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Home SANITÀ

Sanità calabrese. Piperno (Smi) boccia l’intesa tra “Azienda Zero” e le Asp: «Sistema ibrido»

La delegata del Sindacato Medici Italiani esamina le attività per l’emergenza - urgenza extra ospedaliera

Di P. S.
24 Dicembre 2025
In SANITÀ
Alessia Piperno e l'ingresso del Pronto soccorso dello "Jazzolino"

Alessia Piperno e l'ingresso del Pronto soccorso dello "Jazzolino"

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Alessia Piperno, medico del Suem 118 e delegata provinciale del Sindacato Medici Italiani, torna a parlare dell’ente regionale “Azienda Zero” e, nello specifico, della convezione che è stata firmata l’11 ottobre 2023 e stipulata con le Asp della Regione Calabria. La Piperno traccia un’analisi dettagliata e che mette in discussione i vari punti della convezione, tenendo conto degli obiettivi e delle attività per l’emergenza-urgenza extra-ospedaliera. Inoltre, il Sindacato Medici Italiani di Vibo, definisce un “pasticcio” questo accordo tra diritti calpestati e rischio caos per medici ed infermieri.

Un sistema ibrido che non tutela il settore sanitario

«La recente convenzione tra Azienda Zero e gli enti sanitari della Regione Calabria – dichiara la delegata Alessia Piperno – solleva un polverone di dubbi e di preoccupazioni. Dietro sigle tecniche e burocrazia, si nasconde un sistema ibrido e che rischia di mandare in tilt la gestione del personale sanitario, privando i lavoratori delle tutele previste dai contratti nazionali (Ccnl). Infatti, – afferma la Piperno – dopo un’attenta analisi tecnica del documento, emergono gravità che potrebbero mettere a rischio il nostro sistema sanitario».

Regole poco chiare con stipendi e premi a rischio illegittimità

La delegata dello Smi di Vibo, in particolare, si inizia a soffermare sulla creazione di bonus e di nuove indennità, decisi unilateralmente dalla Regione Calabria o da Azienda Zero. Tuttavia, per legge, lo stipendio può essere deciso solo dai contratti nazionali. Pagamenti extra che, secondo lo Smi, potrebbero essere considerati illegittimi dalla Corte dei Conti, esponendo i dirigenti a gravi sanzioni e creandodifferenze di trattamento ingiustificate tra colleghi che svolgono lo stesso lavoro.

Chi è il vero capo? Il caos dei “due padroni”

La delegata Smi poi va ad analizzare un altro elemento: «Si crea una situazione paradossale: un medico o un infermiere rimane dipendente della propria Asp, ma deve ubbidire agli ordini di un’altra azienda (Asp Cosenza per conto di Azienda Zero). Chi autorizzerà le ferie? Chi deciderà l’orario? Questa ambiguità crea un conflitto di doveri che, non solo confonde il lavoratore, ma rischia di paralizzare l’operatività quotidiana».

Valutazioni “al buio”

Un ulteriore aspetto, ritenuto negativo dallo Smi, è quello del premio di produttività, il quale verrà deciso da dirigenti di un’azienda diversa da quella di appartenenza. «In pratica, chi ti valuta – fa notare la Piperno – non è chi ti paga e non conosce i fondi del tuo ente. Un sistema che apre le porte a migliaia di ricorsi legali e che viola il principio di trasparenza».

Sanzioni disciplinari e privacy in pericolo

«Il potere di sanzionare i lavoratori – precisa la sindacalista – diventa un “triangolo” pericoloso tra aziende diverse. Questo passaggio di carte ed informazioni sensibili, non solo mette a rischio la privacy dei dipendenti, ma è così macchinoso, che potrebbe far saltare i tempi tecnici previsti dalla legge, rendendo nulle le sanzioni o, peggio ancora, calpestando il diritto di difesa del lavoratore».

Trasferimenti forzati ed orari senza limiti

«La convenzione – come sottolinea il sindacato – permette di spostare il personale da una parte all’altra della Regione quasi a piacimento, superando il limite di 50 km previsto dai contratti. Inoltre, si parla di “estrema flessibilità” dell’orario: un termine vago e che rischia di ignorare i turni di riposo obbligatori (11 ore) ed i limiti di 48 ore settimanali, mettendo a rischio la salute dei medici e, di conseguenza, la sicurezza dei pazienti». Sintetizzando al meglio i limiti della suddetta convenzione, Alessia Piperno parla di «un sistema di “lavoro in affitto” tra enti pubblici, che non ha basi legali solide e che espone la sanità calabrese ad una valanga di cause in tribunale».

Criticità che colpiscono i lavoratori  e i cittadini calabresi

«L’impatto di queste criticità – si legge nella nota dello Smi vibonese – non si ferma soltanto ai lavoratori, ma rischia di tradursi in un serio peggioramento della qualità e della sicurezza delle cure per i cittadini calabresi». Criticità che il Sindacato Medici Italiani suddivide in 5 punti.

1 – Riduzione della sicurezza delle cure

«La flessibilità degli orari che ignora i riposi obbligatori di 11 ore ed i limiti delle 48 ore settimanali, può portare ad una forte stanchezza di medici, infermieri ed autisti del Suem 118. Un personale sanitario esausto è più soggetto a commettere errori clinici, mettendo a rischio l’incolumità dei pazienti».

2 – Discontinuità assistenziale e caos organizzativo

«La confusione su chi debba dare ordini o autorizzare le attività (“conflitto di doveri”), può generare ritardi operativi. Se il coordinatore di un’azienda dà disposizioni che contrastano con quelle dell’azienda di appartenenza, a risentirne sono la velocità e anche l’efficacia del soccorso».

3 – Personale demotivato

«La possibilità di allontanare o trasferire personale per presunte carenze professionali, senza seguire i percorsi di formazione e l’affiancamento, previsti dai contratti, rischia di svuotare il Suem 118 di medici con competenze preziose o di creare un clima di precarietà che potrebbe allontanare i professionisti dalla Regione Calabria».

4 – Paralisi dei servizi a causa dei ricorsi legali

«L’alto rischio di contenziosi legali e di interventi della Corte dei Conti per “danno erariale”, potrebbe portare al blocco di fondi ed attività amministrative. Quando un’amministrazione è sommersa dai ricorsi per valutazioni o sanzioni illegittime, le risorse e le energie vengono sottratte al miglioramento dei servizi sanitari».

5 – Trattamento disomogeneo sul territorio

«La mobilità d’ufficio forzata e l’impiego di personale, al di fuori della propria competenza territoriale, possono creare buchi assistenziali in alcune zone a favore di altre, non garantendo un accesso equo e stabile alle cure per tutti i cittadini calabresi».

Richiesta una modifica complessiva della convenzione

Sulla base dell’analisi fatta, Alessia Piperno lancia una proposta ad “Azienda Zero” e, ancor prima, sostiene: «Un sistema che non tutela i diritti e la chiarezza organizzativa di chi cura, finisce inevitabilmente per danneggiare chi ha bisogno di essere curato». Poi aggiunge – «Non si può migliorare la sanità, togliendo certezze a chi ci lavora ogni giorno. Il Sindacato Medici Italiani chiede che la convenzione venga immediatamente rivista per rispettare i diritti dei lavoratori e la legalità amministrativa».

Tags: Alessia PipernoAsp calabresiAzienda zeroSanità calabrese
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