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Home POLITICA

Comune Vibo, scontro sul portierato. Arriva la controreplica della Petracca: «Servono chiarezza e coerenza»

La consigliera del Gruppo Misto critica il servizio di portierato passivo e chiede chiarimenti sui circa 25mila euro stanziati

Di P. S.
5 Ottobre 2026
In POLITICA
Il Comune di Vibo Valentia

Il Comune di Vibo Valentia

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Prosegue il durissimo scontro tra la consigliera comunale del “Gruppo Misto”, Antonella Petracca, e l’amministrazione comunale di Vibo Valentia. Al centro della questione c’è l’attuale sistema di portierato. Un servizio che, a detta della consigliera, è in funzione a fasi alterne. Pertanto, Antonella Petracca parla a chiare lettere di attacchi personali e di vuoto amministrativo.

Un passo indietro

Tutto era partito da una nota in cui la consigliera alzava l’attenzione su questo servizio, ma manifestando molteplici dubbi sulla validità del portierato attuale e sulla spesa pubblica che esso ha prodotto per le casse comunali. Una presa di posizione che ha spinto la giunta Romeo a rispondere con un apposito comunicato pubblico. Puntuale arriva la controreplica della consigliera che, rispondendo alle critiche ricevute,

«Definirmi “specialista della tecnica del far finta di non sapere” – chiosa dunque oggi la consigliera – è un maldestro tentativo di sviare l’attenzione della cittadinanza dal vero nodo politico. Quando un’amministrazione risponde con offese personali, significa che si è toccato un tasto dolente. Se il tema è la sicurezza, perché non una guardia giurata invece di un portierato a singhiozzo, attingendo a risorse e a dei capitoli di bilancio con delibere non chiare? Prima di parlare di sicurezza – aggiunge – sarebbe bene spiegare ai cittadini una differenza che è fondamentale: il portierato passivo non è vigilanza armata».

Giudicata inadeguata la funzione del portierato passivo

La consigliera comunale si sofferma poi sulla figura delle guardie giurate e traccia una netta distinzione. Infatti, dichiara: «Le guardie particolari giurate sono dei professionisti decretati dalla Prefettura, formati per la sicurezza sussidiaria, dotati di armi ed autorizzati a reagire e ad intervenire direttamente in caso di pericolo. Il portierato passivo non richiede alcun censimento o autorizzazione prefettizia e non ha alcun potere di intervento. Di fronte a una reale emergenza, l’operatore privato non può fare nulla di diverso da ciò che svolgevano già, in modo egregio ed efficiente, i dipendenti comunali: chiamare le forze dell’ordine. Si spende una cifra importante per un servizio che non aggiunge un solo grammo di sicurezza reale in più».

E ancora: «Quindi, quando l’amministrazione giustifica i circa 25mila euro, parlando di sicurezza, deve dire chiaramente ai cittadini quale sicurezza sta acquistando. E la domanda è ancora più importante alla luce di ciò che è accaduto: l’aggressione al dirigente Nocita, l’incendio della sua automobile, la lettera intimidatoria all’assessore Talarico e anche il proiettile ritrovato nei bagni del Municipio».

Polizia Municipale con due pesi e due misure

Poi, proseguendo: «Quando si è parlato di utilizzare la Polizia Municipale per presidiare Palazzo Razza, – ricorda sempre la Petracca – la risposta è stata: non ci sono abbastanza uomini, gli agenti servono sul territorio. Poi, però, su decisione del sindaco Romeo, gli stessi agenti sono stati utilizzati per accompagnare il dirigente Nocita dalla stazione di Pizzo al Comune e viceversa. E sia chiaro, nessuno mette in discussione la necessità di tutelare il dirigente Nocita, ma allora la domanda è inevitabile: la polizia municipale è davvero troppo impegnata per presidiare il municipio? Oppure è disponibile quando il sindaco decide che una determinata esigenza viene prima delle altre? Perché non può essere contemporaneamente insufficiente e disponibile. Se la sicurezza giustifica l’impiego della polizia municipale, per accompagnare un dirigente vittima di intimidazioni – evidenzia la consigliera -perché non giustifica almeno la valutazione di un presidio dentro il Municipio, dove è stato addirittura ritrovato un proiettile?».

Valutazione negativa anche per la delibera comunale

Per la consigliera, «oggi l’amministrazione ci spiega con grande chiarezza che si tratta di “portierato passivo”. Peccato che questa chiarezza non fosse altrettanto evidente nell’atto originario. La realtà è che ci troviamo di fronte a una delibera opaca e non chiara, inserita tra le pieghe del bilancio. Sfido chiunque, leggendo la deliberazione – ha continuato – a capire immediatamente che si stava introducendo un servizio di portierato passivo per il Municipio. E questa non è una questione di “memoria corta”. È una questione di trasparenza. Questa amministrazione è molto capace nel far emergere, a posteriori, il significato delle proprie scelte».

«La sicurezza è una priorità sempre?»

Infine, per la Petracca, «sarebbe altrettanto apprezzabile se fosse altrettanto chiara prima, quando quelle scelte vengono deliberate e si spendono soldi pubblici. Quindi, prima di parlare della memoria della consigliera Antonella Petracca – la chiosa – sarebbe forse meglio parlare della chiarezza degli atti dell’amministrazione. Perché alla fine la domanda è una sola: la sicurezza è una priorità sempre, oppure diventa una priorità soltanto quando decide il sindaco? Questa non è una questione di memoria, è una questione di coerenza!», ribatte in chiusura di intervento la referente del “Gruppo Misto”.

Tags: portierato comune viboVibo
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