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Cosenza, Rende e Castrolibero verso la città unica: sì al referendum. E Vibo resta a guardare (ma il progetto di fusione c’è)

La proposta di fusione lanciata da anni dall’associazione Progetto Valentia. E adesso l’unione tra il Comune capoluogo e gli enti locali limitrofi fa parte anche del programma del sindaco Enzo Romeo

Di Francesco Mobilio
28 Luglio 2024
In TERRITORIO
Cosenza, Rende e Castrolibero verso la città unica: sì al referendum. E Vibo resta a guardare (ma il progetto di fusione c’è)

Viale Affaccio a Vibo Valentia

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Via libera da parte del consiglio regionale al provvedimento per fare svolgere il referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge di “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero”. I cittadini dei tre centri calabresi dovrebbero, pertanto, recarsi alle urne a fine anno per decidere sulla città unica. È stato questo l’argomento più dibattuto nel corso dell’ultima seduta del consiglio regionale, presieduto da Filippo Mancuso. Serrato il dibattito sul provvedimento, che è passato con il voto favorevole del centrodestra, del Partito democratico e del consigliere del Movimento Cinque Stelle, Francesco Afflitto, che ha motivato il suo sì come «un atto di rispetto nei confronti della democrazia, che viene rappresentata nella sua più alta forma dalla consultazione della volontà popolare». Il gruppo del Pd, dal canto suo, ha incassato il risultato auspicato alla vigilia: il consiglio regionale ha, infatti, approvato il documento politico vincolante, primo firmatario il capogruppo Mimmo Bevacqua e garante il presidente dell’assemblea Mancuso, che rinvia lo scioglimento dei Comuni interessati a febbraio 2027 per fare in modo che il «processo avvenga con i tempi giusti e dando la possibilità di avviare la macchina amministrativa per gestire al meglio la fusione». Dunque, se la volontà popolare si esprimerà in modo favorevole, Cosenza, Rende e Castrolibero diverranno un solo grande Comune.

Il Comune di Vibo Valentia

A Vibo Valentia sulla fusione si decide di non decidere

E Vibo Valentia? Nulla. Da anni, però, l’associazione Progetto Valentia, guidata dal presidente Nicola Cortese, ha presentato e fatto conoscere alle istituzioni coinvolte la sua proposta di fusione tra il Comune di Vibo e altri 13 enti locali (Vibo Valentia (35.000 abitanti);  Pizzo (10.000);  Mileto (7.000); Jonadi (4.500); Briatico (4.500); Cessaniti (3.500); Sant’Onofrio (3.000 abitanti);  San Gregorio d’Ippona (2.500 ab.); Stefanaconi (2.500);  San Costantino (2.500); Maierato (2.500); Filandari (2.000); Francica (1.500); Filogaso (1.500 ), per una popolazione complessiva residente di oltre 80.000 abitanti). Il sodalizio ha anche chiesto, a suo tempo, di inserire l’argomento tra gli ordini del giorni dei lavori del consiglio comunale del capoluogo, ma la discussione in aula non si è mai fatta. Peccato. E così, mentre gli altri (vedi Cosenza, Rende e Castrolibero) fanno fatti, stringono accordi, preparano intese e macinano documenti propedeutici alla fusione di più Comuni per aumentare il numero di abitanti e crescere di importanza nel panorama geopolitico-amministrativo regionale e nazionale, a queste latitudini da anni si preferisce decidere di non decidere. Perdersi in chiacchiere, assumere posizioni campanilistiche e dare voce a sterili e inutili polemiche, senza comprendere fino in fondo che oramai soltanto la fusione dei Comuni è l’unica via per riuscire a “strappare” finanziamenti regionali e statali significativi, oltre che ottenere vantaggi di tipo burocratico e amministrativo, a cominciare, ad esempio, dalla riorganizzazione e dal potenziamento dei servizi ai cittadini decentrati. In caso contrario, invece, si rimarrà in un angolino a guardare gli altri diventare sempre più grandi e forti, mentre Vibo Valentia diverrà sempre più piccola fino a scomparire dallo scenario politico-istituzionale regionale e nazionale che conta.    

La fusione tra Comuni nel programma elettorale di Romeo

Il sindaco Enzo Romeo ha pienamente inserito nel suo programma elettorale la fusione tra il Comune capoluogo e gli altri enti locali limitrofi. Lo abbiamo anche scritto nei giorni scorsi. Lo ricordiamo qui di seguito: a parere del primo cittadino, dunque, il primo elemento di sviluppo su cui puntare riguarda la Grande Valentia: serve lavorare  – spiega nelle sue linee programmatiche il sindaco – «nella direzione di rendere Vibo città cerniera tra Lamezia e Gioia Tauro, partendo dalla conurbazione con le realtà comunali limitrofe, mettendo inizialmente in rete i servizi intercomunali – rifiuti e acqua, per citare quelli di immediato rifermento – per ottenere nel breve periodo economie di scala e quindi procedendo per tappe mediante la sottoscrizione di un “patto” di breve, medio e lungo periodo con i diversi centri urbani interessati, cominciando dalle realtà più vicine e allargando il perimetro nel corso del tempo. Un processo virtuoso che valorizzi le identità territoriali seminando effetti di qualità. Il tema è peraltro mutuato dal riconosciuto impegno attuato in questa direzione dal Progetto Valentia per la fusione che dell’unione dei Comuni ha fatto un baluardo: un sistema di “alleanze” che renderebbe più grande e più forte la nuova realtà amministrativa, garantendo per di più una via virtuosa per il risanamento finanziario basandolo su una consolidata ripartizione e quindi riduzione dei costi derivanti da economie di scala». Sarà, dunque, la volta buona? Vedremo. Solo il tempo lo potrà dire.

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