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Home CRONACA

Incendio devasta gli uliveti su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta in Calabria

Colpita la cooperativa sociale Valle del Marro - Libera Terra. Don Pino Demasi: «Un atto grave e inquietante»

Di Redazione
22 Luglio 2026
In CRONACA
Incendiati gli ulivi in un bene confiscato alla 'ndrangheta in Calabria
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Un incendio ha devastato alcuni uliveti secolari coltivati su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta e affidato alla cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra a Oppido Mamertina, nel Reggino. Le fiamme hanno interessato tre appezzamenti di terreno, causando gravi danni a un bene simbolo del riscatto sociale e della lotta alle mafie.

A scoprire quanto accaduto sono stati, nella giornata di lunedì, i soci della cooperativa durante le attività nei terreni.

Distrutto il 70% degli ulivi secolari in uno degli appezzamenti

Secondo quanto reso noto da Libera, l’incendio ha interessato tre diversi appezzamenti. In uno di questi, esteso per circa nove ettari, è andato distrutto circa il 70% degli ulivi secolari, compromettendo un patrimonio agricolo e produttivo di grande valore.

Il terreno era stato confiscato alla criminalità organizzata e successivamente assegnato alla cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra, che da anni lo coltiva per finalità sociali e di inclusione lavorativa.

Fazzari: «Non ci lasciamo scoraggiare»

Il presidente della Cooperativa Sociale Valle del Marro – Libera Terra, Domenico Fazzari, ribadisce la volontà di proseguire il percorso intrapreso.

«Ancora una volta ci troviamo davanti a un episodio che colpisce beni confiscati alla mafia e il lavoro quotidiano di chi li restituisce alla collettività. Non ci lasciamo scoraggiare: continueremo a coltivare questi terreni con la stessa determinazione di sempre, perché ogni albero e ogni raccolto rappresentano un segno concreto di lavoro dignitoso e riscatto sociale. Ci auguriamo che venga fatta piena luce sull’origine di questi incendi e che le Istituzioni sostengano con misure concrete chi ogni giorno si prende cura dei beni confiscati, trasformandoli in opportunità di sviluppo e di speranza».

Don Pino Demasi: «Un atto grave e inquietante»

Sulla vicenda è intervenuto anche don Pino Demasi, referente di Libera nella Piana di Gioia Tauro e promotore della cooperativa, che ha definito l’accaduto un attacco non solo ai terreni, ma ai valori della legalità.

«Un atto grave e inquietante. Non è stato colpito soltanto un terreno agricolo, ma un’esperienza collettiva di riscatto, di legalità e di speranza, costruita in questi anni attraverso il lavoro quotidiano di tanti giovani, lavoratori e cittadini che hanno scelto di stare dalla parte della giustizia”.

Il sacerdote ha quindi rilanciato l’impegno della cooperativa e di Libera nel continuare a valorizzare i beni confiscati. «Questo ulteriore gesto vile non fermerà il percorso intrapreso. La risposta più forte sarà continuare a lavorare quella terra, perché ogni seme piantato nei terreni confiscati alle mafie è un seme di libertà, di giustizia e di futuro».

Un nuovo colpo ai beni confiscati in Calabria

L’incendio rappresenta l’ennesimo episodio che colpisce beni confiscati alla criminalità organizzata in Calabria, realtà che negli anni sono diventate simbolo di legalità, inclusione sociale e sviluppo del territorio.

Sull’origine del rogo sono attesi gli accertamenti delle autorità competenti, chiamate a verificare le cause dell’incendio e a fare piena luce sull’accaduto.

Tags: 'ndranghetaBene confiscatoIncendioLibera Terra
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