Mantenendo fede al proprio impegno e ai suoi intenti, l’Osservatorio sull’Erosione Costiera della Costa degli Dei, ha recentemente inviato una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Scritta da Giacomo Benedetto, portavoce dell’Osservatorio, la lettera è un vero e proprio focus sul preoccupante problema dell’erosione costiera, associato alla Costa degli Dei e, in particolare, all’ampia area costiera di Ricadi e di Tropea.
Infatti, anche a seguito delle ultime mareggiate, più tratti costieri si sono notevolmente ridotti. Un fenomeno, questo, che richiede interventi provvidenziali e non più tardivi. Proprio per questo motivo, l’Osservatorio ha sollecitato un incontro istituzionale con il governatore Occhiuto, in modo da pianificare un’efficace strategia d’intervento.
Sottolineate ricadute negative sul turismo e sul paesaggio
Descrivendo la situazione attuale, l’Osservatorio si rivolge al presidente regionale e dichiara: «Si tratta di un territorio che rappresenta uno dei principali motori del turismo calabrese e meridionale, con quasi un milione e mezzo di presenze turistiche registrate nel 2025, una quota significativa delle quali provenienti dall’estero. Un patrimonio naturale, paesaggistico ed economico che rischia di essere compromesso irreversibilmente».
«Già oggetto di gravi devastazioni, – si legge nella lettera – soprattutto Tropea (già Borgo dei Borghi 2021) e Capo Vaticano, riconosciute internazionalmente come aventi le spiagge tra più belle del mondo, negli ultimi decenni l’erosione costiera ha causato una progressiva e documentata riduzione delle spiagge, sottraendo spazio alla fruizione pubblica, mettendo in serie difficoltà le attività economiche ma, soprattutto, negando ai cittadini residenti il diritto di accesso al mare».
Un problema che svantaggia ogni categoria sociale
«Non è un problema che riguarda solo gli imprenditori turistici o chi opera sul fronte mare: riguarda tutti» – fanno notare i membri dell’Osservatorio. «Riguarda le famiglie, i giovani, gli anziani, i residenti che oggi e domani non sapranno più dove andare in spiaggia. Da pochi mesi – proseguono – si è creato un Comitato spontaneo, sotto forma di Osservatorio Erosione Costiera, composto da imprenditori del turismo e del commercio, cittadini, associazioni e volontari. L’Osservatorio ha l’obiettivo di raccogliere dati, testimonianze fotografiche storiche e attuali, rendendole pubbliche e accessibili, tramite il sito www.erosionecostiera.it, così da documentare in modo oggettivo e trasparente le profonde trasformazioni subite dal nostro litorale».
Il raggiungimento delle oltre 500 firme per la petizione popolare
Nella lettera aperta, inoltre, si precisa che non si vuole fare semplicemente allarmismo, ma riportare dei dati reali e verificabili, evidenziando come la riduzione delle spiagge stia già incidendo negativamente sulla qualità dell’offerta turistica, sulla vivibilità del territorio e sulle prospettive future di sviluppo. A conferma della forte sensibilità e preoccupazione della comunità locale, – si legge sempre nel documento – è stata recentemente lanciata una petizione popolare che ha già raccolto oltre 500 firme certificate, espressione di cittadini, operatori economici e visitatori. Tali firme verranno utilizzate per richiedere formalmente un incontro istituzionale con la Presidenza della Regione Calabria, al fine di avviare un confronto serio e concreto sulle possibili soluzioni».
Necessari studi scientifici e pianificazione a lungo termine
«Difendere le spiagge – dichiarano i referenti dell’Osservatorio sull’Erosione Costiera della Costa degli Dei – è difendere il diritto al mare. Difendere Capo Vaticano-Tropea è difendere la Calabria intera. Presidente, il tempo delle analisi senza azione è finito. È necessario un intervento regionale coordinato, basato su studi scientifici, pianificazione a lungo termine e risorse adeguate, che tuteli l’ambiente costiero senza sacrificare il futuro economico e sociale dei territori».
«La Costa degli Dei – aggiungono – non è solamente un simbolo della Calabria: è una risorsa strategica regionale e nazionale. Difenderla oggi significa garantire sviluppo, lavoro e diritto al mare. Certi della sua attenzione e della sua sensibilità istituzionale, restiamo in attesa di un segnale concreto e di un incontro ufficiale». Un monito che rispecchia l’impegno di questa realtà sociale, oltre che la prioritaria esigenza di prevenire il fenomeno dell’erosione costiera.




















