrice sanitaria di Villa Giulietta, dottoressa Angela Spalatro. «La terapia non riguarda soltanto il recupero clinico, ma anche la possibilità di continuare a vivere il proprio percorso di crescita, mantenendo vivi i propri obiettivi e il proprio futuro».

Marini: «Un modello che mette al centro la persona»

Per Tullio Marini, ideatore assieme alla professoressa Laura Dalla Ragione, direttrice scientifica DCA per il Ministero della Salute, del modello innovativo della struttura di San Dalmazzo nel cuneese, questa esperienza rappresenta il senso più autentico del progetto Villa Giulietta.

«Abbiamo sempre creduto in una cura che guardi alla persona nella sua globalità. Vedere sanità e scuola collaborare per garantire contemporaneamente il diritto alla salute e quello allo studio dimostra che costruire una rete efficace è possibile. È un modello che merita di essere conosciuto e valorizzato».

Il modello multidisciplinare

Marini ha strutturato le sue cliniche, Villa Giulietta e Residenza Romeo, integrando équipe mediche di altissimo livello, composte da psichiatri, nutrizionisti, psicoterapeuti, educatori ed infermieri. Il valore del centro è stato riconosciuto pubblicamente dalle istituzioni regionali piemontesi e l’efficacia del modello ha attirato l’attenzione dei media nazionali (tra cui servizi dedicati su Rai 2 e TG Leonardo), divenendo negli anni un punto di riferimento in Italia.

Un messaggio che riguarda tutti

La trasferta in Calabria non sarà soltanto un viaggio per sostenere un esame. Sarà il simbolo di una battaglia che ogni giorno combattono migliaia di ragazzi e le loro famiglie.

Una battaglia che si può vincere solo con cure adeguate, competenze, vicinanza e una nuova cultura: quella che considera i disturbi alimentari per ciò che realmente sono, malattie da curare e non motivi di vergogna.

Perché il coraggio più grande, spesso, non è affrontare un esame di maturità. È chiedere aiuto. E sapere che qualcuno è pronto ad accompagnarti, fino alla guarigione.

Tags: esame maturitàliceo classico vibo valentiaVibo Valentia
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