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Ricadi, Chiesa di San Pietro chiusa da mesi al culto, accorato appello dei fedeli: «Si intervenga»

La chiusura in seguito al crollo di una parte della controsoffittatura. L’appello rivolto al parroco, al Comune e al vescovo e alle autorità diocesane

Di Pasquale Scordamaglia
20 Agosto 2026
In TERRITORIO
Ricadi Chiesa San Pietro

Due immagini della Chiesa di San Pietro

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«Quando potrà essere riaperta la Chiesa di San Pietro Apostolo?»: una domanda, questa, che è alquanto diffusa nel cuore e nell’animo dei fedeli di Ricadi. Tra quest’ultimi, infatti, aumenta la preoccupazione e l’esigenza di celeri interventi.

La Chiesa, in particolare, è stata da sempre uno degli edifici di culto più significativi del territorio, in quanto è chiusa ormai da non pochi mesi. La causa della chiusura è riconducibile a diverse criticità strutturali e conservative.

Tale situazione è emersa con evidenza poco prima della Pasqua, quando, in seguito al maltempo, si è verificato il crollo di una parte della controsoffittatura, esattamente nella piccola navata dell’altare di San Michele.

Il parroco, don Francesco Sicari, ha fin da subito richiesto un sopralluogo e, a seguito della verifica effettuata dai responsabili dell’Ufficio Tecnico della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, è stata ritenuta inevitabile la chiusura della Chiesa, con l’auspicio di procedere poi agli indispensabili lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione.

Nel corso del sopralluogo sono state riscontrate anche ulteriori criticità. All’interno delle navate, nel dettaglio, è risultata la presenza di infiltrazioni d’acqua che hanno provocato macchie in più punti del soffitto e fenomeni di distacco dell’intonaco. In varie parti dell’edificio, soprattutto in corrispondenza degli altari laterali, si è accertato il distacco di stucchi e il deterioramento delle decorazioni.

Necessari interventi anche alla torre campanaria

Particolarmente delicata è apparsa anche la situazione della torre campanaria, dove sono risultate delle crepe nelle murature e fenomeni che fanno pensare ad un crescente deterioramento delle strutture. A ciò si aggiungelo stato di conservazione della copertura: alcune tegole sono danneggiate e vanno a favorire infiltrazioni di acqua piovana, compromettendo i locali interni dell’edificio. Appare, evidente, dunque la necessità di un intervento importante e complessivo di ristrutturazione, che non si limiti a risolvere le emergenze più immediate, ma che permetta di restituire alla comunità una Chiesa sicura, dignitosa e adeguatamente conservata.

Un patrimonio di fede, storia e arte

La Chiesa di S. Pietro Apostolo, sita in Via Garibaldi a Ricadi, rappresenta molto più di un semplice luogo di culto. È una struttura che, tra l’altro, è profondamente radicata nella storia e nella vita di tutta la comunità parrocchiale di Ricadi. Non si conosce con certezza la data della sua costruzione, anche se si presume che l’impianto originario risalga ai primi anni dell’Ottocento. L’edificio, ampio e solenne nelle sue linee architettoniche, fu ricostruito dopo il terremoto del 1905. Il campanile e la facciata principale, invece, vennero completamente rifatti, rispettando comunque l’impostazione che il tempio assunse nella seconda metà del XIX secolo, durante il ministero del parroco don Pasquale Petracca.

La Chiesa presenta una navata centrale e due navate laterali, con un presbiterio sopraelevato. La sua copertura è costituita da capriate in legno, con sovrastante manto di tegole, mentre le fondazioni e la struttura portante sono prodotte in muratura di pietrame misto. La pavimentazione è costituita da piastrelle rettangolari di marmo beige. Al suo interno, in più, è custodito un patrimonio artistico e devozionale di particolare interesse. Nell’ampio spazio presbiterale si trova la Madonna di Romania, icona del XVII secolo che riproduce l’originale tavola, venerata nella Cattedrale di Tropea.

Molteplici le opere presenti nell’edificio

Numerose, inoltre, sono le opere che impreziosiscono l’edificio: tra queste troviamo l’antica tela della Madonna del Rosario, attribuita a Giuseppe Gaetano Grimaldi, pittore tropeano del XVIII secolo; una Resurrezione di Agostino Petracca, pittore ricadese del XIX secolo; un’antica tela che raffigura San Pietro, attribuita a Jacopo Negretti, detto Palma il Vecchio; le statue della Madonna del Carmine e di San Giuseppe, entrambe del XIX secolo; l’Assunta di Chiarello del 1929; la tela di San Nicola del 1849; la scultura lignea del Gesù Bambino dormiente, del XVIII secolo; il prezioso tabernacolo in marmi policromi del XVIII secolo; la fonte dell’acqua santa, datata 1621; le formelle della Via Crucis dello scultore romano Angelo Fattinnanzi e un organo a canne di Domenico Pitillo del 1837. A queste opere se ne aggiungono altre più recenti, come il Crocifisso murale e la statua di Santa Rita. Si tratta di un patrimonio che, proprio per la sua importanza religiosa, storica e artistica, va difeso e consegnato alle future generazioni.

L’appello dei fedeli per la riapertura

La chiusura della Chiesa, come accennato in precedenza, sta suscitando sentimenti di tristezza tra i non pochi fedeli della comunità. La Chiesa è stata da sempre un punto di riferimento assoluto per loro, oltre ad essere casa della preghiera, luogo delle celebrazioni, delle feste, dei sacramenti e degli incontri della comunità.

Per questo motivo, con rispetto e con decisione, i fedeli si rivolgono al parroco don Francesco Sicari, riconoscendo il grande lavoro che sta portando avanti a Ricadi, fin dal giorno del suo insediamento. Un parroco instancabile, impegnato quotidianamente nella vita pastorale e nella cura della comunità, ma che spesso deve fare i conti anche con dei problemi strutturali ed economici. Difficoltà che rischiano di scoraggiare anche chi dedica tutte le proprie energie al servizio della parrocchia.

Ad avere bisogno di interventi non c’è soltanto la Chiesa di San Pietro; anche la bella e ampia casa parrocchiale, infatti,necessita di importanti lavori per poter essere nuovamente utilizzata. Una situazione testimoniata dai fedeli e che permetterebbe al parroco di abitare stabilmente in paese e di essere ancora più vicino alla comunità.

La richiesta dei fedeli è indirizzata anche a tutte le autorità diocesane, al Vescovo Attilio Nostro e al direttore dell’Ufficio Tecnico della Diocesi, affinché questa situazione sia affrontata con attenzione, ma anche individuando al più presto le risorse e le soluzioni tecniche necessarie. I fedeli ricadesi, come se non bastasse, chiedono il coinvolgimento del sindaco Domenico Locane e della giunta comunale di Ricadi.

«Una Chiesa così importante per la storia e l’identità del paese – dichiarano – non può rimanere chiusa indefinitamente. È un appello che non vuole essere polemico, ma vuole esprimere il desiderio di una comunità che non intende rassegnarsi. Ogni Chiesa chiusa in un paese è un passo indietro. È una sconfitta per tutta la comunità. Una Chiesa non è solo un edificio da conservare, è la casa di Dio, ma è anche la casa di una comunità: il luogo in cui ci si ritrova per pregare, per celebrare l’Eucaristia, ricevere i sacramenti, accompagnare i momenti più importanti della vita e condividere gioie e dolori».

Auspicata una collaborazione tra istituzioni amministrative e religiose

I fedeli di Ricadi poi aggiungono: «La Chiesa di San Pietro deve tornare a vivere. Serve un progetto, servono risorse, serve la collaborazione di tutti e, soprattutto, serve la volontà di intervenire. Restituire San Pietro al culto, significherebbe restituire alla comunità non soltanto una chiesa, ma un pezzo della propria storia, della propria identità e della propria vita spirituale. L’auspicio – sottolineano infine – è che, attraverso la collaborazione tra diocesi, parrocchia, Comune e comunità di fedeli, possa presto rinascere una nuova stagione per questo importante luogo di fede, in modo che le porte di San Pietro tornino ad aprirsi e affinché il suono delle campane possa nuovamente accompagnare la vita di Ricadi».

Tags: Chiesa San PietroFedeliRicadi
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