La scadenza del 24 novembre si avvicina e, per i 321 precari ex tirocinanti in Calabria del Ministero della Cultura, non risulta ancora una proroga dei contratti a tempo determinato. Una situazione che rischia di lasciare senza occupazione lavoratrici e lavoratori che negli ultimi anni hanno contribuito alle attività dei siti culturali nelle diverse province della Calabria.
A lanciare l’allarme è Ernesto Alecci, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, che sollecita il Governo regionale ad attivarsi, anche nei confronti dell’esecutivo nazionale, per individuare una soluzione capace di garantire continuità lavorativa a queste figure professionali.
Alecci: «Manca pochissimo alla scadenza dei contratti»
Il consigliere regionale richiama l’attenzione sulla data del 24 novembre, quando termineranno i contratti dei 321 lavoratori, evidenziando le conseguenze occupazionali e sociali di un mancato rinnovo.
«Manca pochissimo alla scadenza dei contratti a tempo determinato dei 321 precari ex tirocinanti calabresi del Ministero della Cultura, fissata per il 24 novembre. Contratti per cui ad oggi non risulta alcuna proroga con la sempre più probabile conseguenza di lasciare a casa madri e padri di famiglia che per tanto tempo hanno dato un contributo importante all’interno dei nostri siti culturali in tutte le province calabresi», ha dichiarato Alecci.
«Il rischio paralisi per musei e siti archeologici»
La questione, secondo Alecci, non riguarda soltanto il futuro occupazionale dei lavoratori, ma anche la capacità della Calabria di garantire l’apertura e la valorizzazione del proprio patrimonio culturale.
Il mancato rinnovo per i precari della cultura in Calabria potrebbe infatti avere ripercussioni sull’operatività di musei e siti archeologici, con effetti anche sulle strategie di sviluppo turistico. Il capogruppo dem sottolinea in particolare il ruolo della cultura nella destagionalizzazione dei flussi, per rendere l’offerta regionale meno dipendente dal turismo balneare e dai mesi estivi.
«Perché il grave rovescio della medaglia di questa scadenza è, appunto, il rischio paralisi per tanti musei e siti archeologici calabresi che dovrebbero essere necessariamente quel “tesoro” da valorizzare per riuscire finalmente a destagionalizzare il nostro turismo ancora troppo legato al mare e alla bella stagione. E anche il turismo estivo, senza una vera e propria proposta culturale, rischia di rimanere delimitato nelle zone più strettamente costiere», ha detto.
L’appello alla Regione: «Trovare loro una occupazione dignitosa e duratura»
Alecci chiede quindi alla Regione Calabria di percorrere tutte le strade possibili per tutelare i lavoratori e salvaguardare un settore considerato strategico per lo sviluppo del territorio.
«Queste figure sono importanti per la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale. Occorre trovare loro una occupazione dignitosa e duratura. Il Governo regionale deve fare tutto il possibile. Una Regione che non investe in cultura, ha perso in partenza!», ha asserito Alecci.
Il consigliere regionale ribadisce infine la necessità di un impegno istituzionale concreto, sia a livello regionale sia a Roma, per assicurare un futuro professionale ai lavoratori e continuità ai servizi di valorizzazione del patrimonio culturale calabrese.
«È importante comprendere fino in fondo l’apporto di queste figure e battere tutte le strade possibili per provare a dar loro un futuro dignitoso e sicuro, in modo che possano contribuire allo sviluppo di questo ambito importante per la Calabria. Il Governo regionale deve fare tutto il possibile, qui e a Roma, per salvaguardare il suo patrimonio culturale e le persone che ogni giorno con il loro servizio lo rendono accessibile e lo valorizzano. Una Regione che non investe in cultura, ha perso in partenza!», ha concluso.
























