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Home FOOD & WINE

Gelateria “Belvedere”: a Pizzo la storia del gusto in 125 anni di passione e tradizione

Dalla nascita nel 1901 all'invenzione dei grandi classici: il racconto di cinque generazioni che hanno reso la storica attività di Pizzo un simbolo dell'eccellenza calabrese

Di Carmensissi Malferà
26 Settembre 2026
In FOOD & WINE
Gelateria Belvedere Pizzo
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A Pizzo parlare di gelato significa addentrarsi in una trama fitta e affascinante fatta di storie familiari, dedizione artigianale, gesti antichi e memoria collettiva. È un legame profondo, un’identità scolpita nel tempo e impressa nel cuore della vita cittadina. In questo patrimonio vivo e pulsante occupa un posto di assoluto rilievo la Gelateria Belvedere, che celebra lo straordinario traguardo del suo 125º anniversario, confermandosi come una delle realtà storiche più rappresentative, amate e iconiche dell’intero territorio calabrese.

A ripercorrere la sua storia per cinque generazioni ci pensa Angelo, classe 2000, un giovane dalle mille virtù, affabile e passionale nell’esporre la storia e gli aneddoti dei suoi avi e delle cose belle di Pizzo. Cresciuto tra il laboratorio e il bancone, partì per studiare e laurearsi alla Luiss a Roma, dove poi mosse orgogliosamente i suoi primi passi in diverse imprese, tra cui anche un’industria molto famosa di dolci. Ironia della sorte, finì proprio per lavorare per una società che si occupava di gelati distribuiti in varie parti del mondo, per poi far valigia e ritornare a implementare l’azienda di famiglia.

Le origini: dal Caffè del Commercio alla neve delle Serre

Per la famiglia Belvedere tutto ebbe inizio nel lontano 1901 grazie all’intuizione e al coraggio di Antonio Belvedere. In origine, l’attività nacque con la denominazione di Caffè del Commercio. A quel tempo, l’offerta gastronomica della gelateria era profundamente diversa da quella moderna: il gelato a base di latte non era ancora diffuso nella forma cremosa che conosciamo oggi. Nei bar dell’epoca si preparavano prevalentemente granite e sorbetti leggeri, rinfrescanti, impiegando con grande maestria la neve che veniva faticosamente trasportata e conservata dalle cime incontaminate delle Serre.

Fu esattamente in questo contesto pionieristico che la famiglia Belvedere posò le prime, solidissime pietre di un’epopea imprenditoriale destinata a superare la prova dei secoli. Col trascorrere degli anni, il locale affinò la propria vocazione, specializzandosi con passione sempre crescente nella produzione di prelibatezze dolciarie e poi gelati.

Una figura chiave e carismatica in questo processo di trasformazione fu Antonio, vero e proprio motore dell’innovazione familiare. I ricordi tramandati di generazione in generazione narrano come, già prima degli anni ’10 del Novecento, avesse saputo cogliere con straordinario anticipo i segni del cambiamento. Partendo da un impianto originariamente dedicato al commercio del ghiaccio — vitale a quel tempo per la conservazione del pesce destinato ai marinai del luogo — intese nuove strade. Con l’avvento delle prime moderne celle frigorifere, che avrebbero progressivamente reso obsoleto il commercio tradizionale del ghiaccio, Antonio riconvertì quell’impianto per sperimentare i primissimi prototipi di gelato. Un’intuizione geniale che anticipò di anni i tempi.

I primi gusti e l’influenza della scuola siciliana

Da quel felice intuito presero vita i primi storici gusti: cioccolato, crema e caffè. Si aprì così una stagione nuova per il laboratorio. Intorno al 1910, grazie al bagaglio di esperienza accumulato da Antonio e dai suoi figli, la produzione si arricchì di una pasticceria artigianale sempre più raffinata. Un passaggio cruciale fu segnato dall’intreccio con la grande scuola siciliana, Domenico, figlio di Antonio, svolse infatti un fondamentale periodo di specializzazione a Messina, presso lo storico e prestigioso laboratorio della Pasticceria Irrera. Da quell’esperienza preziosa importò tecniche e ingredienti di altissima qualità, introducendo nella lavorazione panna fresca, ricotta, creme setose, delicate cassatine e irresistibili semifreddi.

L’evoluzione del Tartufo e la nascita del Tartufo anni ’50

Nel lungo e affascinante viaggio della Gelateria Belvedere, il capitolo dedicato al tartufo gelato occupa un posto d’onore. Le testimonianze storiche e familiari confermano una presenza antichissima di questa tipologia di dolci nel menu del laboratorio Belvedere. La svolta dell’arte gelatiera locale arrivò nel 1952, quando il maestro pasticcere messinese Giuseppe De Maria, detto “Don Pippo”, spinto da una necessità del momento per via dell’esaurimento degli stampi in metallo, inventò l’odierno Tartufo di Pizzo: plasmò il gelato direttamente con le mani e lo avvolse con cura nei caratteristici fogli di carta.

In quegli stessi anni, la Famiglia Belvedere proponeva già ai propri clienti una specialità straordinariamente affine, modellata attraverso l’uso di stampi metallici della medesima tipologia. Si trattava di una prelibatezza indimenticabile, composta da gelato al cioccolato con un ricco ripieno di semifreddo alla gianduia e croccante di mandorle. A testimonianza di una verità storica mai dimenticata, ancora oggi i Belvedere ripropongono quell’autentico sapore, lavorando la ricetta originale con la classica tecnica di formatura manuale del tartufo: nasce così il loro celebre Tartufo anni ’50, un vero viaggio nel tempo.

Dal tartufo nero alle innovazioni: tartufo bianco e al pistacchio

Oggi, il menu della gelateria identifica come Tartufo Nero la versione consacrata dalla storia e dal riconoscimento IGP, a base di intenso gelato al cioccolato, gelato alla nocciola e un cuore morbido e travolgente di cioccolato fondente, che segue rigorosamente il disciplinare del Consorzio e viene esportato ovunque. L’apporto creativo della famiglia, tuttavia, non si esaurì affatto lì. Intuito il successo clamoroso che la tecnica del confezionamento in carta riscuoteva presso il pubblico, Domenico rielaborò una delle sue ricette storiche e lanciò la primissima variante in assoluto al mondo: il Tartufo Bianco. Per decenni, la tradizione del tartufo visse unicamente di queste due leggendarie varianti, Nero e Bianco. Questo fino al 1990, quando Domenico, figlio di Angelo, regalò alla sua clientela un’ulteriore invenzione originale: la “sfera di pistacchio”, capostipite di quello che tutti oggi conoscono ed apprezzano come Tartufo al Pistacchio.

I grandi classici: il centenario della torta Belvedere

Il marchio Belvedere è da sempre sinonimo di creatività senza tempo. Accanto ai tartufi, spicca la leggendaria Torta Belvedere, un capolavoro dell’arte dolciaria, che nel corso dei decenni ha collezionato prestigiosi premi e riconoscimenti ufficiali. Questa creazione straordinaria, che rappresenta ancora oggi uno dei prodotti più identitari e rappresentativi della casa, è composta da un doppio strato di gelato alla nocciola e crema Belvedere (ricetta top secret!), alternati da strati di godurioso croccante alle mandorle, completa il tutto uno strato di panna e ancora “torroncino” alle mandorle. Una vera bontà di altri tempi, appunto, che proprio quest’anno festeggia il suo Centenario, da provare assolutamente. La ricerca ossessiva della qualità nelle materie prime, la maestria artigianale e l’incrollabile fedeltà alla tradizione rappresentano il filo conduttore che ha guidato ogni singola fase di questa lunghissima storia d’eccellenza.

Cinque generazioni di passione e custodia della tradizione

La continuità della Gelateria Belvedere è un racconto fatto di uomini, passione e passaggi di testimone di padre in figlio. Dopo la visione iniziale e geniale del fondatore Antonio Belvedere (1901-1919), la guida passò a Domenico (1920-1982), vero artefice della modernizzazione e della crescita qualitativa del laboratorio. Successivamente, dagli anni Ottanta fino al 2000, la direzione fu presa dal figlio Angelo, da tutti affettuosamente ricordato come Don Angelo o Angelo ‘U Gattu, figura mitica e maestro gelataio tra i più stimati della Calabria. Dal 2001 ad oggi, la fiamma della tradizione è custodita con orgoglio dai fratelli Domenico e Fabio, capaci di proteggere un’eredità centenaria proiettandola nel futuro.

Oggi, la Gelateria Belvedere accoglie a braccia aperte la quinta generazione della famiglia, confermando la sua natura di presidio storico e culturale nel cuore pulsante di Pizzo, nella centralissima e suggestiva Piazza della Repubblica. Celebrare 125 anni della Gelateria Belvedere significa molto più che festeggiare una longevità commerciale: significa rendere omaggio a un patrimonio vivo di saperi, di gesti, di profumi e di memoria. Una meravigliosa avventura italiana, comincia nel lontano 1901, che continua a regalare emozioni e dolcezza grazie all’ingegno di una famiglia che ha trasformato il proprio cognome in un simbolo universale di eccellenza in Calabria e oltre.

Tags: Gelateria BelvederePizzoTartufo di PizzoTorta Belvedere
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