Le segreterie regionali di NIdiL Cgil, Felsa Cisl e UilTemp esprimono «forte preoccupazione» per alcune criticità emerse durante l’incontro svoltosi ieri con la Regione Calabria sulla vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis). In particolare, i sindacati puntano l’attenzione sui lavoratori rimasti esclusi dalle attuali procedure e dai percorsi di formazione.
Secondo le organizzazioni sindacali, «è necessario intervenire subito per evitare nuove sacche di precarietà» all’interno di un percorso che, pur mostrando segnali positivi, non garantisce ancora risposte a tutto il bacino coinvolto.
I numeri presentati alla Regione
Nel corso del confronto con il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria è stato illustrato un quadro aggiornato delle procedure, frutto di un dialogo costante tra istituzioni e sindacati. I dati confermano che i Centri per l’Impiego hanno avviato le attività previste, con 472 avvisi approvati, 262 amministrazioni coinvolte e 1.729 unità di personale da avviare.
Un risultato che, per NIdiL, Felsa e UilTemp, dimostra come «quando gli impegni vengono assunti e rispettati, il percorso di stabilizzazione può finalmente entrare in una fase operativa».
Verso la contrattualizzazione di oltre 1.700 lavoratori
Le sigle sindacali sottolineano che l’attuale fase porterà, «nel giro di poche settimane», alla contrattualizzazione di più di 1.700 lavoratori, segnando un passaggio concreto e atteso da anni all’interno di una vertenza complessa.
«È un passaggio significativo – evidenziano – che conferma la validità del percorso intrapreso e la possibilità di arrivare a risultati tangibili».
Formazione Gol e stabilizzazione: un percorso da completare
Parallelamente alle procedure di assunzione, con il rilascio delle linee guida ai Centri per l’Impiego, nelle prossime settimane prenderanno avvio i percorsi di formazione Gol. Un passaggio ritenuto fondamentale, ma che – avvertono i sindacati – deve accompagnarsi alla «costruzione condivisa di una soluzione» per completare la stabilizzazione dell’intero bacino dei Tis.
L’obiettivo indicato è chiaro: «garantire a tutti i tirocinanti continuità di reddito e di prospettiva», senza creare disparità tra chi accede alle nuove misure e chi ne resta fuori.
Il nodo degli esclusi dalle procedure
Accanto ai passi avanti, permane però quella che i sindacati definiscono «una situazione inaccettabile». Attualmente risultano 73 lavoratori esclusi, fuoriusciti nei mesi di ottobre e novembre, per i quali sono state segnalate criticità tecniche e finanziarie che impediscono l’immediato inserimento nei percorsi Gol.
A questi si aggiungeranno, secondo NIdiL Cgil, Felsa Cisl e UilTemp, «tutti coloro che non verranno assunti in questa fase dalle amministrazioni», ampliando ulteriormente il bacino dei lavoratori senza tutele.
La richiesta: copertura economica e tempi certi
Le organizzazioni sindacali chiedono che anche ai lavoratori esclusi sia garantito l’accesso alla formazione, assicurando una copertura economica complessiva di circa 4.200 euro per sei mesi, con la relativa anticipazione delle somme, «così come già avvenuto per gli altri partecipanti».
Al tempo stesso, viene sollecitata un’accelerazione sull’avvio dei corsi: «Ogni ulteriore rinvio rischia di allontanare l’obiettivo condiviso di giugno 2026 come termine del percorso di stabilizzazione».
L’obiettivo finale: chiudere il precariato
Nel documento firmato da Ivan Ferraro (NIdiL Cgil), Gianni Tripoli (Felsa Cisl) e Paolo Cretella (UilTemp), i sindacati ribadiscono la fiducia nel percorso avviato quasi un anno fa. Un cammino che, grazie alla «sinergia tra Regione Calabria e organizzazioni sindacali», ha prodotto risultati concreti e che ha un traguardo dichiarato: «chiudere per sempre la triste pagina del precariato calabrese».

























