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Home Ambiente

Vibo Marina. Concessione alla Meridionale Petroli, Italia Nostra accusa: «Errore grave»

Scaduto il termine del 21 febbraio per l’opposizione al rinnovo ventennale. L’avvocato Caruso Frezza: «Sindaco pienamente legittimato, altro che inammissibilità»

Di Redazione
23 Febbraio 2026
In Ambiente
I depositi costieri a Vibo Marina della Meriodionale Petroli

I depositi costieri a Vibo Marina della Meridionale Petroli

Scontro istituzionale a Vibo Valentia sulla vicenda del rinnovo della concessione demaniale marittima alla Meridionale Petroli S.p.A. nello scalo di Vibo Marina. Al centro della polemica la mancata opposizione del Comune entro il termine del 21 febbraio, data fissata per impugnare il procedimento davanti alla Presidenza del Consiglio.

A sollevare il caso è l’avvcato Alessandro Caruso Frezza, presidente facente funzione di Italia Nostra – Sezione di Vibo Valentia, che sostiene di aver trasmesso gratuitamente al sindaco l’atto di opposizione già predisposto.

L’atto “chiavi in mano” e il silenzio del Comune

Caruso Frezza spiega di aver inviato il 19 febbraio al sindaco Vincenzo Romeo l’opposizione prevista dall’articolo 14 quinquies della legge 241/1990, da inoltrare via pec alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, entro il termine perentorio del 21 febbraio.

L’obiettivo, secondo il legale, era riaprire il confronto con l’Autorità Portuale e «continuare a fare tutto il possibile per evitare che il rinnovo ventennale della concessione si avesse o si consolidasse», a tutela di salute, ambiente e pubblica incolumità nella frazione marina.

Il termine, però, è scaduto senza che il Comune formalizzasse l’opposizione.

La posizione del Pd: «Comune non legittimato»

A rendere pubblica la mancata iniziativa è stato il Partito Democratico, con dichiarazioni della segretaria provinciale Teresa Esposito e dell’avvocato Angelo Calzone, responsabile Ambiente del partito.

Secondo il Pd, richiamando un parere del Consiglio di Stato del 2019, il Comune non sarebbe stato legittimato a proporre opposizione e un eventuale atto sarebbe stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza del Consiglio.

La replica di Caruso Frezza: «Interpretazione sbagliata»

L’avvocato Caruso Frezza contesta radicalmente questa lettura. Pur riconoscendo che il Consiglio di Stato, in via generale, ha escluso che tale facoltà rientri automaticamente nelle competenze comunali ordinarie, sottolinea come lo stesso parere richieda una verifica puntuale caso per caso sull’esistenza di norme speciali che attribuiscano tali poteri agli enti locali.

Nel caso della Meridionale Petroli S.p.A., secondo il legale, tale base normativa esisterebbe nel decreto legislativo 105/2015, che disciplina gli impianti a rischio di incidente rilevante.

Caruso Frezza afferma: «Il Comune e il sindaco, quale massima autorità sanitaria locale e ufficiale di Governo, sono espressamente indicati tra le autorità competenti in materia di rischio di incidente rilevante, con potere di esprimere atti di intesa, cioè quegli atti di assenso comunque denominati richiamati dall’articolo 14 quinquies della legge 241/1990».

E aggiunge: «Il sindaco e il Comune erano pienamente legittimati ad esperire l’opposizione. Il termine, però, adesso è scaduto».

La stoccata finale: «Troppa approssimazione su salute e ambiente»

La chiusura è un atto d’accusa politico-amministrativo. Caruso Frezza scrive: «Peccato che noi cittadini della frazione marina dobbiamo essere amministrati con tanta approssimazione, pur a fronte di una problematica così importante e grave per la tutela della nostra salute, del nostro ambiente e della nostra pubblica incolumità».

La partita istituzionale, almeno sul piano formale, appare chiusa con la scadenza dei termini. Ma lo scontro politico e giuridico sul futuro dell’impianto petrolifero di Vibo Marina è tutt’altro che archiviato.

Tags: Italia NostraMeridionale petroliVibo Marina
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