Il blocco degli autotrasportatori previsto dal 16 al 20 ottobre accende il confronto con il Governo. A intervenire è il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che attraverso un post sui social ha espresso contrarietà alle iniziative che impediscono la circolazione dei mezzi e la distribuzione dei prodotti.
«Manifestare è lecito e degno di rispetto, bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato», ha scritto il ministro, distinguendo il diritto di protesta dalle azioni che possono ostacolare il trasporto delle merci.
Lollobrigida sulla protesta: «A rischio approvvigionamenti e prezzi»
Nel suo intervento, Lollobrigida ha sottolineato le possibili conseguenze dei blocchi sulla filiera commerciale e sui consumatori, richiamando l’attenzione sui rischi per l’approvvigionamento dei punti vendita.
«Rispetto le istanze di tutti, ma considero grave e intollerabile che milioni di italiani rischino, a causa di blocchi stradali, di vedere negozi privi di merce o con prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie», ha dichiarato.
Il ministro ha quindi rivolto un appello ai manifestanti affinché venga garantita la libera circolazione dei mezzi e la continuità delle forniture: «Invito a garantire la circolazione e gli approvvigionamenti. Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto.».
«Ci possono essere danni economici per le imprese»
Tra le preoccupazioni espresse dal titolare del dicastero dell’Agricoltura c’è anche il possibile deterioramento delle merci deperibili ferme sui camion. Una situazione che, secondo Lollobrigida, potrebbe tradursi in perdite economiche per le aziende, per i lavoratori del trasporto e per i cittadini.
«Molti prodotti presenti sui camion, fermati contro la volontà di chi li conduce, saranno inutilizzabili, arrecando un danno economico alle imprese, ai lavoratori del settore e ai cittadini tutti», ha scritto. La posizione del ministro è netta sul rispetto delle regole: «Non c’è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e, soprattutto, nel danneggiare altri cittadini».
























