Tragedia in mare questa mattina, 25 agosto, ad Andora, lungo il litorale savonese. Poco prima delle 12, un intervento di salvataggio si è trasformato in un dramma che ha portato alla morte di un assistente ai bagnanti e di un turista.
La dinamica
La dinamica dei fatti si è svolta nel giro di pochi minuti. Una coppia di coniugi, residenti nella provincia di Cuneo – secondo una prima ricostruzione -, stava facendo il bagno quando si è trovata improvvisamente in grave difficoltà a causa delle condizioni del mare. Accortosi del pericolo, il bagnino di uno stabilimento balneare privato, un uomo di 62 anni, si è immediatamente tuffato per prestare soccorso.
Salvata la donna
L’operatore è riuscito a raggiungere per prima la donna e a riaccompagnarla a riva con successo, mettendola al sicuro. Successivamente si è nuovamente spinto tra le onde per recuperare il marito. Questo secondo tentativo si è però rivelato estremamente complesso: le difficoltà riscontrate in acqua hanno impedito a entrambi di guadagnare la battigia ed entrambi sono annegati.
Spetterà agli accertamenti chiarire le cause esatte del decesso: resta infatti da stabilire se uno dei due uomini, o entrambi, sia stato colto da un malore improvviso dovuto al forte sforzo fisico o se la causa prevalente sia stata la forza delle correnti e delle onde.
Il sindacato: «Ci stringiamo attorno ai familiari di entrambe le vittime»
Un dramma che addolora l’intera comunità dei balneari e l’opinione pubblica. Il Sindacato Italiano Balneari (SIB) esprime il più profondo cordoglio per la tragedia consumatasi sulle spiagge di Andora, costata la vita al turista Luigi Fasano e all’assistente bagnanti Fabrizio Valente. L’estremo intervento del bagnino, riuscito a trarre in salvo una donna prima di rituffarsi in mare per tentare di soccorrerne il marito, costituisce un atto di eroico altruismo e un esempio straordinario di dedizione al dovere.
«Ci stringiamo con commozione e profondo rispetto attorno ai familiari di entrambe le vittime – dichiara Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sib -Il sacrificio di Fabrizio Valente – prosegue – testimonia la generosità e il senso di responsabilità con cui i nostri assistenti alla balneazione presidiano le coste ogni giorno. Il modello della balneazione attrezzata garantisce standard di sicurezza elevatissimi, ma la sicurezza vera si costruisce supportando chi lavora in prima linea. È indispensabile e urgente rafforzare l’intero comparto, garantendo maggiore valorizzazione professionale, strumenti adeguati e un quadro normativo che renda omogenea la tutela su tutto il litorale».
L’efficacia della rete di prevenzione italiana, chiarisce sempre il Sib, è confermata dai dati: con un tasso di mortalità per annegamento pari a 5,7 decessi per milione di abitanti, l’Italia vanta un indice di gran lunga inferiore alla media europea (11,1) e si posiziona al di sotto persino dell’Olanda, dove l’educazione alla gestione del rischio raggiunge livelli di eccellenza. Il nostro Paese registra un’incidenza nettamente inferiore anche rispetto ai principali paesi balneari del Mediterraneo come Spagna (11,2), Francia (10,8) e Grecia (38,3).























