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“Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi”: la campagna Lav approda a Tropea e a Parghelia

L’iniziativa prevista oggi 14 marzo e il 29 marzo. Chiesta un’Iva più giusta sul cibo per animali e sulle prestazioni veterinarie

Di P. S.
14 Marzo 2026
In SOCIETÀ
Campagna Lav
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Anche laLav – Lega Anti Vivisezione di Vibo,presieduta daRoberto Mazzitelli, aderirà alla campagna nazionale “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi”.

A tal proposito, il sodalizio allestirà due banchetti: uno previsto dalle ore 16 fino alle ore 20 di oggi, 14 marzo, in Piazza Vittorio Veneto a Tropea, e un altro in programma per il 29 marzo a Parghelia, in Piazza Ruffa dalle ore 10 alle ore 13. L’intento della campagna, in particolare, sarà quello di chiedere un’Iva sostenibile su cibo per animali e su spese veterinarie, nonché un rafforzamento di tutti i servizi di veterinaria sociale.

Come annuncia la stessa Lav, in una nota stampa, «in Italia il 40,5% delle famiglie vive con almeno un animale. Eppure, oggi la cura di cani e gatti, è ancorafiscalmente trattatacome un bene di lusso: l’Iva su cibo per animali e prestazioni veterinarie è al 22%, la stessa prevista per beni non essenziali».

«In un contesto di crescente difficoltà economica, – spiegano i promotori – tale situazione sta producendo effetti concreti: secondo il Rapporto Italia Eurispes 2025, il 23% delle persone ha rinunciato ad accogliere un nuovo animale per motivi economici e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio animale. Le spese per alimentazione e le cure veterinarie, incidono in modo significativo sui bilanci familiari, con il rischio di rinunce alle cure, di abbandoni e di un aumento del randagismo».

Gli obiettivi della campagna

Nel dettaglio, la campagna è caratterizzata dalle seguenti richieste: allineamento dell’Iva sul cibo per animali dal 22% al 5%come quelli per l’alimentazione umana; azzeramento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie, come per le cure mediche umane; rafforzamento ed estensione di servizi di veterinaria sociale su tutto il territorio nazionale.

Ai tavoli, tra l’altro, sarà possibile ottenere maggiori informazioni sulla mobilitazione che coinvolgerà tutte le sedi locali della Lav: I volontari saranno ai tavoli informativi in molte piazze d’Italia, esattamente in tre weekend: 14-15 marzo, 21-22 marzo e 28 e 29 marzo. In più, si potranno acquistare le tradizionali uova di Pasqua Lav (al cioccolato fondente o anche alla bevanda di riso) e le colombe vegane Lav.

A sostegno delle proprie richieste istituzionali, inoltre, la Lav ha commissionato a “Ref Ricerche” uno studio sul valore sociale ed economico della convivenza con cani e gatti, che sarà presentato il 17 marzo a Roma. Lo studio analizza anche uno scenario di riduzione dell’Iva su pet food e prestazioni veterinarie, valutandone gli effetti economici e le possibili coperture.

Garantire il diritto alla cura per tutti gli animali

Alessandra Ferrari, responsabile Area Animali Familiari Lav, dichiara: «La convivenzacon cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere. Oggi – prosegue – le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta il cibo e le cure veterinarie come beni di lusso. Chiediamo un fisco che sia più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per gli animali,indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono.Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, su responsabilità e su benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva».

Il bisogno di aumentare le detrazioni per le spese veterinarie

Ilaria Innocenti, responsabile Ufficio Rapporti Istituzionali Lav, ha sottolineato: «Un altro aspetto critico riguarda le detrazioni Irpef per le spese veterinarie, che restano fortemente penalizzanti e sono riconosciute in misura unica, indipendentemente dal numero di animali detenuti dal contribuente.Il rimborso massimo ottenibile è di circa 80 euro, a fronte di costi crescenti per cure e farmaci. Governo e Parlamento devono farsi carico di questo problema, allineando l’Iva su cibo per animali e cure veterinarie, a quella prevista per l’alimentazione e le prestazioni mediche umane, ed innalzando la quota di detrazione delle spese veterinarie. Le cure veterinarie sono, a tutti gli effetti, prestazioni di pubblica utilità: la prevenzione e la cura di patologie come, ad esempio, la leishmaniosi, un’antropo-zoonosi trasmissibile in determinate condizioni anche all’uomo, dimostrano il loro rilevante impatto sulla salute pubblica».

«A sostegno di tali misure – scrive Ilaria Innocenti – si sono espressi anche i medici veterinari, le associazioni di categoria, imprese del settore e associazioni dei consumatori, evidenziando come l’attuale livello impositivo rappresenti un ostacolo economico per molte famiglie e non rispecchi il carattere essenziale, e non voluttuario, di questi beni e servizi. In Italia è urgente avviare l’iter e approvare le proposte di legge, presentate da parlamentari di maggioranza e di opposizione, per ridurre l’Iva su alimenti e cure veterinarie; per istituire una medicina veterinaria di base,gratuita per cani e gatti delle famiglie non abbienti; per aumentare la quota di detrazione per le spese veterinarie, garantendo maggiore equità, giustizia sociale e accesso alle cure».

Tags: Campagna LavPargheliaTropea
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