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Home CRONACA

Succede in Calabria: studente disabile senza assistenza a scuola

Monte ore ritenuto irrisorio. L'ultimatum della famiglia al Comune con una diffida: cinque giorni per garantire il servizio.

Di Redazione
23 Settembre 2025
In CRONACA
Una classe di studenti
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Tre anni di ricorsi, diffide e sentenze non sono bastati: uno studente disabile continua a vedersi negato il diritto all’inclusione scolastica. È quanto denuncia una famiglia di Catanzaro, assistita dall’avvocato Marco Tavernese, che ha notificato al Comune un nuovo atto di diffida per l’assenza totale di ore di assistenza specialistica OEPAC all’avvio dell’anno scolastico 2025/26.

Il diritto negato: 30 ore nel PEI, zero in classe

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) stabilisce chiaramente un fabbisogno di 30 ore settimanali di supporto. Nonostante ciò, il Comune ha comunicato alla scuola un numero di ore considerato dalla famiglia “irrisorio” e del tutto insufficiente. Quest’anno, addirittura, non è stata prevista alcuna assegnazione, creando una situazione che l’avvocato definisce «reiterata e illegittima».

La vicenda relativa ad uno studente disabile è già approdata più volte in tribunale. Nel marzo 2024 il giudice di Catanzaro aveva accolto il ricorso d’urgenza, imponendo al Comune di dare piena attuazione al PEI. A giugno dello stesso anno, la decisione è stata confermata anche in sede collegiale, con il rigetto del reclamo presentato dall’Ente. Successivamente è arrivata una nuova condanna che ha ribadito l’obbligo di copertura integrale delle ore e ha introdotto una sanzione di 100 euro al giorno per ogni ulteriore inadempienza. Nonostante queste pronunce, con l’inizio dell’anno scolastico 2025/26 la situazione è rimasta immutata.

La diffida: ultimatum di cinque giorni

Nella diffida notificata a Palazzo De Nobili, la famiglia chiede che vengano ripristinate le 30 ore settimanali di assistenza, come previsto dal PEI, entro cinque giorni dalla ricezione dell’atto. La richiesta prevede inoltre una comunicazione immediata alla difesa della famiglia. In caso contrario, l’avvocato annuncia nuove azioni legali, che potrebbero avere risvolti non solo in sede civile, ma anche sul piano penale e contabile, a carico di chi persisterà nell’inottemperanza.

La famiglia dello studente disabile ricorda che l’assistenza OEPAC non può essere considerata una concessione soggetta a vincoli di bilancio o a ritardi burocratici. Si tratta invece di un diritto soggettivo perfetto, sancito dalla Legge 104/1992 e dalla Costituzione italiana agli articoli 3, 34 e 38. Questi principi impongono agli enti locali di garantire piena partecipazione e inclusione scolastica agli alunni con disabilità. Nessun rinvio a procedure di gara, nessuna erogazione saltuaria: l’assistenza deve essere garantita sin dal primo giorno di scuola.

Il costo nascosto: tempo perso e diritti compressi

Dietro le carte giudiziarie c’è la vita quotidiana di una famiglia. Le ore senza operatore educativo si traducono in giornate scolastiche incomplete, con genitori costretti a riorganizzare lavoro e impegni per colmare le lacune. Per il ragazzo, la mancanza di continuità rappresenta una privazione significativa. Senza il supporto previsto dal PEI non può vivere la scuola come spazio di crescita e integrazione insieme ai suoi compagni. È per questo che il Tribunale, già lo scorso anno, aveva deciso di legare l’adempimento a una penale giornaliera, sottolineando che il tempo è parte integrante del diritto allo studio.

Secondo la famiglia, non ci sono più margini per rinvii: occorre dare piena attuazione alle sentenze, garantire tutte le 30 ore previste, assicurare la continuità dall’inizio dell’anno scolastico e non a metà stagione. In mancanza, la battaglia legale riprenderà, con conseguenze economiche per la collettività e costi umani ancora più pesanti per chi ogni giorno varca la soglia della scuola senza poter contare sul sostegno che la legge gli riconosce.

Tags: CatanzaroDisabilitàScuola
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