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Home TERRITORIO

No all’uso dell’acqua a Ricadi: Mobrici tira in ballo il sindaco e chiede risposte urgenti e dettagliate

Il capogruppo di opposizione rivolge insieme all'intero gruppo di minoranza "Uniti per Ricadi" un’interrogazione al primo cittadino

Di Pasquale Scordamaglia
6 Agosto 2025
In TERRITORIO
No all’uso dell’acqua a Ricadi: Mobrici tira in ballo il sindaco e chiede risposte urgenti e dettagliate

Il capogruppo Pasquale Mobrici e, a destra, il sindaco Nicola Tripodi

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In riferimento ai contenuti delle due ordinanze 33 e 34, entrambe relative al divieto di uso alimentare dell’acqua ed emanate dal Comune di Ricadi il 24 e il 25 luglio scorsi, l’intero gruppo di opposizione “Uniti per Ricadi” ha formulato un’apposita interrogazione, al fine di mantenere alta l’attenzione sul problema e per chiedere risposte chiare ed urgenti.

Firmata dal capogruppo di opposizione Pasquale Mobrici e dai consiglieri comunali Giusy Schiariti, Agostino Pantano e Teresa Rizzo, l’interrogazione è stata portata all’attenzione del sindaco Nicola Tripodi, oltre ad essere indirizzata al Prefetto e al Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia.

Un rubinetto a secco durante l'emergenza idrica

Nel testo del documento, in particolare, si chiedono risposte dettagliate e certificate per tutelare la salute pubblica e per garantire la trasparenza amministrativa. Pasquale Mobrici, nello specifico, ha rilevato una scarsa mancanza d’informazione che è associata al divieto di uso alimentare e potabile dell’acqua.

I quesiti richiesti dal gruppo di opposizione

Le domande poste dalla compagine di opposizione puntano a fare chiarezza sui molteplici e seguenti aspetti: comunicazione dei parametri analitici specifici (batteriologici, chimici), che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di divieto; data effettiva delle analisi che sono state eseguite sui campioni di acqua e risultati ufficiali in base ai quali è stata approvata l’ordinanza di divieto; spiegare a quali specifici serbatoi o punti di prelievo si basano le analisi effettuate; spiegare il motivo per cui il divieto è stato esteso indistintamente a tutto il territorio comunale, pur essendoci più serbatoi.

E ancora: spiegare perché non sono stati pubblicati i dati relativi ai controlli, secondo il decreto Legislativo 18/2023 che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e che va a stabilire i requisiti per la qualità dell’acqua potabile; spiegare per quale motivo l’ordinanza n. 33 attribuisce la responsabilità a Sorical e perché tale riferimento è omesso nell’ordinanza di rettifica numero 34; certificare che il gestore del servizio idrico, ditta La Torre, è stato formalmente notificato dei provvedimenti, specificando anche la data e le modalità.

Quesiti anche su provvedimenti correttivi e di gestione dell’emergenza

In aggiunta, nell’interrogazione sono state avanzate queste ulteriori richieste di chiarimento: comunicare quali provvedimenti contingibili e indifferibili sono stati adottati per risolvere la problematica alla fonte, oltre al divieto di utilizzo; spiegare quali correttivi (esempio sanificazione, controlli aggiuntivi e altro ancora) sono stati disposti nei confronti del gestore del servizio per garantire la sicurezza dell’acqua; spiegare per quale ragione l’ordinanza vieta l’uso dell’acqua per scopi alimentari, ma non per dei fini igienico-sanitari, pur sussistendo il rischio di contaminazione (come ad esempio, il lavarsi i denti); comunicare se sono stati eseguiti dei nuovi prelievi, ma anche specificare quando.

La necessità di una comunicazione tempestiva per residenti e visitatori

Il capogruppo dell’opposizione, Pasquale Mobrici, riprende i contenuti dell’interrogazione e afferma: «Sono quasi due settimane che il divieto di utilizzare l’acqua a scopo alimentare, imposto dal sindaco di Ricadi con un’ordinanza carente di motivazioni e pubblicità, continua a generare confusione e preoccupazione».

L’ordinanza, infatti, – ricorda l’interessato – «è stata diffusa esclusivamente online e non è stata accompagnata né dalla pubblicazione dei risultati delle analisi, né da una chiara spiegazione delle ragioni del provvedimento. Non un manifesto, un volantino o un comunicato alla cittadinanza per informare adeguatamente la popolazione. Oggi, mentre l’amministrazione è impegnata in eventi e manifestazioni, la maggior parte dei cittadini e dei turisti ignora totalmente il divieto».

Se, dunque, «come indicato nell’ordinanza, l’acqua comunale non è adatta per cucinare, lavare piatti, frutta e verdura e, di conseguenza, per l’igiene personale, è doveroso che il sindaco chiarisca i seguenti punti: quali sono le cause della contaminazione? Quali provvedimenti sono stati adottati per risolvere il problema? Quando e come si andranno a pubblicare le nuove analisi che certifichino il ritorno alla normalità? Chiediamo trasparenza e un’assunzione di responsabilità che tuteli la salute pubblica, informando tempestivamente tutti i residenti e i visitatori». Chiude Mobrici.

Il Comune di Ricadi
Tags: emergenza idricaNicola TripodiPasquale MobriciRicadi
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