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Tropea. Giovanni Macrì annuncia la sua candidatura a sindaco: «Serve riprendere il lavoro»

Intervista a tutto campo all’ex primo cittadino della Perla del Tirreno che si prepara a tornare in corsa per le elezioni comunali 2026

Di Pasquale Scordamaglia
19 Ottobre 2025
In POLITICA
Tropea. Giovanni Macrì annuncia la sua candidatura a sindaco: «Serve riprendere il lavoro»

Giovanni Macrì

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Nel 2026 i cittadini tropeani saranno chiamati ad eleggere un nuovo sindaco, con la conclusione dello stato di commissariamento che iniziò il 24 aprile 2024. Esattamente il giorno prima che precedeva quella data, si interrompeva il percorso amministrativo dell’ex primo cittadino Giovanni Macrì, a seguito del decreto di scioglimento del Comune di Tropea per infiltrazioni mafiose, provvedimento disposto dal Ministero dell’Interno e che Macrì ha da sempre ritenuto ingiusto. Eletto come sindaco il 22 ottobre del 2018 e motivato dalla voglia di tornare a prendersi cura di Tropea, Nino Macrì ci ha accolto nel suo studio e ha dichiarato ufficialmente la sua candidatura a sindaco della città, ripercorrendo anche la sua esperienza come amministratore di Tropea.

Dal 22 ottobre 2018 fino al 23 aprile 2024, lei è stato sindaco della cittadina di Tropea. Con quali stimoli e quali intenti punta a ricandidarsi alla carica di primo cittadino?

«È stata un’esperienza che mi ha dato molto e ho dato molto alla città. Ho sacrificato tutto sostanzialmente e l’uscita di scena è stata ingenerosa nei miei riguardi e anche nei confronti della città rispetto al lavoro fatto. È mancato un passaggio delle consegne ordinato che avrebbe consentito, a chi sarebbe arrivato dopo di me e ovviamente nella libertà delle decisioni che prende un’amministrazione, di proseguire quello che era un virtuosismo dell’amministrazione, ma anche una riscoperta della città, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti culturali e il bisogno di ritrovare l’orgoglio di essere tropeani e di tutto ciò che significa questo. I tantissimi eventi culturali, promossi e realizzati, ne sono una testimonianza. Tra questi c’è sicuramente il TROPEArte, Tropea Illustrata, il Tropea Film Festival e molti altri ancora. Sono stati eventi che hanno trovato terreno fertile nella mia amministrazione comunale, in quanto ho offerto ai promotori tutto il mio appoggio a 360 gradi».

In tal senso, il fatto di non aver potuto continuare a svolgere l’attività di sindaco, l’ha spinta ad avere uno scatto d’orgoglio?

«Certamente non mi andava e non mi va di lasciare in questo modo e con quel marchio, non certo bello, la mia esperienza. Tra l’altro, il lavoro che avevo sviluppato è stato interrotto bruscamente e ritengo che possa essere ripreso, anche in merito al percorso di promuovere Tropea in tutto il mondo. Anche l’attività promozionale in Giappone era uno dei capolavori realizzati dalla mia amministrazione, qualcosa che secondo me non era nemmeno immaginabile per la Calabria e per Tropea. È necessario, quindi, tornare a riprendere questo lavoro. Ritengo un’ingiustizia tutto quello che è successo e ritengo necessario, per me come per tutta la comunità, di rimettere sui binari una città che oggi non vive un periodo molto bello».

Può ripercorrere il percorso che l’ha portata poi a rivestire la carica di sindaco?

«Non era nei miei progetti impegnarmi in quello che è stato poi il ruolo di sindaco. Era una cosa a cui aspiravo, ma in una fase diversa della mia vita. Consapevole del peso di un impegno da sindaco, per me era qualcosa a cui non ero interessato nell’immediato. Io nel 2014 mi candidai contro la lista che poi vinse per 50 voti e che era rappresentata da Rodolico. C’era all’epoca anche la lista concorrente con candidato a sindaco Peppino Romano, il quale si è candidato anche alle elezioni del 2018. Gli eventi mi hanno inizialmente costretto a intraprendere questa strada, ma la sconfitta bruciante del 2014 mi ha impedito fortunatamente di vincere. Dico fortunatamente perché allora non ero pronto, ma anche perché la compagine che era stata costituita e che avevo proposto, secondo me, non mi avrebbe consentito di governare. Dopo aver perso ogni interesse verso quella direzione, quello che è successo e anche la fase di commissariamento, mi hanno spinto a ritenere valida e necessaria questa possibilità».

Ad inizio agosto è stata predisposta la proroga di sei mesi, in relazione al periodo di commissariamento del Comune di Tropea. Come valuta questo rinvio?

«In tutta onestà, alla luce di quello che è stato fatto, non vedo il senso di questa richiesta di proroga. Ovviamente, non aveva senso nemmeno la richiesta di scioglimento degli organi amministrativi per infiltrazione mafiosa. La proroga, quindi, per me è la punta di un iceberg, in merito a quella che, come già detto, è stata una gravissima ingiustizia. La proroga, quasi nel 99% dei casi, è prevista. Mi sono promesso comunque di non parlare più di quello che è stato fatto dalla Commissione Straordinaria. Quindi, è un tema sul quale non intendo entrare, ma la proroga non mi ha sorpreso. Mi ha sorpreso all’epoca la nomina della Commissione e non mi ha sorpreso l’esito,mi hanno sorpreso tante altre cose, ma ci sarà tempo per parlarne».

Cosa le manca maggiormente del ruolo che ricopriva come primo cittadino del Comune di Tropea?

«Mi manca l’impegno quotidiano da sindaco, mi manca vedere la cura della bellezza di questo angolo di creato, mi manca vedere attenzione anche per le piccole cose e una maggiore cura del paese che c’era in precedenza. In più, noto la mancanza di attività di pronto intervento e mi mancano i rapporti internazionali che comunque continuo ad avere. Infatti, vengo contattato da molti partner internazionali costantemente e questo mi stimola molto, anche se non ho la possibilità di dare delle risposte ai cittadini, presso la casa comunale. Ovviamente, soffro per quello che è successo. È stata una decisione che non ho preso io e che ho subito. A dispetto di quello che si può pensare, fanno più rumore tre voci contrarie che 4.000 cittadini che sono a mio favore, perché chi ha l’odio nel sangue lo butta fuori con maggiore virulenza rispetto a chi ha amore da dare. Sono sicuro di continuare ad essere amato da tanti cittadini, alla luce della situazione attuale di Tropea. Infatti, come diceva il teologo Monsignor Francesco Pugliese, “i tropeani si rendono conto dell’importanza di una cosa quando la perdono” e, forse, oggi, si sono resi conto di quello che è stato il mio lavoro».

Che messaggio si sente di lanciare ai cittadini tropeani e a tutti coloro che in questi anni vi hanno sostenuto?

«Il mio è un messaggio di fiducia e di speranza. Tropea ha la forza e le capacità per poter risorgere ancora una volta ed è abituata a questi alti e bassi. Una cosa che mi sento di dire, è che ho ponderato attentamente la mia ricandidatura. Quindi, dichiaro in modo ufficiale, alla vostra testata, che sarò presente alla prossima tornata elettorale, in quanto lo posso fare e la legge me lo consente. Io rispetto rigorosamente la legge, al di là di quelli che saranno gli esiti dei vari giudizi. Tante volte si fa riferimento al giudizio di incandidabilità. Questo giudizio per essere operativo si deve definire ed è necessaria una sentenza passata in giudicato che per maggio ovviamente non potrà arrivare. In tal senso, a maggio sarò candidabile e comunque vada terminerò poi il mio mandato».

Qual è la sua prospettiva amministrativa per la città di Tropea?

«Cercherò di rimettere in sesto la città di Tropea, di ridare fiducia a tutta la comunità di Tropea e di riprendere in mano tutto il lavoro interrotto, affidando a chi verrà dopo di me una situazione ordinata. Cosa che avevo già fatto fino al 24 aprile 2024, quando non ho potuto più esercitare il ruolo di primo cittadino. Fin dall’arrivo dei commissari, avevo lasciato la città in un perfetto stato di salute, tant’è che Tropea ha resistito quasi senza problemi per la prima estate, mentre in questa stagione estiva c’è stato purtroppo un decadimento della situazione. La città di Tropea ha una bellezza così importante da poter facilmente recuperare il tempo perso. È un peccato che una Tropea in corsa sia stata ingiustamente fermata, considerando che in questi due ultimi anni avremmo fatto tantissimo, i lavori fermi avrebbero visto la luce e molti sarebbero stati ultimati. Invece, abbiamo cantieri fermi e tante domande che ci dovremmo porre su tanti aspetti».

Dal suo punto di vista, quali sono le principali problematiche della cittadina di Tropea?

«I problemi veri sono quelli che i cittadini non vedono e che, solo un amministratore che è stato dentro al Comune di Tropea, può capire. Quindi, non mi preoccupa tantissimo il decoro urbano, quello lo sistemeremo nel giro di due mesi. La mia attenzione è rivolta anche ad altre cose come la gestione degli uffici comunali. Quest’ultimi vanno messi in forza dal punto di vista quantitativo e, soprattutto, dal punto di vista della mentalità e dell’entusiasmo di lavorare per una città bella ed importante come Tropea».

La sede del Comune di Tropea

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