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Home POLITICA

Parghelia: la minoranza sugli scudi: «Pronti alle dimissioni in massa»

Il gruppo “Guardare al Futuro” attacca a tutto campo la giunta Landro e rivendica le istanze del recente incontro con i cittadini

Di P. S.
1 Settembre 2026
In POLITICA
Il gruppo consiliare Guardare al Futuro durante l'incontro pubblico del 28 agosto scorso
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Reduce dal recente incontro pubblico del 28 agosto, il gruppo di “Guardare al Futuro” sferra dei nuovi attacchi alla giunta comunale di Parghelia e al sindaco Antonio Landro. In primis, commentando positivamente il confronto con i cittadini, la minoranza scrive: «Venerdì scorso abbiamo incontrato i cittadini per parlare di ciò che sta accadendo a Parghelia».

«È stata una presenza straordinaria e partecipe, che per noi rappresenta una risposta chiara a chi continua a pensare che bastino comunicati sui social per raccontare una realtà diversa da quella che i cittadini vivono ogni giorno. Il sindaco – fa notare la minoranza – ha scelto di non partecipare al confronto pubblico, organizzato dal nostro gruppo consiliare, dopo aver ostacolato anche la richiesta di un Consiglio Comunale aperto sui temi della salute pubblica e della gestione del territorio. Il confronto con i cittadini, – aggiungono con una battuta – evidentemente, fa più paura dei comunicati o dei comizi solitari».

L’appello alla segreteria comunale e alla Prefettura

La minoranza, soprattutto, difende il proprio ruolo di vigilanza, di denuncia e proposta. «Il diritto dei consiglieri comunali, di conoscere gli atti dell’Ente, – sottolineano – però, non è una concessione dell’amministrazione comunale, è uno strumento fondamentale della democrazia e una condizione necessaria per poter esercitare pienamente il mandato ricevuto dai cittadini. Se la segreteria comunale e la Prefettura di Vibo non dovessero intervenire, per garantire l’esercizio delle nostre prerogative, saremo costretti a trarre le dovute conseguenze politiche».

Partendo da questo concetto, la minoranza lancia un’ipotesi forte e di protesta: ovvero, le possibili dimissioni di massa dell’intero gruppo consiliare. Ipotesi, che a detta dei consiglieri, potrebbe diventare realtà già nelle prossime settimane. «Non è una minaccia – precisano – è una scelta politica che siamo pronti ad assumere, perché riteniamo che siano venute meno le condizioni minime per esercitare il mandato che i cittadini ci hanno affidato, ma una cosa dev’essere chiara: eventuali dimissioni non significheranno abbandonare Parghelia. Noi- precisano -continueremo a stare tra la gente, a difendere il territorio, a denunciare ciò che riteniamo sbagliato e a proporre soluzioni. Perché un incarico elettivo può finire. Il dovere verso la propria comunità, no».

Acqua: quando la trasparenza diventa un problema

In merito al tema acqua, il gruppo dichiara: «Abbiamo ricostruito la vicenda dell’emergenza idrica con la preziosa collaborazione di Luciano Gagliardi del sodalizio “Acqua Pubblica”, affrontando anche il tema dei rischi legati all’iperclorazione. Per questo – si legge nella nota della minoranza – abbiamo proposto una compensazione o comunque un ristoro, per il periodo di non potabilità dell’acqua. Ora vedremo se il Consiglio Comunale vorrà almeno discutere questa proposta. Il 23 giugno i campionamenti Arpacal hanno rilevato delle non conformità microbiologiche. Il 25 giugno – proseguono – è stata emanata l’ordinanza n. 19, che vietava l’utilizzo dell’acqua per fini alimentari e igienici. Eppure, durante tutto il periodo del divieto, diverse fontane pubbliche sono rimaste aperte senza un’adeguata segnaletica, con cittadini e turisti che continuavano a utilizzarle e, in alcuni casi, a bere tranquillamente. Una situazione che pone un evidente problema di tutela della salute pubblica».

Per quanto riguarda l’ordinanza numero 23, del 17 agosto, “Guardare al Futuro” ricorda che il divieto è stato revocato sulla base dei referti di autocontrollo, prodotti da un laboratorio privato, SAI S.r.l. Al contempo, l’opposizione pone uno specifico interrogativo e lo rivolge al primo cittadino di Parghelia: «il sindaco ha deciso anche di scavalcare le autorità preposte alla tutela della salute pubblica?».

Dito puntato contro il sindaco Landro

«Il Sindaco – scrive la minoranza – può certamente adottare, in via preventiva e a tutela della popolazione, un’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua, ma quando si tratta di revocare un divieto legato alla potabilità e dichiarare nuovamente l’acqua utilizzabile, è necessario che il procedimento si concluda con le verifiche e i riscontri delle autorità sanitarie competenti. Dagli atti che sono in nostro possesso, non emerge, prima della revoca, una verifica sanitaria integrativa né un espresso riscontro dell’Asp/Sian. Se questi passaggi non sono stati effettuati, il Sindaco si è assunto direttamente la responsabilità di dichiarare nuovamente potabile un’acqua che era stata vietata per ragioni di natura sanitaria?»

Il gruppo, inoltre, il 20 luglio, aveva presentato un’istanza di accesso agli atti, chiedendo la documentazione e i registri relativi alla gestione dell’emergenza, ma senza avere ad oggi un riscontro. In tal senso, “Guardare al Futuro” ha già formalizzato un esposto via Pec al Prefetto di Vibo Valentia.

Cis “svelare bellezza”: il progresso non può cancellare la memoria

Tra i punti affrontati dall’opposizione, c’è anche quello di alcuni interventi del Cis “Svelare Bellezza”. A tal proposito, i consiglieri sostengono: «L’avvocato Alessandro Caruso Frezza, di Italia Nostra, ha illustrato i rischi legati ai lavori del Cis “Svelare Bellezza” sul corso principale. Il progetto riguarda circa 1.451 m² e prevede la rimozione di elementi storici degli anni Venti, durante la ricostruzione del paese dopo il terremoto. Il rischio è quello di cancellare elementi che raccontano la storia di Parghelia. Per questo – prosegue la nota – Italia Nostra, supportata da relazioni specialistiche e dagli studi dello storico Meligrana, ha avviato una procedura presso la Soprintendenza Sabap di Reggio Calabria, per la tutela dei cordoli, delle basole e delle scalinate in granito. Non è una battaglia contro il cambiamento, è una battaglia perché il cambiamento non cancelli la memoria».

Costa Dei Monaci: la Bandiera Blu non diventi un parafulmine

Una riflessione la minoranza la dedica anche alla vicenda della Costa dei Monaci ed afferma: «Tra il 17 e il 19 agosto, durante gli accertamenti effettuati nell’area da carabinieri, Arpacal e Procura, sono emerse criticità negli impianti di sollevamento fognario e uno sversamento di reflui non depurati. Il 19 agosto, con ordinanza numero 22, il sindaco ha riconosciuto una criticità igienico-ambientale e disposto degli interventi di autospurgo e bonifica. Il divieto di balneazione, però, non è arrivato. Soltanto dopo i campionamenti straordinari, effettuati da Arpacal il 20 agosto, il giorno dopo è stata emanata l’ordinanza numero 24, che vietava la balneazione nel tratto “Sabbie Bianche/Fornaci”: un divieto – chiosa la minoranza – arrivato quattro giorni dopo l’inizio degli accertamenti sul guasto.E tutto questo accade in un territorio che l’amministrazione presenta anche attraverso la Bandiera Blu».

«Lo diciamo chiaramente, – dichiara l’intero gruppo – il futuro turistico di Parghelia non può dipendere da una bandiera. La Bandiera Blu può rappresentare un riconoscimento positivo, ma non può diventare un parafulmine per nascondere o minimizzare le criticità del territorio. Il turismo di Parghelia nasce anche dalla capacità di inserirsi nel sistema turistico della Costa degli Dei, con Tropea come principale motore di attrazione dell’intera area. La vera sfida non è sventolare una bandiera, è difendere ciò che quella bandiera dovrebbe rappresentare: mare pulito, ambiente sano, servizi efficienti e territorio tutelato».

Le deleghe e l’assunzione delle responsabilità politiche

Un duro affondo finale arriva anche sulle deleghe. La minoranza, infatti, afferma: «Il sindaco Landro ha scelto di assumere direttamente le deleghe al servizio idrico e alla vigilanza sul territorio. Chi decide di accentrare su di sé queste responsabilità – dichiarano – deve anche assumersi il peso politico delle scelte compiute e delle emergenze che si verificano nei settori di cui mantiene la responsabilità».

«Eppure, – proseguono i consiglieri – davanti alle criticità nessun consigliere di maggioranza ha alzato una mano per difendere la salute ed il territorio, a noi non sembra normale tutto ciò? Nel frattempo, la determinazione numero 106 ha stanziato 5.709,60 euro per il monitoraggio biennale della sola rete idrica, senza un analogo piano strutturato e continuativo per la rete fognaria e gli impianti di sollevamento. Questo è il problema: si interviene soltanto quando l’emergenza esplode, invece di prevenire ciò che può essere programmato e monitorato».

Le proposte di “Guardare al Futuro”

In sintesi, le proposte che la minoranza rivendica sono le seguenti: una Centrale di Controllo Unica per gli scarichi e gli impianti di sollevamento; un Piano di Monitoraggio Fognario che sia continuo e programmato; la progettazione e realizzazione di due nuovi pozzi comunali per fronteggiare la carenza idrica, tema già denunciato da tempo. Intanto, il dibattito continua ad essere accesso con la giunta comunale. Intanto, l’ipotesi di dimissioni di “Guardare al Futuro”, rimane del tutto aperta.

Tags: Consiglio comunaleGuardare al FuturoParghelia
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