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Azzeramento di fondi destinati al centro storico: Vivere Ricadi vota no alla variazione di bilancio

La minoranza contesta la scelta della Giunta e chiede chiarimenti sulla destinazione delle risorse

Di Redazione
29 Ottobre 2026
In POLITICA
Il Comune di Ricadi

Il Comune di Ricadi

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«Nel corso del consiglio comunale di Ricadi, intervenendo sulla ratifica della deliberazione di Giunta n. 149 del 25 settembre 2026 relativa alla variazione urgente di bilancio, Gianfranco La Torre, in nome e per conto dell’intero gruppo consiliare, ( Pasquale Mobrici, Gianfranco La Torre, Agostino Pantano, Mario Rizzo, ha sollevato una questione precisa: l’azzeramento di 100mila euro dal capitolo 1538/13, destinato agli interventi nel centro storico del territorio comunale. Una scelta che merita spiegazioni chiare e puntuali. Dagli atti non emerge se, su quelle risorse, siano state avviate procedure, predisposti progetti, definiti indirizzi operativi o programmati interventi concreti. Non è quindi possibile comprendere se l’azzeramento determini il rinvio di opere già pensate oppure se quel capitolo sia rimasto, fino ad oggi, un mero stanziamento privo di una reale programmazione».

E’ quanto si legge in una nota diramata dal gruppo consiliare di minoranza al Comune Vivere Ricadi.

«In entrambi i casi – continua il testo – il dato politico è grave. Perché ai cittadini è stato annunciato un impegno per i centri storici e oggi quel capitolo viene soppresso integralmente. L’Amministrazione deve dire con chiarezza se quel finanziamento fosse parte di un progetto concreto o se sia stato utilizzato soltanto come voce di bilancio per giustificare un impegno mai tradotto in atti e interventi».

Mensa scolastica e manifestazioni culturali: le risorse spostate

Ancora: «La variazione finanzia, tra le altre voci, l’incremento delle spese per la mensa scolastica, per 75.400 euro, e quello per manifestazioni culturali e ricreative, con un aumento di 16mila euro. La mensa scolastica è un servizio essenziale e va garantita, ma proprio per questo occorreva una scelta più razionale. È particolarmente grave che una parte delle risorse sottratte al capitolo per il centro storico sia stata indirizzata alle manifestazioni culturali e ricreative. In Consiglio abbiamo chiesto di sapere con precisione a quali iniziative tali somme siano destinate: manifestazioni già svolte, già programmate oppure ancora da definire. I cittadini hanno diritto di conoscere preventivamente come vengono impiegate le risorse pubbliche, con quali criteri, per quali eventi e con quali risultati attesi».

La struttura mensa comunale e le opportunità per il territorio

Poi, proseguendo: «A Ricadi esiste già una struttura mensa realizzata, che con risorse contenute avrebbe potuto essere attivata, offrendo un servizio più qualificato alle famiglie e creando al tempo stesso opportunità di lavoro sul territorio. Una mensa locale avrebbe inoltre ridotto in modo significativo le criticità connesse al trasporto dei pasti e consentito di garantire pasti idonei, preparati e distribuiti in tempi più brevi. Eppure, nel capitolato predisposto per l’affidamento del servizio non viene espressamente individuata tale struttura come centro di cottura da utilizzare, mentre si richiede all’impresa aggiudicataria la disponibilità di una cucina nel territorio comunale».

I firmatari del testo hanno poi posto pubblicamente un quesito: «Per quale ragione non è stata prevista espressamente la possibilità di utilizzare la cucina comunale, affidandone eventualmente la gestione alla stessa impresa aggiudicataria? È stata effettuata una valutazione comparativa dei costi delle diverse soluzioni? Esistono impedimenti tecnici, sanitari o amministrativi che ne ostacolano l’impiego? Sono interrogativi ai quali l’amministrazione dovrebbe rispondere con atti e dati verificabili, soprattutto considerando che, attraverso una variazione urgente di bilancio, sono state incrementate le risorse destinate alla mensa scolastica, riducendo contestualmente gli stanziamenti per altri interventi sul territorio».

La proposta della minoranza: attivare la mensa e salvaguardare i centri storici

Da qui, l’alternativa: «La nostra proposta sarebbe stata diversa e concreta: destinare soltanto le risorse strettamente necessarie ad attivare la mensa di proprietà comunale, avviare il servizio e mantenere il restante stanziamento per gli interventi nei centri storici. Una soluzione capace di generare occupazione sul territorio e di garantire alle famiglie e ai bambini un servizio più rapido, efficiente e sicuro, con minori criticità legate al trasporto dei pasti. Si è invece scelto di aumentare in modo rilevante la spesa, sottraendo integralmente 100mila euro destinati agli interventi nel centro storico. È una priorità politica che non condivido: non perché si debba risparmiare sui bambini o sulle famiglie, ma perché una buona amministrazione deve saper coniugare servizi essenziali, uso efficiente delle strutture esistenti, occupazione locale e investimenti per la rigenerazione dei nostri centri storici».

L’urgenza della variazione e i chiarimenti richiesti

La Giunta, per quanto spiegato dalla minoranza, ha motivato l’urgenza con il richiamo a sopravvenute esigenze di spesa per servizi indispensabili e indifferibili. «Una formula troppo generica – sostengono gli stessi – che non chiarisce fino in fondo né la natura dell’emergenza né le ragioni che hanno reso necessario intervenire con una variazione urgente, anziché attraverso il normale passaggio consiliare. Il parere favorevole del revisore attesta la regolarità tecnico-contabile dell’operazione e il mantenimento del pareggio di bilancio: è, correttamente, una valutazione tecnica. Spostare risorse da un capitolo a un altro può mantenere formalmente in equilibrio i conti, ma non risponde alla domanda politica essenziale: perché sottrarre 100mila euro agli interventi sul centro storico per destinarli ad altre voci di spesa? Su questa scelta, sulle priorità individuate e sulle sue conseguenze, il consiglio comunale ha il dovere di discutere e di assumersi fino in fondo la propria responsabilità».

Il voto contrario di Vivere Ricadi

Per queste ragioni, e per le criticità emerse nel dibattito consiliare, conclude Vivere Ricadi, «abbiamo espresso voto contrario alla ratifica della variazione di bilancio. Un voto non contro la mensa o contro i servizi alle famiglie, ma contro una scelta che sacrifica risorse destinate al centro storico senza chiarire gli interventi rinviati e senza valorizzare una struttura mensa già disponibile sul territorio. Ricadi ha bisogno di una programmazione capace di tenere insieme qualità dei servizi, lavoro locale, tutela delle famiglie, riduzione delle criticità legate al trasporto dei pasti e valorizzazione del proprio patrimonio urbano. È su questa visione, concreta e verificabile, che continueremo a svolgere il nostro ruolo in consiglio comunale».

Tags: fondi centro storico ricadiRicadiVivere Ricadi
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