«Ancora una volta la Calabria si trova a piangere una vittima mentre svolgeva il proprio lavoro», denuncia la vibonese Nadia Fortuna, segretaria confederale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo con delega alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La sindacalista parla di una situazione «ormai non più sostenibile», che si aggiunge alle numerose morti registrate negli ultimi mesi sia in Calabria che nel resto del Paese.
«Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie distrutte, comunità ferite e lavoratrici e lavoratori che ogni giorno operano spesso in condizioni difficili e con livelli di sicurezza insufficienti», sottolinea Fortuna.
«Non sono fatalità, serve una svolta sulla sicurezza»
Per la rappresentante sindacale non è più possibile considerare questi eventi come semplici fatalità.
«Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a questa lunga scia di sangue. Le morti sul lavoro non possono essere considerate fatalità inevitabili», afferma.
La richiesta è chiara: una svolta nelle politiche di salute e sicurezza, con più controlli nei luoghi di lavoro, rafforzamento degli ispettori e investimenti strutturali in prevenzione e formazione.
Appalti e subappalti sotto accusa
La Cgil rilancia inoltre il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, ritenuta centrale per intervenire su un sistema che spesso genera precarietà e rischi per i lavoratori.
«Il sistema degli appalti e dei subappalti al massimo ribasso troppo spesso produce precarietà, abbassamento delle tutele e condizioni di lavoro che mettono a rischio la sicurezza delle persone», si legge nella nota.
Secondo Fortuna è necessario introdurre regole più rigide, maggiore responsabilità lungo tutta la filiera e strumenti efficaci per garantire il rispetto dei contratti e delle norme di sicurezza.
«La sicurezza deve venire prima del profitto»
La dirigente sindacale richiama infine la necessità di un cambio di paradigma: «La vita delle lavoratrici e dei lavoratori deve venire prima di qualsiasi logica di profitto o risparmio».
Per la Cgil, la sicurezza non può essere un tema secondario né affrontato solo dopo le tragedie.
«Chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali un impegno immediato e concreto: più prevenzione, più vigilanza, più controlli nei cantieri, nelle aziende, nelle campagne e in tutti i luoghi di lavoro», afferma Fortuna.
L’organizzazione sindacale conclude ribadendo la volontà di continuare a mobilitarsi affinché salute e sicurezza tornino al centro dell’agenda politica e sociale del Paese, perché «fermare le morti sul lavoro è un dovere morale e civile che non può più essere rinviato».

























