“Tracce digitali, conseguenze reali: Bullismo e Cyberbullismo sotto la lente della Giustizia” questo il titolo dell’incontro che nei giorni scorsi ha avuto luogo presso il Liceo Scientifico “G. Berto”. Tema centrale dell’incontro il confronto tra dinamiche relazionali virtuali e le implicazioni giuridiche che possono derivare da comportamenti scorretti online.
«La legge non interviene solo per sanzionare, ma per offrire una via di recupero»
Ad aprire i lavori è stata il dirigente scolastico, Licia M. Bevilacqua, che ha ribadito con forza come «l’istituzione scolastica debba agire da vero e proprio presidio di legalità». Secondo la dirigente «la lotta al bullismo e al cyberbullismo non può prescindere da un percorso educativo fondato sull’empatia e sulla capacità di ascolto, strumenti essenziali per prevenire la prevaricazione».
L’intervento di Roberto Di Palma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha avuto come focus i meccanismi della giustizia minorile, e ha posto l’accento sulla funzione rieducativa della pena. «La legge non interviene solo per sanzionare, – ha dichiarato Di Palma – ma per offrire una via di recupero», e ha sottolineato come l’assunzione di responsabilità sia il primo indispensabile passo per un autentico percorso di crescita.
Anna Curcuruto, esperta in scienze psicologiche e reati telematici, ha invece scardinato l’illusione dell’anonimato e della libertà assoluta in rete. Durante il suo intervento è emerso con chiarezza come lo spazio online sia a tutti gli effetti un contesto pubblico in cui ogni azione lascia tracce permanenti. La dottoressa ha messo in guardia gli studenti dai rischi della disinibizione online, richiamando tutti al fondamentale rispetto della dignità personale.

L’impegno su bullismo e cyberbullismo
L’incontro si è, poi, trasformato in un dialogo vivace grazie alle domande dei partecipanti, a testimonianza di quanto il tema sia sentito tra i giovani. All’interno del Liceo “Berto”, il presidio su queste tematiche resta costante grazie al lavoro della professoressa Sara Silvaggio, referente per il bullismo e il cyberbullismo.
Il messaggio finale dell’evento è un monito per il futuro: in un mondo iper-connesso, la cittadinanza consapevole si costruisce solo attraverso un uso responsabile della rete, sapendo che ogni “clic” ha conseguenze concrete nella vita reale.



























