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Home SANITÀ

Tropea, appello di Piserà a Ventrice. Poi l’attacco all’Asp: «Sull’ospedaale gestione fallimentare»

Con un comunicato l'ex consigliere comunale elogia l’urologo e lo invoca a ritirare le dimissioni. Richiesti interventi urgenti al commissario straordinario dell'Asp

Di P. S.
23 Novembre 2025
In SANITÀ
Ospedale Tropea
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«Le dimissioni dell’urologo Ventrice non sono un fatto privato, ma una denuncia pubblica. Il commissario straordinario applichi i poteri che la legge gli attribuisce e ristabilisca legalità e funzionalità» – lo dice con forza l’ex consigliere comunale Antonio Piserà, il quale torna a tenere alta l’attenzione sul depotenziamento del nosocomio di Tropea e sulle dimissioni dell’urologo Alberto Ventrice.

In relazione a ciò, Antonio Piserà dichiara: «Le dimissioni di Ventrice segnano un punto di non ritorno: non rappresentano una scelta personale, ma la presa di posizione di un medico che, con il suo senso etico e la sua responsabilità, ha denunciato pubblicamente una situazione divenuta ormai incompatibile con l’esercizio della professione e con la tutela dei pazienti. La sua decisione – afferma – è il riflesso di un malessere profondo che investe l’intero presidio sanitario tropeano e che da troppo tempo viene sottovalutato o trattato come un problema ordinario. Non lo è. Non lo è mai stato».

L’elenco delle criticità già denunciate da Ventrice

L’ex consigliere comunale ricorda, inoltre, tutte le criticità che aveva indicato con precisione lo stesso urologo Ventrice. Criticità che compromettono la sicurezza e la funzionalità di tutto il presidio ospedaliero e che sono le seguenti: assenza di anestesisti in grado di garantire una continuità chirurgica; impossibilità di effettuare interventi anche di routine; reparti che restano formalmente attivi, ma di fatto impossibilitati ad operare; mancanza di condizioni minime di sicurezza per pazienti e operatori; progressivo depotenziamento di servizi sanitari territoriali. «Si tratta di problemi reali, concreti e confermati dalla stessa Azienda sanitaria provinciale», sottolinea Piserà.

Un appello al dottor Ventrice: Tropea la sostiene

Rivolgendosi all’urologo dimissionario e, al contempo elogiandolo, Antonio Piserà afferma: «Interprete della volontà della comunità e, soprattutto dei suoi pazienti, faccio il mio appello serio e rispettoso al dottor Ventrice – dichiara Piserà – affinché valuti la possibilità di ritirare le dimissioni. La comunità è tutta con lui, riconosce il suo valore professionale e umano, e comprende che la sua denuncia è un atto di coraggio nell’interesse dei cittadini. La sua presenza è fondamentale per il futuro dell’ospedale di Tropea. Di fronte a una crisi così profonda, la risposta del commissario dell’Asp, Gianfranco Tomao, è apparsa insufficiente e in alcuni passaggi, persino inopportuna. Nell’intervista rilasciata alla stampa, – sottolinea l’ex consigliere comunale – il commissario ha dichiarato “La scelta è sua, se vuole andare vada, io non prego nessuno”. Una frase che, in un momento così delicato, nega il valore del dialogo istituzionale e non coglie la gravità dei problemi sollevati dal medico».

Un dato non negoziabile

Sempre rimanendo nel tema, Antonio Piserà poi aggiunge: «Di fronte a un professionista che denuncia criticità strutturali, la comunità si aspetta: ascolto; responsabilità; rispetto; soluzioni immediate, non certo un “se vuole andare, vada”. Quelle parole, più che rassicurare, rischiano di incrinare ulteriormente la fiducia dei cittadini nella guida commissariale dell’Asp, già segnata da anni di inefficienze e di criticità. L’Asp di Vibo è un ente sciolto per infiltrazioni mafiose. Questo è un fatto storico, ufficiale e documentato» – precisa Piserà e poi aggiunge: «Un ente sciolto per mafia non è un ente come gli altri: è un’istituzione commissariata con poteri straordinari per ripristinare legalità, efficienza, trasparenza e corretto funzionamento».

Un commissario straordinario non può invocare “intoppi” né “burocrazia”

«Il commissario è stato nominato proprio perché la gestione ordinaria non era più in grado di garantire legalità e qualità dei servizi» fa notare sempre Piserà. Poi, elencando molteplici ed importanti aspetti, afferma: «Per questo non può subire la burocrazia: deve rimuoverla; non può attendere, ma deve intervenire; non può limitarsi a delle dichiarazioni generiche, deve presentare atti, misure e tempistiche; non può attribuire le colpe alla “situazione logistica del territorio”: la sua figura esiste per superare ostacoli, non per giustificarli».

Legalità e poteri straordinari: ciò che un commissario deve fare

La situazione dell’ospedale di Tropea – prosegue Piserà – e, più in generale, dell’intera Asp di Vibo Valentia, richiede misure immediatamente operative». In tal senso, rivolge tre richieste precise: attivare fino in fondo tutti i poteri straordinari previsti per le aziende sanitarie sciolte per infiltrazioni mafiose, non come principio astratto, ma con degli interventi immediati su personale, appalti, procedure bloccate, organizzazione interna e manutenzioni; riunire con urgenza un tavolo operativo con il prefetto di Vibo Valentia; per ottenere strumenti aggiuntivi, monitorare le criticità e garantire un coordinamento reale ed efficace; valutare una richiesta formale al Ministero dell’Interno, affinché vengano autorizzate misure speciali per il ripristino della legalità amministrativa e della piena funzionalità sanitaria. Sulla base delle suddette istanze, Piserà poi sostiene a chiare lettere: «Il commissariamento non è uno stato di inerzia: è uno stato di intervento straordinario».

Tropea non può essere trattata come un presidio di serie B

L’ex consigliere comunale Piserà fa anche un bilancio del fallimento gestionale dell’ospedale di Tropea. «L’ospedale – afferma – serve un territorio vastissimo, che d’estate supera decine di migliaia di presenze giornaliere. Oggi, però, non può garantire interventi chirurgici; non ha anestesisti sufficienti; ha reparti che funzionano solo sulla carta; ospita personale che lavora in condizioni limite ed assiste una popolazione che teme ogni giorno di non ricevere cure adeguate. La sospensione delle attività chirurgiche, pur essendo motivata da esigenze di sicurezza, rappresenta la prova di un fallimento gestionale che non può essere minimizzato. Non è frutto del destino: è il risultato di anni di ritardi, scelte sbagliate e mancate decisioni».

Conclusione: legalità, trasparenza e atti concreti

Infine, rinnovando il proprio appello, Piserà sostiene: «Tropea non merita un ospedale sospeso tra incertezze e promesse, né merita di vedere un medico stimato costretto a dimettersi per denunciare ciò che tutti conoscono. La legalità si ristabilisce con degli atti concreti, con il coraggio delle decisioni e con l’uso pieno dei poteri straordinari che lo Stato ha previsto per gli enti commissariati. Invito il commissario straordinario ad esercitare fino in fondo questi poteri. E ribadisco al dottor Ventrice che i cittadini di Tropea e del comprensorio sono dalla sua parte, oggi più che mai».

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