Le organizzazioni sindacali NIdiL Cgil, Felsa Cisl e Uil Temp lanciano l’allarme sulla situazione dei Tirocini di inclusione sociale (Tis) in Calabria, chiedendo un confronto immediato con la Regione per affrontare le criticità ancora aperte.
Dopo una segreteria unitaria, i rappresentanti sindacali – Ivan Ferraro (NIdiL Cgil), Gianni Tripoli (Felsa Cisl) e Paolo Cretella (UilTemp) – riconoscono i primi segnali positivi: in queste settimane sono infatti partite le prime assunzioni a tempo indeterminato, segno che il percorso avviato con la Regione Calabria sta producendo risultati concreti.
«Risultati importanti, ma non basta»
«Si tratta di un passaggio importante che riconosce il lavoro svolto e rafforza la direzione intrapresa», spiegano i sindacati, sottolineando però come resti ancora ampia la platea di lavoratori in attesa.
Molti tirocinanti, infatti, non hanno ancora sottoscritto alcun contratto, in attesa delle graduatorie definitive da parte dei Centri per l’Impiego e delle successive assunzioni da parte degli enti locali.
Il nodo degli esclusi: fino a mille lavoratori a rischio
La situazione più critica riguarda i lavoratori che non rientreranno nei percorsi di stabilizzazione. Secondo le stime sindacali, il bacino degli esclusi potrebbe oscillare tra 800 e 1.100 persone.
Si tratta, spiegano le organizzazioni, di centinaia di persone già uscite dai tirocini nei mesi scorsi e prese in carico dai Centri per l’Impiego per percorsi formativi in fase di avvio, ma anche di lavoratori che non hanno ancora percepito alcuna indennità e per i quali viene richiesto l’anticipo della tantum da 2.000 euro prima delle festività pasquali. A questi si aggiungono ulteriori unità provenienti da Comuni in dissesto o pre-dissesto o escluse dalle graduatorie.
Le richieste alla Regione
I sindacati chiedono interventi immediati alla Regione Calabria per evitare che centinaia di lavoratori restino senza prospettive.
«È indispensabile costruire un percorso certo, rapido e strutturato, che vada oltre la sola formazione e garantisca una reale prospettiva occupazionale», sottolineano.
Tra le priorità indicate ci sono l’accelerazione dei percorsi formativi, anche nell’ambito del programma Gol, la definizione di soluzioni concrete con tempi certi per tutti i lavoratori esclusi e la risoluzione del problema delle indennità non percepite.
Le altre vertenze aperte
Nel documento vengono evidenziate anche ulteriori situazioni da affrontare. In particolare, i lavoratori della legge 6 impiegati presso Fincalabra, per i quali è stata prevista una proroga fino a settembre, necessitano di un intervento normativo che consenta la stabilizzazione delle 38 unità attualmente con contratto di collaborazione.
Richiamata anche l’attenzione sui lavoratori delle leggi regionali 40 e 15, soprattutto quelli impegnati nei Parchi, per i quali i sindacati chiedono il rispetto degli impegni già assunti e la definizione dei percorsi annunciati.
L’appello a Occhiuto e Calabrese
Alla luce di queste criticità, Ivan Ferraro, Gianni Tripoli e Paolo Cretella chiedono un incontro urgente al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese.
«Non bisogna lasciare indietro nessun lavoratore: è necessario completare un percorso che garantisca stabilità, dignità e prospettive reali a tutti», concludono i rappresentanti sindacali.

























