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Home SOCIETÀ

Verso Compostela: l’amore di una coppia vibonese nato tra i passi del Cammino di Santiago

Protagonisti di questa storia sono Catia Iaconis e Giovanni Pianetti, oggi marito e moglie. Un viaggio diventato una bellissima vita insieme

Di Claudio Gentile
25 Gennaio 2026
In SOCIETÀ
Catia e Giovanni dinanzi alla Cattedrale di Santiago
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È lungo il Cammino di Santiago che si dipana la trama del film italiano dal maggior incasso di sempre, Buen Camino, in cui Checco Zalone racconta un viaggio fatto di scelte, riflessioni e riscoperta dell’amore autentico. Una storia di finzione che, però, trova un sorprendente riscontro nella realtà: sullo stesso percorso, una coppia di Acquaro ha davvero trovato l’amore.

Protagonisti sono Catia Iaconis e Giovanni Pianetti, oggi marito e moglie, la cui esperienza richiama da vicino quella narrata nella pellicola che sta riempiendo le sale cinematografiche.

Un vuoto interiore da colmare

Catia Iaconis, pasticcera di Acquaro, viene a conoscenza del Cammino di Santiago grazie a Francesco Scarmozzino, amico e compaesano trasferitosi a Lecco, che quell’esperienza l’ha vissuta ben sei volte. È lui a trasmetterle il desiderio di partire.

Il progetto, però, subisce una prima battuta d’arresto: la madre di Catia si ammala e lei sceglie di restarle accanto, rinunciando al viaggio. Trascorso oltre un anno, nell’agosto 2015, l’idea torna a farsi strada. La partenza viene fissata per maggio 2016, ma un nuovo peggioramento delle condizioni della madre sembra compromettere nuovamente tutto. La svolta arriva il 19 maggio, quando la donna viene dimessa dall’ospedale: il giorno successivo Catia parte da Lamezia Terme direzione Orio al Serio.

«Sentivo un grande vuoto dentro», racconta. «Avevo bisogno di restare sola con me stessa, sono partita senza aspettative».

Nessuna preparazione fisica, nessuna esperienza pregressa: una scelta istintiva e, col senno di poi, quasi temeraria. Il gruppo si riunisce nel Nord Italia: oltre a Francesco, ci sono altre quattro persone pronte a intraprendere il cammino.

La voglia di camminare

Tra loro c’è anche Giovanni Pianetti, lombardo, cognato di Domenico Cirillo, altro componente del gruppo, originario di Acquaro e veterano del Cammino, affrontato dieci volte partendo da località diverse.

Per Giovanni non è un debutto: nel 2014 aveva già percorso Santiago prendendosi un mese e mezzo di ferie. Amante della natura, sta attraversando un momento delicato nel suo matrimonio, ma ciò non incide minimamente sulla decisione di partire. «Avevo semplicemente voglia di camminare», spiega, attirato anche dai paesaggi e dalla dimensione autentica del percorso.

Oltre 800 chilometri a piedi

Il tragitto scelto è impegnativo: da Irun a Santiago de Compostela, circa 820-830 chilometri da coprire in un mese, con tappe giornaliere da 20-25 km. Rispetto al cammino raccontato nel film, il gruppo affronta sentieri più sterrati, continui dislivelli e un clima spesso umido, ma immerso in scenari di straordinaria bellezza.

Un sentimento che nasce senza clamore

Durante il viaggio non sempre si cammina insieme: ciascuno segue i propri ritmi. L’unico obiettivo comune è ritrovarsi la sera per il pernottamento, fondamentale per non restare senza alloggio.

È proprio in questa quotidianità fatta di fatica e condivisione che nasce il legame tra Catia e Giovanni. Fino agli ultimi 100 chilometri, però, non percorrono mai il cammino fianco a fianco. «Ci incontravamo solo la sera, a cena, insieme a tante altre persone», raccontano. «Ognuno parlava della propria giornata, senza entrare nella sfera privata».

Niente corteggiamenti, nessun gesto plateale: le emozioni restano silenziose, sedimentano, fino a manifestarsi nel momento più inatteso, quello della separazione.

«Negli ultimi giorni ero felice di arrivare alla fine, ma triste all’idea di lasciarlo», ricorda Catia. «Ho capito che poteva essere l’uomo della mia vita, anche se la sua situazione familiare mi frenava».

Giovanni conferma: «A metà percorso avevo già chiaro il sentimento, ma mi frenava la reazione di mio figlio».

Francesco, Catia e Giovanni

La fine del cammino, l’inizio di una vita insieme

Come nel film, anche per loro la Basilica di San Giacomo rappresenta un momento decisivo: conclusione del viaggio o nuovo inizio?

A Finisterre Catia vive una forte crisi emotiva. «All’aeroporto, al rientro, ho pianto tantissimo pensando al distacco da lei», confessa Giovanni.

Rientrati in Italia, lei in Calabria e lui in Lombardia, il legame non si spezza. I contatti diventano quotidiani. Nel luglio 2017 Giovanni chiude definitivamente il matrimonio e il figlio Stefano accoglie positivamente la nuova relazione.

«Non c’è mai stata una vera dichiarazione», spiegano. «È stato tutto naturale». Giovanni sceglie di trasferirsi ad Acquaro, una decisione presa senza esitazioni: «Non mi sembrava giusto chiederle di lasciare il posto», afferma.

Il coronamento arriva il 29 aprile 2023, con il matrimonio civile della coppia. Testimone dello sposo è proprio Stefano.

Il matrimonio di Catia e Giovanni

«Zalone ha colto l’essenza del Cammino»

Come molti italiani, anche Catia e Giovanni hanno visto Buen Camino. «Il film coglie perfettamente lo spirito del percorso», raccontano.

«Sul cammino siamo tutti uguali», sottolinea Giovanni. «Non esistono differenze sociali: si condivide tutto, dai pasti all’aiuto reciproco». Catia aggiunge la dimensione spirituale: «Ho scoperto parti di me che non conoscevo».

Oggi, come coppia, progettano di tornare presto sul Cammino di Santiago. Un segno concreto che quel “buen camino”, raccontato al cinema, può davvero diventare realtà.

Catia e Giovanni

Tags: cammino di santiagocoppia viboneseZalone
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